Ieri sera mi sono visto Law & order seguito da X-files, e guarda caso in entrambe le puntate era presente il tema del coma, ovvero se era giusto o no tenere in vita con delle macchine uno dei personaggi, non sapendo se questi era effettivamente favorevole a tale trattamento.
Bene, questo capita perché nessuno di noi si premunisce da tale caso.
Certo posso capire quanto non sia bello immaginare se stessi in coma, sdraiati su un letto, mentre altre persone che magari non ci conoscono affatto si chiedono se sia meglio o no lasciarci in stato vegetativo.
Questo post è probabilmente il più importante del blog perché esprimendo qui la mia opinione creo a tutti gli effetti una deposizione scritta sulle mie idee per l'animazione sospesa.
Se infatti per sfortuna io finissi in coma quello che sto scrivendo qui sopra sarebbe un inappellabile testamento per quanto riguarda la decisione sulle mie cure.
Io non voglio essere tenuto in vita da delle macchine, però c'è anche da dire che amo tantissimo la vita e che se fosse per me non vorrei morire mai.
Vedermi in una situazione come quella ad esempio della Schiavo però, con famigliari, amici, dottori ed infermieri in stasi a preoccuparsi di me, mi farebbe sentire estremamente egoista, più di quanto credo di essere (ed io credo parecchio).
La mia presenza fisica in un letto di ospedale magari per anni sarebbe più un dramma che una speranza, e creerebbe nei miei cari molti più problemi di quanto possa immaginare.
Per questo motivo non voglio diventare un cadavere che respira.
Con questo non dico che rifiuto le cure mediche .. se c'è una concreta possibilità di risveglio chiedo che queste siano inseguite per quanto ragionevolmente possibile, e se dovessi cedere in qualche maniera sotto i fetti gradirei che qualcuno tentasse di rianimarmi.
Ma questo per quanto tempo ? difficile da dire ..
Io in questa sede chiedo un tempo vicino ad un mese. Se dopo un mese non si è risolto nulla .. amen. Tanto tocca morire a tutti!
Ok, se qualcuno di voi vuole dire la sua la scriva nei commenti, ma attenzione: senza scherzi perché se non sia mai doveste cadere in una tale situazione quello che qui scriverete varrà più di ogni altra cosa potrà decidere vostra madre, moglie o marito che sia.Meditate !
martedì, febbraio 28, 2006
lunedì, febbraio 27, 2006
Blog
Leggendo siti vari sono tornato da quel purosangue di Paolo che parla del "fenomeno" (ma che parolaccia!) dei Blog e di come questi siano in pochi anni se non mesi dilagati in rete.
Non parlo solamente del mio microcosmo personale, anche se come esempio andrebbe benissimo; ma del vero e proprio fenomeno mondiale dei blog.
Praticamente sembra che ora che sia così facile e semplice creare un proprio sito facilmente aggiornabile abbiano deciso di farlo tutti.
Perché ?
Bè, i motivi sono tanti.
Anzi tutto la facilità, appunto. Io ho avuto altri siti in passato, ma crearli e modificarli richiedeva più tempo di quanto poi se ne dedicasse nel riempirlo di contenuti. Senza contare che un sito vero e proprio di solito non è concepito per avere un aggiornamento giornaliero.
Adesso con un paio di click si ha un blog decente, e per postare un pensiero bastano due minuti da qualsiasi computer connesso .. un bel vantaggio poterlo fare anche dal lavoro o altro.
Non solo, quasi tutti i blogger sono ancora gratuiti, cosa che non so quanto potrebbe durare.
Probabilmente succederà come con le suonerie ed i loghi per i cellulari, che anni fa scaricavo a manetta da qualsiasi sito prima che tutti si mettessero daccordo per fare un bel "cartello" dei prezzi, vendendo e svendendo società.
Ma il motivo più interessante è quello antropologico, ovvero il motivo per il quale si apre un blog.
Certo questi motivi possono essere tanti e variano da persona a persona.
Nel mio caso come ho scritto tante volte è un fatto di puro egocentrismo, misto a narcisismo ed esibizionismo. Non è che la cosa poi mi piaccia così tanto, ma così è quindi amen, inutile raccontarsi storie.
Sicuramente tutti dentro di noi (O almeno la stragrande maggioranza) abbiamo un desiderio di appariscenza, e probabilmente è proprio quello il pensiero dominante quando si apre ad esempio un blog, ma ci devono essere anche altri motivi più profondi.
Alcuni aprono blog satirici o comico/demenziali come quello di Chuck Norris, nel quale non si altro che ridere; altri preferiscono Blog di informazione come quello di Grillo (vabbè lui lo fa anche per lavoro). Ma la maggior parte di noi credo apra un blog perché ha qualcosa da dire .. o meglio, sente di voler dire qualcosa.
La differenza è che questo qualcosa può essere importante o no, intelligente o deficente; ma la cosa importante è che ci sia e che internet da la possibilità di dirlo a qualcuno.
Anche quando si apre un sito (come quelli che facevo io), si fa per il bisogno di comunicare, non importa se poi in realtà nessuno legge ciò che scriviamo.
E' lo stesso motivo per il qquale si scrive un diario .. lo scriviamo perché sappiamo che qualcuno può leggerlo. Poi possiamo anche chiuderlo a chiave con un lucchetto e nasconderlo sotto il letto, ma se abbiamo scritto quello che ci passa in testa è stato per comunicarlo.
Curioso come la parola "comunicazione" sia quindi una parola a senso unico, che definisce una persona che parla, ma non necessariamente una che ascolta.
Forse internet da la possibilità di sentirsi ascoltati in ogni caso. Ascoltati dalla rete forse, ma comunque sentiti. Quando si scrive un post di ha l'impressione di parlare con qualcuno anche se in verità magari non succede.
Bè, io sono molto contento di questo "fenomeno", perché per me quando si comunica con qualcuno che forse non c'è in verità si comunica con se stessi. Ci si ascolta da soli, che è la cosa in assoluto più necessaria all'umanità.
Quindi anche a chi non avverte il bisogno di aprire uno spazio proprio dico di prendersi dello spazio per se magari da un altra parte, perché avere spazi propri dove pensare a se stessi fa veramente bene. Poi si può fare come me che non faccio altro che aprire "spazi" del genere ;)
Non parlo solamente del mio microcosmo personale, anche se come esempio andrebbe benissimo; ma del vero e proprio fenomeno mondiale dei blog.
Praticamente sembra che ora che sia così facile e semplice creare un proprio sito facilmente aggiornabile abbiano deciso di farlo tutti.
Perché ?
Bè, i motivi sono tanti.
Anzi tutto la facilità, appunto. Io ho avuto altri siti in passato, ma crearli e modificarli richiedeva più tempo di quanto poi se ne dedicasse nel riempirlo di contenuti. Senza contare che un sito vero e proprio di solito non è concepito per avere un aggiornamento giornaliero.
Adesso con un paio di click si ha un blog decente, e per postare un pensiero bastano due minuti da qualsiasi computer connesso .. un bel vantaggio poterlo fare anche dal lavoro o altro.
Non solo, quasi tutti i blogger sono ancora gratuiti, cosa che non so quanto potrebbe durare.
Probabilmente succederà come con le suonerie ed i loghi per i cellulari, che anni fa scaricavo a manetta da qualsiasi sito prima che tutti si mettessero daccordo per fare un bel "cartello" dei prezzi, vendendo e svendendo società.
Ma il motivo più interessante è quello antropologico, ovvero il motivo per il quale si apre un blog.
Certo questi motivi possono essere tanti e variano da persona a persona.
Nel mio caso come ho scritto tante volte è un fatto di puro egocentrismo, misto a narcisismo ed esibizionismo. Non è che la cosa poi mi piaccia così tanto, ma così è quindi amen, inutile raccontarsi storie.
Sicuramente tutti dentro di noi (O almeno la stragrande maggioranza) abbiamo un desiderio di appariscenza, e probabilmente è proprio quello il pensiero dominante quando si apre ad esempio un blog, ma ci devono essere anche altri motivi più profondi.
Alcuni aprono blog satirici o comico/demenziali come quello di Chuck Norris, nel quale non si altro che ridere; altri preferiscono Blog di informazione come quello di Grillo (vabbè lui lo fa anche per lavoro). Ma la maggior parte di noi credo apra un blog perché ha qualcosa da dire .. o meglio, sente di voler dire qualcosa.
La differenza è che questo qualcosa può essere importante o no, intelligente o deficente; ma la cosa importante è che ci sia e che internet da la possibilità di dirlo a qualcuno.
Anche quando si apre un sito (come quelli che facevo io), si fa per il bisogno di comunicare, non importa se poi in realtà nessuno legge ciò che scriviamo.
E' lo stesso motivo per il qquale si scrive un diario .. lo scriviamo perché sappiamo che qualcuno può leggerlo. Poi possiamo anche chiuderlo a chiave con un lucchetto e nasconderlo sotto il letto, ma se abbiamo scritto quello che ci passa in testa è stato per comunicarlo.
Curioso come la parola "comunicazione" sia quindi una parola a senso unico, che definisce una persona che parla, ma non necessariamente una che ascolta.
Forse internet da la possibilità di sentirsi ascoltati in ogni caso. Ascoltati dalla rete forse, ma comunque sentiti. Quando si scrive un post di ha l'impressione di parlare con qualcuno anche se in verità magari non succede.
Bè, io sono molto contento di questo "fenomeno", perché per me quando si comunica con qualcuno che forse non c'è in verità si comunica con se stessi. Ci si ascolta da soli, che è la cosa in assoluto più necessaria all'umanità.
Quindi anche a chi non avverte il bisogno di aprire uno spazio proprio dico di prendersi dello spazio per se magari da un altra parte, perché avere spazi propri dove pensare a se stessi fa veramente bene. Poi si può fare come me che non faccio altro che aprire "spazi" del genere ;)
sabato, febbraio 25, 2006
Pelliccie

Ovviamente come tutte le persone intelligenti io sono contro le pelliccie.
Sono contro le pelliccie vere, quelle di volpi visoni o altro, come contro le scarpe
e le borsette di coccodrillo e tutto ciò che porta morte nel mondo animale solo
per far vestire "faction" delle persone idiote.
Ogni volta che vedo una persona con a pelliccia non mi esprimo in commenti solo
perché non riesco mai a capire se è vera o finta, altrimenti credo che qualche cosa
a mezza voce direi (Questo perchè non sono poi tanto incivile, non come loro almeno).
Mi ricordo Ice Ventura 2, quando vedendo il pellicciotto di volpe di una signora
altolocata il nostro grande Jim stende con un pugno il marito, se lo mette a tracolla e si pavoneggia
per il suo fine abbigliamento davanti agli altri invitati alla festa ;)
Per me non sono esagerati nemmeno gli animalisti che si imbrattano di vernice rossa
davanti ai negozzi di pellame.
Chiariamo che io non sono purtroppo vegetariano e il mio portafoglio credo sia di pelle vera,
ma si tratta di pelle di vacca o di mucca, un animale che non viene cacciato ed ucciso
in massa solamente per prendere la pelliccia buttando il resto in un fiume.
Per quanto mi riguarda c'è una bella differenza tra le due cose.
In ogni caso anche se sensibilizzare non serve a niente, Edoardo mi ha mandato un link
con un video shock su come si spellano gli animali:
Premessa: Consiglio a tutti coloro che la pensano già come me di non vederlo, perché è veramente terribile, fa risalire il pranzo e piangere il cuore. Il mio consiglio è di NON guardarlo, sul serio, è 1000 volte peggio di quello delle foche, fidatevi non è per dire.
L'altro mio consiglio è di lasciarlo vedere a chi le pelliccie le compra o le indossa, perché forse almeno può essere utile. Altrimenti non avvelenatevi gli occhi ..
Scacchi VII
Era di nuovo lì, indietro nel tempo e nello spazio; ed era nuovamente lui.
Adesso lo sapeva. L’immagine di sé stesso che aveva intravisto prima non lasciava dubbi.
Per quanto lui non potesse comprendere la strana situazione nella quale si trovava, sapeva di poterla sfruttare.
Strinse l’elsa della spada con forza ed entrò cauto nella caverna.
La luce fioca delle poche torce appese alle pareti allungava a dismisura le ombre di ogni piega della roccia, che apparivano agli occhi dell’intruso come un grande ed ardente fuoco in movimento.
Alessandro si inoltrò nell’oscurità, udendo in lontananza le grida di allarme, lanciate da qualche giovane sentinella che probabilmente aveva scoperto i cadaveri all’esterno.
La caverna era per lo più di formazione naturale; con pareti mal definite, spuntoni di roccia che fuoriuscivano da ogni punto; con strane curve serpeggianti e angoli bui nonostante l’illuminazione.
Alcune gocce che filtravano la terra fino a cadere dal soffitto procuravano un eco prolungato, scandendo ogni secondo passato in quel posto con il suo ticchettio, unico rumore in quel luogo immoto.
Andando più avanti il crociato si trovò di fronte a più bivi, che attraversò senza nemmeno pensarci. Quelli erano i corridoi che lo avrebbero visto morire, e difficilmente avrebbe potuto dimenticarli, nonostante più che di ricordi si trattassero di costanti deja-vu; la sensazione di una ripetizione globale.
Decise di accostarsi al centro di una curva cieca, appiattendosi al muro. Da dove si trovava ora, il guerriero poteva vedere l’imboccatura di una delle grotte limitrofe, meno illuminata delle altre, avente l’aspetto di una profonda gola di gigante.
Sapeva bene cosa vi si celava all’interno, questo lo rammentava alla perfezione, adesso.
Sapeva che lì dentro avrebbe trovato Ysmaela, pronta per fuggire via con lui, in un paese ancora più lontano dal suo perfido padre e dai suoi tirapiedi a pagamento.
Non indugiò oltre e varcò la soglia con la spada in pugno, ma il buio totale non gli consentiva di vedere niente. Tornò indietro a staccare dal supporto una delle torce appese ai muri, poi si inoltrò di nuovo.
Un’unica fonte di luce non era sufficiente ad illuminare tutta la caverna, ed Alessandro dovette fare molta attenzione a dove metteva i piedi, fino a quando non calpestò qualcosa.
Era il piede calzato di un cadavere.
Il sangue gli si gelò nelle vene: poteva essere lei !
Ogni certezza e spavalderia su quello che poteva avere dal giocare a scacchi con lo scuro signore crollò di colpo lasciandolo fermo con gli occhi sgranati, totalmente incapace di ragionare.
Non si sa dove trovò il coraggio di alzare il braccio, finché tutti i suoi muscoli non si distesero nell’illuminare il volto di una donna sconosciuta.
Un sospiro di sollievo gli sfuggì dalle labbra ma si ricordò che poteva non essere solo.
Nei suoi ricordi, o sogni, o qualunque cosa fossero, Ysmaela era legata e dormiente da qualche parte lì dentro, e prima l’avrebbe trovata prima avrebbe ingannato il destino nefasto che lo attendeva.
Agitò lentamente la torcia per illuminare altri cadaveri di giovani e ragazze, alcune appena bambine, tutti giacenti là sul freddo pavimento di roccia grigia.
Poi nella sua visuale entrò un’altra cosa, un palo di legno conficcato nella pietra, eretto fino a sopra la sua testa.
Alzò nuovamente il braccio ed illuminò lentamente lo strano manufatto, poi fece di colpo un passo indietro. C’era inchiodato qualcuno.
I piedi grondanti di sangue rappreso erano a pochi centimetri dal suo naso; nudi e deturpati dal grande chiodo che li teneva ben saldi al legno di faggio.
Alzò di scatto la torcia ed un urlo gli svuotò i polmoni.
Ysmaela giaceva in croce davanti a lui, inchiodata con mani e piedi alla trave eretta in quel luogo malsano. Il suo corpo nudo era coperto di ferite sanguinanti, che formavano nella sua pelle strani ed oscuri disegni.
Le ginocchia cedettero ed il crociato cadde a terra, lasciando cadere spada e torcia e poggiando con forza le mani sul pavimento, portando la testa tra di esse in un altro urlo di disperazione.
Niente attraversava veramente la sua mente, tutto il dolore gli aveva preso l’anima e la contorceva con forza, strappandogli atrocità che la mente non era capace di sostenere, ma solo di scomparire dinnanzi ad esse.
Lacrime solcarono quel volto tanto fiero, che lui si sarebbe strappato via con le unghie per non vedere quello che aveva visto. Per non sapere.
“Eccoti infame”
La voce lo riportò d’incanto alla grotta, percorrendo veloce come il fulmine la strada verso la furia crescente.
Urlò: “COME HAI POTUTO MALEDETTO !! COME HAI POTUTO !!!”.
Nessuna risposta.
“Lei era mia moglie … lei era tua figlia ! ERA TUA FIGLIAA !!”
Le dita si chiusero in una morsa ferrea, tanto da far sanguinare i palmi delle mani.
I muscoli di tutto il corpo si tesero fino a divenire acciaio.
“Lei non era più mia figlia straniero, tu l’hai uccisa quando l’hai sposata”
Un verso più simile all’animale che all’uomo riempì l’intera grotta mentre il guerriero si alzava non più padrone di sé stesso. Si girò e vide Janus.
Un uomo scuro di pelle, vecchio e curvo, con il viso spento come quello di un dipinto mal eseguito.
Fece due passi verso di lui e di scatto lo afferrò al collo. Percorse altri due passi e lo sollevò attaccandolo al muro, pronto a spezzarli il collo, lottando con se stesso per non farlo subito.
“TU ! MERDA INFEDELE, HAI SACRIFICATO A SATANA LA TUA UNICA FIGLIA ! IL MIO UNICO AMOREE !”
Strinse la presa.
“Ed ora tu mi ucciderai vero straniero ?” riuscì a dire Janus, come se lo strangolamento non avvesse effetto su di lui.
“SI ! si ti ucciderò !” Strinse ancora, ed ancora di più.
Vide il volto del suo nemico gonfiarsi, cercare di divincolarsi inutilmente da quella stretta mortale, tirare fuori la lingua da quella piccola fessura che era diventata la sua bocca ed avvertì le ossa del cranio del padre di sua moglie sgretolarsi sotto la ferrea pressione delle sue mani.
Poi lo lasciò cadere.
Il tonfo del corpo senza vita di Janus fece il rumore di un sacco vuoto, non producendo nemmeno un pallido eco.
Poi Alessandro riprese fiato.
Avvertì un dolore lancinante al fianco, e solo dopo averci poggiato sopra la mano lo scopri colmo di sangue.
Janus aveva un coltello e lo aveva usato, ma nel momento non se n’era neppure accorto.
Riprese la sua spada da terra, si riavvicinò al vecchio cadavere che giaceva al suolo.
Per estirpare il demonio dagli infedeli, sapeva che bisognava tagliargli la testa.
Sollevò la grande lama sopra le spalle.
Fu allora che gli occhi di Janus si aprirono di scatto. Lui rimase impietrito, ma non potè fare a meno di ascoltare quello che miracolosamente la bocca dell’uomo stava per dire.
“Tu .. tu mi hai portato via la figlia straniero … la figlia e la fattori
Io avevo il potere di uccidere te e la tua progenie, ma l’amica morte sarebbe stata poco per te.
Ma io conosco il modo per comunicare con essa; come chiederle dei favori in cambio di altri; come evocarla con sacrifici e liturgie.
Tu mi hai ucciso straniero, ma tu verrai ucciso mille e mille volte ancora.
Tutto il sangue che hai versato, lo verserai ancora.
Tutto il dolore che hai provato, tu lo proverai ancora.
Che questo sia il tuo inferno straniero, per sempre”.
Un sorriso nefasto di trionfo si cominciò a delineare sul volto del cadavere, ma la lama calò di netto, tranciandone via la testa.
Spossato e distrutto, il crociato si appoggiò alla grande spada d’avorio che possedeva, portando l’altra spalla sulla fredda roccia di quella caverna anonima.
Passarono alcuni minuti, poi sentì una presenza inquietante osservarlo a poca distanza, ed alzò gli occhi.
Un losco figuro, vestito completamente di nero, con scoperto solo un volto bianco ed asettico ad identificarlo come uomo, lo stava fissando con un’espressione spenta.
Alessandro non sapeva cosa stesse succedendo.
Ebbe visioni di sangue, morte, strani discorsi e di alcuni pezzi neri e bianchi poggiati su un tavolo.
La visione di una regina che si muoveva pericolosa e di una voce sterile pronunciare le parole “Scacco matto”. Ma questo svanì subito nella mente stanca e morente del guerriero.
Guardò il suo strano inquilino, e capì di chi si trattava. Poi, non senza sforzo, pronunciò:
“Finalmente sei arrivata”
Adesso lo sapeva. L’immagine di sé stesso che aveva intravisto prima non lasciava dubbi.
Per quanto lui non potesse comprendere la strana situazione nella quale si trovava, sapeva di poterla sfruttare.
Strinse l’elsa della spada con forza ed entrò cauto nella caverna.
La luce fioca delle poche torce appese alle pareti allungava a dismisura le ombre di ogni piega della roccia, che apparivano agli occhi dell’intruso come un grande ed ardente fuoco in movimento.
Alessandro si inoltrò nell’oscurità, udendo in lontananza le grida di allarme, lanciate da qualche giovane sentinella che probabilmente aveva scoperto i cadaveri all’esterno.
La caverna era per lo più di formazione naturale; con pareti mal definite, spuntoni di roccia che fuoriuscivano da ogni punto; con strane curve serpeggianti e angoli bui nonostante l’illuminazione.
Alcune gocce che filtravano la terra fino a cadere dal soffitto procuravano un eco prolungato, scandendo ogni secondo passato in quel posto con il suo ticchettio, unico rumore in quel luogo immoto.
Andando più avanti il crociato si trovò di fronte a più bivi, che attraversò senza nemmeno pensarci. Quelli erano i corridoi che lo avrebbero visto morire, e difficilmente avrebbe potuto dimenticarli, nonostante più che di ricordi si trattassero di costanti deja-vu; la sensazione di una ripetizione globale.
Decise di accostarsi al centro di una curva cieca, appiattendosi al muro. Da dove si trovava ora, il guerriero poteva vedere l’imboccatura di una delle grotte limitrofe, meno illuminata delle altre, avente l’aspetto di una profonda gola di gigante.
Sapeva bene cosa vi si celava all’interno, questo lo rammentava alla perfezione, adesso.
Sapeva che lì dentro avrebbe trovato Ysmaela, pronta per fuggire via con lui, in un paese ancora più lontano dal suo perfido padre e dai suoi tirapiedi a pagamento.
Non indugiò oltre e varcò la soglia con la spada in pugno, ma il buio totale non gli consentiva di vedere niente. Tornò indietro a staccare dal supporto una delle torce appese ai muri, poi si inoltrò di nuovo.
Un’unica fonte di luce non era sufficiente ad illuminare tutta la caverna, ed Alessandro dovette fare molta attenzione a dove metteva i piedi, fino a quando non calpestò qualcosa.
Era il piede calzato di un cadavere.
Il sangue gli si gelò nelle vene: poteva essere lei !
Ogni certezza e spavalderia su quello che poteva avere dal giocare a scacchi con lo scuro signore crollò di colpo lasciandolo fermo con gli occhi sgranati, totalmente incapace di ragionare.
Non si sa dove trovò il coraggio di alzare il braccio, finché tutti i suoi muscoli non si distesero nell’illuminare il volto di una donna sconosciuta.
Un sospiro di sollievo gli sfuggì dalle labbra ma si ricordò che poteva non essere solo.
Nei suoi ricordi, o sogni, o qualunque cosa fossero, Ysmaela era legata e dormiente da qualche parte lì dentro, e prima l’avrebbe trovata prima avrebbe ingannato il destino nefasto che lo attendeva.
Agitò lentamente la torcia per illuminare altri cadaveri di giovani e ragazze, alcune appena bambine, tutti giacenti là sul freddo pavimento di roccia grigia.
Poi nella sua visuale entrò un’altra cosa, un palo di legno conficcato nella pietra, eretto fino a sopra la sua testa.
Alzò nuovamente il braccio ed illuminò lentamente lo strano manufatto, poi fece di colpo un passo indietro. C’era inchiodato qualcuno.
I piedi grondanti di sangue rappreso erano a pochi centimetri dal suo naso; nudi e deturpati dal grande chiodo che li teneva ben saldi al legno di faggio.
Alzò di scatto la torcia ed un urlo gli svuotò i polmoni.
Ysmaela giaceva in croce davanti a lui, inchiodata con mani e piedi alla trave eretta in quel luogo malsano. Il suo corpo nudo era coperto di ferite sanguinanti, che formavano nella sua pelle strani ed oscuri disegni.
Le ginocchia cedettero ed il crociato cadde a terra, lasciando cadere spada e torcia e poggiando con forza le mani sul pavimento, portando la testa tra di esse in un altro urlo di disperazione.
Niente attraversava veramente la sua mente, tutto il dolore gli aveva preso l’anima e la contorceva con forza, strappandogli atrocità che la mente non era capace di sostenere, ma solo di scomparire dinnanzi ad esse.
Lacrime solcarono quel volto tanto fiero, che lui si sarebbe strappato via con le unghie per non vedere quello che aveva visto. Per non sapere.
“Eccoti infame”
La voce lo riportò d’incanto alla grotta, percorrendo veloce come il fulmine la strada verso la furia crescente.
Urlò: “COME HAI POTUTO MALEDETTO !! COME HAI POTUTO !!!”.
Nessuna risposta.
“Lei era mia moglie … lei era tua figlia ! ERA TUA FIGLIAA !!”
Le dita si chiusero in una morsa ferrea, tanto da far sanguinare i palmi delle mani.
I muscoli di tutto il corpo si tesero fino a divenire acciaio.
“Lei non era più mia figlia straniero, tu l’hai uccisa quando l’hai sposata”
Un verso più simile all’animale che all’uomo riempì l’intera grotta mentre il guerriero si alzava non più padrone di sé stesso. Si girò e vide Janus.
Un uomo scuro di pelle, vecchio e curvo, con il viso spento come quello di un dipinto mal eseguito.
Fece due passi verso di lui e di scatto lo afferrò al collo. Percorse altri due passi e lo sollevò attaccandolo al muro, pronto a spezzarli il collo, lottando con se stesso per non farlo subito.
“TU ! MERDA INFEDELE, HAI SACRIFICATO A SATANA LA TUA UNICA FIGLIA ! IL MIO UNICO AMOREE !”
Strinse la presa.
“Ed ora tu mi ucciderai vero straniero ?” riuscì a dire Janus, come se lo strangolamento non avvesse effetto su di lui.
“SI ! si ti ucciderò !” Strinse ancora, ed ancora di più.
Vide il volto del suo nemico gonfiarsi, cercare di divincolarsi inutilmente da quella stretta mortale, tirare fuori la lingua da quella piccola fessura che era diventata la sua bocca ed avvertì le ossa del cranio del padre di sua moglie sgretolarsi sotto la ferrea pressione delle sue mani.
Poi lo lasciò cadere.
Il tonfo del corpo senza vita di Janus fece il rumore di un sacco vuoto, non producendo nemmeno un pallido eco.
Poi Alessandro riprese fiato.
Avvertì un dolore lancinante al fianco, e solo dopo averci poggiato sopra la mano lo scopri colmo di sangue.
Janus aveva un coltello e lo aveva usato, ma nel momento non se n’era neppure accorto.
Riprese la sua spada da terra, si riavvicinò al vecchio cadavere che giaceva al suolo.
Per estirpare il demonio dagli infedeli, sapeva che bisognava tagliargli la testa.
Sollevò la grande lama sopra le spalle.
Fu allora che gli occhi di Janus si aprirono di scatto. Lui rimase impietrito, ma non potè fare a meno di ascoltare quello che miracolosamente la bocca dell’uomo stava per dire.
“Tu .. tu mi hai portato via la figlia straniero … la figlia e la fattori
Io avevo il potere di uccidere te e la tua progenie, ma l’amica morte sarebbe stata poco per te.
Ma io conosco il modo per comunicare con essa; come chiederle dei favori in cambio di altri; come evocarla con sacrifici e liturgie.
Tu mi hai ucciso straniero, ma tu verrai ucciso mille e mille volte ancora.
Tutto il sangue che hai versato, lo verserai ancora.
Tutto il dolore che hai provato, tu lo proverai ancora.
Che questo sia il tuo inferno straniero, per sempre”.
Un sorriso nefasto di trionfo si cominciò a delineare sul volto del cadavere, ma la lama calò di netto, tranciandone via la testa.
Spossato e distrutto, il crociato si appoggiò alla grande spada d’avorio che possedeva, portando l’altra spalla sulla fredda roccia di quella caverna anonima.
Passarono alcuni minuti, poi sentì una presenza inquietante osservarlo a poca distanza, ed alzò gli occhi.
Un losco figuro, vestito completamente di nero, con scoperto solo un volto bianco ed asettico ad identificarlo come uomo, lo stava fissando con un’espressione spenta.
Alessandro non sapeva cosa stesse succedendo.
Ebbe visioni di sangue, morte, strani discorsi e di alcuni pezzi neri e bianchi poggiati su un tavolo.
La visione di una regina che si muoveva pericolosa e di una voce sterile pronunciare le parole “Scacco matto”. Ma questo svanì subito nella mente stanca e morente del guerriero.
Guardò il suo strano inquilino, e capì di chi si trattava. Poi, non senza sforzo, pronunciò:
“Finalmente sei arrivata”
venerdì, febbraio 24, 2006
Il lungo addio
E lunghe ore ad ingannarci così
a dire lui e lei, sempre gli altri
e i palliativi sono sempre tanti
per non ammettere che siamo qui
e charlie brown e mafalda e la scuola
storie un pò vere a volte inventate
nei pomeriggi d'inverno e d'estate
di strani voli su una parola
Quando cantavo plaisir d'amour
tu mi guardavi e ridevi iù forte
non lo capivi che ti facevo la corte
o forse capivi e la furba eri tu
e mi hai sospeso su un filo di lana
e mi ci terrai ancora per molto
giovane amore, fiore non colot
o forse si, ma da un'altra mano
E chi lo sa se anche tu mi vuoi bene
a volte credo di esserne certo
a volte invece sembra tutto uno scherzo
fuggono gli occhi come falene
amica mia sorella speranza
quello che vuoi io non ti dirò
quello che voglio non sentirò
quello che c'è dietro l'indifferenza
E tutto è morto e tutto è ancor vivo
e solamente tutto è cambiato
quello che provo l'ho sempre provato
e credo ancora in ciò in cui credevo
e il fiocco nero è l'unica cosa
che mi è rimasta con la malinconia
ma insieme a questa stanca anarchia
vorrei anche te, amica mia
Ma dimmi tu non è meglio così ?
immaginare ed illudersi sempre
qui ad aspettare qualcosa o niente
qui ad aspettare un no o un sì
che in ogni caso sarebbero fine
di tutto questo che almeno è un ricordo
così studiato giorno per giorno
fatto di tanti cristalli di brina
a dire lui e lei, sempre gli altri
e i palliativi sono sempre tanti
per non ammettere che siamo qui
e charlie brown e mafalda e la scuola
storie un pò vere a volte inventate
nei pomeriggi d'inverno e d'estate
di strani voli su una parola
Quando cantavo plaisir d'amour
tu mi guardavi e ridevi iù forte
non lo capivi che ti facevo la corte
o forse capivi e la furba eri tu
e mi hai sospeso su un filo di lana
e mi ci terrai ancora per molto
giovane amore, fiore non colot
o forse si, ma da un'altra mano
E chi lo sa se anche tu mi vuoi bene
a volte credo di esserne certo
a volte invece sembra tutto uno scherzo
fuggono gli occhi come falene
amica mia sorella speranza
quello che vuoi io non ti dirò
quello che voglio non sentirò
quello che c'è dietro l'indifferenza
E tutto è morto e tutto è ancor vivo
e solamente tutto è cambiato
quello che provo l'ho sempre provato
e credo ancora in ciò in cui credevo
e il fiocco nero è l'unica cosa
che mi è rimasta con la malinconia
ma insieme a questa stanca anarchia
vorrei anche te, amica mia
Ma dimmi tu non è meglio così ?
immaginare ed illudersi sempre
qui ad aspettare qualcosa o niente
qui ad aspettare un no o un sì
che in ogni caso sarebbero fine
di tutto questo che almeno è un ricordo
così studiato giorno per giorno
fatto di tanti cristalli di brina
Idiozie
La Bbc vuole intervistare Bob Marley
LONDRA - Poteva essere un perfetto pesce d'aprile, ma la notizia pare in realtà sia vera e getta un'ulteriore ombra sulla già scossa autorevolezza della Bbc. La venerata radiotelevisione pubblica della Gran Bretagna è incappata infatti in una colossale gaffe, ma questa volta la guerra in Iraq non c'entra.
Secondo quanto riferisce oggi il tabloid inglese Daily Mirror, l'emittente di Stato britannica, impegnata nella preparazione di un documentario su Bob Marley, avrebbe chiesto alla fondazione del cantante un'intervista con la star del reggae. Impresa che solo un medium dotato di poteri sovrannaturali potrebbe portare a termine visto che il musicista è morto nel 1981.
La richiesta, spiega il quotidiano, sarebbe stata spedita via e-mail alla Bob Marley Foundation, e specificava che l'artista avrebbe dovuto "trascorrere solo uno o due giorni" con gli autori del programma della durata di un'ora sul successo del brano 'No Woman, No Cry'. La mail puntualizzava inoltre che il documentario poteva funzionare "solo con una partecipazione dello stesso Bob Marley", sottolineando che le riprese sarebbero state effettuate in giugno, luglio ed agosto anche se "il programma è flessibile".
Una fonte vicina alla famiglia di Marley, morto di cancro all'età di 36 anni in un ospedale di Miami, ha definito "scioccante" la mail della Bbc, visto il prestigio dell'emittente. "Non credevamo - ha riferito al Daily Mirror - che ci potesse essere qualcuno al mondo inconsapevole del fatto che Bob Marley è mancato diversi anni fa".
Tra l'altro proprio nei giorni scorsi le prime pagine dei giornali di mezzo mondo hanno ospitato articoli sulle celebrazioni svolte in Etiopia in occasione del sessantesimo dalla nascita di Marley.
Un portavoce della Bbc avrebbe confermato il terribile errore commesso dal suo ricercatore Paisley Ross, negando che si tratti di un pesce d'aprile: "Siamo molto imbarazzati", ha ammesso.
Alessandro Bellini
GENOVA - Si è vantato di essere un uomo da imprese impossibili. È partito da Genova per attraversare l’Atlantico in barca a remi e ha imparato a vogare da solo 9 mesi. È partito in una stagione non adatta, in un giorno di tempesta, contro il consiglio di tutti e ha millantato di farcela in 140 giorni (con una media di 15 ore al giorno ai remi). Dopo 4 ore e senza nemmeno essere riuscito ad uscire dal porto ha chiamato la guardia costiera e si è fatto riportare indietro. Poi ha dichiarato che ci riproverà.
Il ministro degli esteri Franco Frattini
1- Mentre 4 italiani sono presi in ostaggio in Iraq e in grave pericolo di vita, lui ha trovato il tempo di andare a "Porta a Porta", anzichè fare qualsiasi cosa per cercare di salvarli.
2- Quando poi ha saputo la notizia che uno di loro era stato ucciso e saputo chi fosse, anzichè far di tutto (una telefonata da un cellulare? da un tel RAI? da una cabina?) per avvisare la famiglia, ha preferito rimanere in studio, facendo in modo che la famiglia lo venisse a sapere dalla TV mentre era collegata in diretta.
3- Nel frattempo lui faceva foto ricordo con i famigliari degli altri ostaggi, fingendo in maniera clamorosa un certo coinvolgimento. (vedi blob e commenti)
Arrigo Sacchi
Reduce dalla Coppa America '92 mandò una raccomandata alla Federcalcio. Si erano dimenticati di pagargli i giornali che aveva appena comprato a Fiumicino. Costo: 7.000 lire. Ingaggio del ct: 1500 milioni netti.
Carlo Andrea Bollino,
Consigliere per le Questioni Energetiche del Ministro per le Attività Produttive
Consigliere per le Questioni Energetiche del Ministro per le Attività Produttive
"In Italia non potrà mai accadere un blackout come negli USA"
mercoledì, febbraio 22, 2006
Olimpiadi
Quante medaglie per gli italiani alle olimpiadi eh ?
Però oggi su striscia la notizia hanno dato una delle notizie importanti, sempre più rare sul tg satirico di canale cinque. Parlo della protesta tibetana sull'assegnazione delle prossime olimpiadi: la Cina.
Perchè questa protesta ? perché nel parlare tanto della "nuova economia", del "nuovo volto" della Cina e del fantastico capitalismo cinese ci si è scordati del tutto della vecchia Cina, quella incivile e dittatoriale. Un gruppo ti Tibetani che crede quindi che le olimpiadi possano dare importanza all'evento si trova a Torino a fare lo sciopero della fame; quello vero non come quello dei politici.
Le Olimpiadi infatti non dovrebbero essere solamente una sterile competizione sportiva, ma la rappresentanza di uno spirito di competitività amichevole tra tutte le nazioni.
Una nazione che non tollera le altre religioni, limita la libertà dei propri cittadini con leggi e censure alla libertà di parola ed alla libera informazione, si rifiuta di riconoscere come stati indipendenti paesi che di fatto lo sono e gli fa la guerra non merita a mio parere di ospitare il sombolo della fratellanza tra i popoli sul proprio suolo.
Il discorso è più ampio di questo, ma il negare tale previlegio potrebbe far prendere coscienza al popolo cinese che per divenireun grande paese non serve conquistare l'economia, appellarsi ad una grande storia passata o ad una grande cultura, ma serve solo una grande civiltà.
Tutti i paesi hanno molto da imparare se è per questo, ma si spera che i governi più retrogradi che hanno nel loro stesso tempo esempi indubbiamente più validi li seguano, anzichè criticarli e nascondersi dietro la politica del "diverso" e della "tolleranza", che è solo un arma a doppio taglio.
Non mi dilungo qui va, ci saranno altre occasioni.
Però oggi su striscia la notizia hanno dato una delle notizie importanti, sempre più rare sul tg satirico di canale cinque. Parlo della protesta tibetana sull'assegnazione delle prossime olimpiadi: la Cina.
Perchè questa protesta ? perché nel parlare tanto della "nuova economia", del "nuovo volto" della Cina e del fantastico capitalismo cinese ci si è scordati del tutto della vecchia Cina, quella incivile e dittatoriale. Un gruppo ti Tibetani che crede quindi che le olimpiadi possano dare importanza all'evento si trova a Torino a fare lo sciopero della fame; quello vero non come quello dei politici.
Le Olimpiadi infatti non dovrebbero essere solamente una sterile competizione sportiva, ma la rappresentanza di uno spirito di competitività amichevole tra tutte le nazioni.
Una nazione che non tollera le altre religioni, limita la libertà dei propri cittadini con leggi e censure alla libertà di parola ed alla libera informazione, si rifiuta di riconoscere come stati indipendenti paesi che di fatto lo sono e gli fa la guerra non merita a mio parere di ospitare il sombolo della fratellanza tra i popoli sul proprio suolo.
Il discorso è più ampio di questo, ma il negare tale previlegio potrebbe far prendere coscienza al popolo cinese che per divenireun grande paese non serve conquistare l'economia, appellarsi ad una grande storia passata o ad una grande cultura, ma serve solo una grande civiltà.
Tutti i paesi hanno molto da imparare se è per questo, ma si spera che i governi più retrogradi che hanno nel loro stesso tempo esempi indubbiamente più validi li seguano, anzichè criticarli e nascondersi dietro la politica del "diverso" e della "tolleranza", che è solo un arma a doppio taglio.
Non mi dilungo qui va, ci saranno altre occasioni.
lunedì, febbraio 20, 2006
South park

Ecco qui una mia versione di me stesso in South Park ;)
volete vedere anche voi stessi in cartoon ? andate qui.
volete vedere anche voi stessi in cartoon ? andate qui.
domenica, febbraio 19, 2006
Lacrima di tenebra
Dieci
- A volte ricordarli è utile per tutti -
Non avrai altro Dio fuori di me
Non nominare il nome di Dio invano
Ricordati di santificare le feste
Onora il Padre e la Madre
Non uccidere
Non commettere atti impuri
Non rubare
Non dire falsa testimonianza
Non desiderare la donna d'altri
Non desiderare la roba d'altri
Non avrai altro Dio fuori di me
Non nominare il nome di Dio invano
Ricordati di santificare le feste
Onora il Padre e la Madre
Non uccidere
Non commettere atti impuri
Non rubare
Non dire falsa testimonianza
Non desiderare la donna d'altri
Non desiderare la roba d'altri
Editwar II
A proposito della Editwar, che come vi dicevo dimostra come le multinazionali hanno molto potere, praticamente più delle nazioni, ecco quello che si legge sempre nel blog di Beppe Grillo :

Il governo cinese con la COLLABORAZIONE ovviamente molto interessata di Google, ha censurato il blog di Beppe Grillo e tanti altri siti ritenuti "pericolosi" per la coscienza del popolo cinese. Anche tantissimi termini di ricerca restituiscono risultati diversi dal google nazionale (.it) o anche da quello internazionale (.com); provare per credere.

Il governo cinese con la COLLABORAZIONE ovviamente molto interessata di Google, ha censurato il blog di Beppe Grillo e tanti altri siti ritenuti "pericolosi" per la coscienza del popolo cinese. Anche tantissimi termini di ricerca restituiscono risultati diversi dal google nazionale (.it) o anche da quello internazionale (.com); provare per credere.
China Google
Come quindi dicevo prima e dicevano prima di me, le società di ricerca subiscono lo stesso processo che ha portato la microsoft dov'era, ma con un impatto ancora più forte sulle nostre possibilità di conoscenza. Internet dovrebbe essere la panacea delle informazioni libere, ed infatti chiunque ha la possibilità (fino a che i provider ce lo concederanno, altrimenti solo chi può possederne uno avrà tale lusso) di mettere informazioni on-line; ma se queste stesse informazioni non vengono mai raggiunte perchè il 90% della popolazione usa lo stesso motore di ricerca (google al momento) che scentemente decide, sotto laute ricompense, di censurare o meno un contenuto, l'informazione non sarà mai veramente libera.
Esorto quindi tutti quelli che ci tengono un pò a non essere messi su dei binari ad usare ogni tanto qualche motore di ricerca diverso, magari meno conosciuto ma non per questo meno valido. Ricordando che anche Google, quando l'ho cominciato ad usare anche io, era praitcamente sconosciuto di fronte a colossi come yahoo e altavista.
Molti motori di ricerca alternativi si possono trovare qui.
bye bye
Esorto quindi tutti quelli che ci tengono un pò a non essere messi su dei binari ad usare ogni tanto qualche motore di ricerca diverso, magari meno conosciuto ma non per questo meno valido. Ricordando che anche Google, quando l'ho cominciato ad usare anche io, era praitcamente sconosciuto di fronte a colossi come yahoo e altavista.
Molti motori di ricerca alternativi si possono trovare qui.
bye bye
sabato, febbraio 18, 2006
Malesia

Stefano detto anche "l'uomo che strafalciava i coglioni" mi ha portato le foto della Malesia !
No scherzo le foto sono veramente bellissime e presto le selezionerò per metterle nella gallery, ma non ora che non mi piglia.
Intanto ne posto una molto carina con annesso un simpatico gioco di enigmistica.
Il gioco è capire quale è Stefano.
Chiara invece si vede benissimo, è quella a sinistra con la lingua di fuori.
Ma non sapevo li piacessero i Kiss ! grande !!
P.S. ok ci ho ripensato e le ho messe nella gallery, se avete tempo da perdere dateci uno sguardo!
Army
weee è già passata una settimana e non ho ancora postato nulla ;)
ma in realtà l'ho fatto per voi così un pò almeno riuscite a starmi dietro. No, non è vero.
E' che poi alla fine qualcos'altro ti prende e ti distrai, ma lungi da me abbandonare questo lougo sì dolce (ma che poeta !!). Vabbè, finalmente mia sorella è tornata dal militare, anche se ora ci torna.
Cosa come ? non sapete del militare e di mia sorella ? nemmeno io, e non mi va di starlo a raccontare qui .. però ..
Grazie a lei ho scoperto come la vita militare è cambiata negli ultimi anni .. e devo dire che non è affatto una impotesi da scartare. Mi spiego meglio, non c'è niente di più schifoso della vita militare, però se si stringono i denti e la si pratica solo per 40 giorni massimo 60 di CAR (il centro di addestramento), poi è tutta una pacchia.
Punto prima si fa lavoro di ufficio, portare compilare e leggere scartoffie; un pò come fanno in tanti per società privare; non sarà il massimo della vita ma è facile e non ci si stanca troppo.
Punto secondo l'orario di lavoro: dalle 09:00 (in stile militare) alle 17:00, poi tutto libero fino a domani, compresa la pausa per il pranzo. Direi che come orario non teme rivali, praticamente è una scuola ad orario prolungato tipo quando andavo alle medie.
Punto terzo la paga: calcolare che durante il CAR vi pagano 850 € mentre quando lavori la paga sale a 1200€, senza contare che non potete essere licenziati e che avete grandissime possibilità di cariera, non solo nell'esercito ma anche in altri corpi più "civili" come polizia, carabinieri, guardia forestale, pompieri etc.
Infine tutti i permessi, accessi gratuiti, sconti e altre agevolazioni sociali non scritte che derivano da essere un militare (magari con il porto d'armi).
Siete obiettori di coscenza ? niente paura !
basta andare in un ufficio a dire che quella strana voce nella vostra testa è morta e per dimostrarlo dovrete sparare ad un tizio seduta stante. no scherzo, però basta rimangiarsi la parola praticamente.
Perchè sto facendo pubblicità all'esercito ?
Bho, solo che mi pare che oramai sia una bella alternativa al "cerco un lavoro che mi soddisfi ma non si trova quindi mi becco il primo che capita" e per questo motivo devo dire ci ho pensato su anche io .. mha ! la vita è piena di soprese !
ma in realtà l'ho fatto per voi così un pò almeno riuscite a starmi dietro. No, non è vero.
E' che poi alla fine qualcos'altro ti prende e ti distrai, ma lungi da me abbandonare questo lougo sì dolce (ma che poeta !!). Vabbè, finalmente mia sorella è tornata dal militare, anche se ora ci torna.
Cosa come ? non sapete del militare e di mia sorella ? nemmeno io, e non mi va di starlo a raccontare qui .. però ..
Grazie a lei ho scoperto come la vita militare è cambiata negli ultimi anni .. e devo dire che non è affatto una impotesi da scartare. Mi spiego meglio, non c'è niente di più schifoso della vita militare, però se si stringono i denti e la si pratica solo per 40 giorni massimo 60 di CAR (il centro di addestramento), poi è tutta una pacchia.
Punto prima si fa lavoro di ufficio, portare compilare e leggere scartoffie; un pò come fanno in tanti per società privare; non sarà il massimo della vita ma è facile e non ci si stanca troppo.
Punto secondo l'orario di lavoro: dalle 09:00 (in stile militare) alle 17:00, poi tutto libero fino a domani, compresa la pausa per il pranzo. Direi che come orario non teme rivali, praticamente è una scuola ad orario prolungato tipo quando andavo alle medie.
Punto terzo la paga: calcolare che durante il CAR vi pagano 850 € mentre quando lavori la paga sale a 1200€, senza contare che non potete essere licenziati e che avete grandissime possibilità di cariera, non solo nell'esercito ma anche in altri corpi più "civili" come polizia, carabinieri, guardia forestale, pompieri etc.
Infine tutti i permessi, accessi gratuiti, sconti e altre agevolazioni sociali non scritte che derivano da essere un militare (magari con il porto d'armi).
Siete obiettori di coscenza ? niente paura !
basta andare in un ufficio a dire che quella strana voce nella vostra testa è morta e per dimostrarlo dovrete sparare ad un tizio seduta stante. no scherzo, però basta rimangiarsi la parola praticamente.
Perchè sto facendo pubblicità all'esercito ?
Bho, solo che mi pare che oramai sia una bella alternativa al "cerco un lavoro che mi soddisfi ma non si trova quindi mi becco il primo che capita" e per questo motivo devo dire ci ho pensato su anche io .. mha ! la vita è piena di soprese !
25 ora
Tratto da un film meraviglioso che tra un mare di lacrime ti purifica l'anima e ti sveglia la coscenza:
Monty legge sullo specchio del bagno la scritta "Fuck you".
"si, vaffanculo anche tu"
La sua immagine allo specchio risponde:
"vaffanculo io ? vacci tu !
Tu e tutta questa merda di città e di chi ci abita.
In culo ai mendicanti che mi chiedono i soldi e che mi ridono alle spalle.
In culo ai lavavetri che mi sporcano il vetro pulito della maccina.
In culo ai sick e ai pachistani che vanno per le strade a palla con i loro taxi decrepiti e puzzano di curry da tutti i pori, mi mandano in paranoia le narici .. aspiranti terroristi e rallentate cazzo !!
In culo ai ragazzi di Chelsea con il torace depilato e i bicipiti pompati che se lo succhiano a vicenda nei miei parchi e te lo sbattono in faccia sul gay channel.
In culo ai bottegai coreani con le loro piramidi di frutta troppo cara ed i loro fiori avvolti nella plastica. Sono qui da dieci anni e non sanno ancora mettere due parole insieme.
In culo ai russi di Brighton Beach, mafiosi e violenti, seduti ai bar a sorseggiare il loro tè con una zolletta di zucchero tra i denti. rubano imbrogliano e cospirano, tornatevene da dove cazzo siete venuti.
In culo agli ebrei ortodossi, che vanno su e giù per la 47esima con i loro soprabiti imbiancati di forfora, a vendere diamanti del suddafrica della partaide.
In culo agli agenti di borsa di wall street che pensano di essere i padroni dell'universo; quei figli di puttana si sentono come Michael Douglas "Gordon Gekko", e pensano a nuovi modi per derubare la povera gente che lavora.
Sbattete dentro quegli stronzi della Enron a marchire per TUTTA la vita.
E Bush e Cheney non sapevano niente di quel casino ? ma fatemi il CAZZO di piacere !!
In culo alla Tickle, alla Imclone, alla Adelphia, alla Worldcom.
In culo ai portoricani, venti in una macchina; e fanno crescere le spese dell'assistenza sociale.
E non fatemi parlare di quei pipponi dei domenicani, a loro confronto i portoricani sono proprio dei fenomeni!
In culo agli italiani di Bensonhurst, con i loro capelli impomatati, le loro tute di nylon, le loro medalgiette di s. antonio, che agitano la loro mazza da baseball firmata Jeson Giambi, sperando in una audizione dei "soprano".
In culo alle signore dell'Upper East Side, con i loro foulard di ermesse ed i loro carciofi di Balducci da cinqueanta dollari, con le loro facce pompate di silicone, truccate, laccate e liftate. Non riuscite ad ingannare nessuno vecchie befane..
In culo ai negri di Harlem non passano mai la palla, non vogliono giocare in difesa, fanno cinque passi per arrivare sotto canestro; poi si girano e danno la colpa al razzismo dei bianchi.
La schiavitù è finita centotrentasette anni fa; e muovete-le-chiappe: è ora !
In culo ai poliziotti corrotti che impalano i poveri cristi e li crivellano con quarantuno proiettili, nascosti dietro il loro muro di omertà. Avete tradito la nostra fiducia.
In culo ai preti che mettono le mani nei pantaloni di bambini innocenti. In culo alla chiesa che li protegge non liberandoci dal male.
E dato che ci siamo, ci metto anche Gesù Cristo, se l'è cavata con poco: un giorno sulla croce, un weekend all'inferno e poi gli alleluià degli angeli per il resto dell'eternità.
Provi a passare sette anni nel carcere di Otisville.
In culo a Osama bin laden, ad Al Qaeda e a quei cavernicoli retrogradi dei fondamentalisti di tutto il mondo.
In nome delle migliaia di innocenti assassinati vi auguro di passare il resto dell'eternità, con le vostre settantadue puttane ad ARROSTIRE a fuoco lento all'inferno.
Stronzi cammellieri con l'asciugamano in testa, baciate le mie nobili palle irlandesi !
In culo a Jacob Elinsky, lamentoso e scontento.
In culo a Francis Xavier Slaughtery, il mio migliore amico, che mi giudica con gli occhi incollati sulle chiappe della mia ragazza.
In culo a Naturelle Riviera; le ho dato la mia fiducia e mi ha pugnalato alla schiena.
Mi ha venduto alla polizia, maledetta puttana.
In culo a mio padre, con il suo insanabile dolore; che beve acqua minerale dietro il banco del suo bar, vendendo whisky ai pompieri ed inneggiando ai Brooks Bomber.
In culo a questa città e a chi ci abita.
Dalle casette a schiera di Astoria agli attici di Park Avenue.
Dalle case popolari del bronx ai loft di Soho.
Dai palazzoni di Alphabet City alle case di pietra di Park Slope, e a quelle a due piani di Staten island.
Che un terremoto la faccia crollare, che gli incendi la distruggano, che bruci fino a diventare cenere, e che le acque si sollevino e sommergano questa fogna infestata dai topi.
No.
No, in culo a te montgomery Brogan.
Avevi tutto e lo hai buttato via.
BRUTTO.
TESTA.
DI.
CAZZO !"
Monty prova a cancellare la scritta dallo specchio, ma non ci riesce.
Monty legge sullo specchio del bagno la scritta "Fuck you".
"si, vaffanculo anche tu"
La sua immagine allo specchio risponde:
"vaffanculo io ? vacci tu !
Tu e tutta questa merda di città e di chi ci abita.
In culo ai mendicanti che mi chiedono i soldi e che mi ridono alle spalle.
In culo ai lavavetri che mi sporcano il vetro pulito della maccina.
In culo ai sick e ai pachistani che vanno per le strade a palla con i loro taxi decrepiti e puzzano di curry da tutti i pori, mi mandano in paranoia le narici .. aspiranti terroristi e rallentate cazzo !!
In culo ai ragazzi di Chelsea con il torace depilato e i bicipiti pompati che se lo succhiano a vicenda nei miei parchi e te lo sbattono in faccia sul gay channel.
In culo ai bottegai coreani con le loro piramidi di frutta troppo cara ed i loro fiori avvolti nella plastica. Sono qui da dieci anni e non sanno ancora mettere due parole insieme.
In culo ai russi di Brighton Beach, mafiosi e violenti, seduti ai bar a sorseggiare il loro tè con una zolletta di zucchero tra i denti. rubano imbrogliano e cospirano, tornatevene da dove cazzo siete venuti.
In culo agli ebrei ortodossi, che vanno su e giù per la 47esima con i loro soprabiti imbiancati di forfora, a vendere diamanti del suddafrica della partaide.
In culo agli agenti di borsa di wall street che pensano di essere i padroni dell'universo; quei figli di puttana si sentono come Michael Douglas "Gordon Gekko", e pensano a nuovi modi per derubare la povera gente che lavora.
Sbattete dentro quegli stronzi della Enron a marchire per TUTTA la vita.
E Bush e Cheney non sapevano niente di quel casino ? ma fatemi il CAZZO di piacere !!
In culo alla Tickle, alla Imclone, alla Adelphia, alla Worldcom.
In culo ai portoricani, venti in una macchina; e fanno crescere le spese dell'assistenza sociale.
E non fatemi parlare di quei pipponi dei domenicani, a loro confronto i portoricani sono proprio dei fenomeni!
In culo agli italiani di Bensonhurst, con i loro capelli impomatati, le loro tute di nylon, le loro medalgiette di s. antonio, che agitano la loro mazza da baseball firmata Jeson Giambi, sperando in una audizione dei "soprano".
In culo alle signore dell'Upper East Side, con i loro foulard di ermesse ed i loro carciofi di Balducci da cinqueanta dollari, con le loro facce pompate di silicone, truccate, laccate e liftate. Non riuscite ad ingannare nessuno vecchie befane..
In culo ai negri di Harlem non passano mai la palla, non vogliono giocare in difesa, fanno cinque passi per arrivare sotto canestro; poi si girano e danno la colpa al razzismo dei bianchi.
La schiavitù è finita centotrentasette anni fa; e muovete-le-chiappe: è ora !
In culo ai poliziotti corrotti che impalano i poveri cristi e li crivellano con quarantuno proiettili, nascosti dietro il loro muro di omertà. Avete tradito la nostra fiducia.
In culo ai preti che mettono le mani nei pantaloni di bambini innocenti. In culo alla chiesa che li protegge non liberandoci dal male.
E dato che ci siamo, ci metto anche Gesù Cristo, se l'è cavata con poco: un giorno sulla croce, un weekend all'inferno e poi gli alleluià degli angeli per il resto dell'eternità.
Provi a passare sette anni nel carcere di Otisville.
In culo a Osama bin laden, ad Al Qaeda e a quei cavernicoli retrogradi dei fondamentalisti di tutto il mondo.
In nome delle migliaia di innocenti assassinati vi auguro di passare il resto dell'eternità, con le vostre settantadue puttane ad ARROSTIRE a fuoco lento all'inferno.
Stronzi cammellieri con l'asciugamano in testa, baciate le mie nobili palle irlandesi !
In culo a Jacob Elinsky, lamentoso e scontento.
In culo a Francis Xavier Slaughtery, il mio migliore amico, che mi giudica con gli occhi incollati sulle chiappe della mia ragazza.
In culo a Naturelle Riviera; le ho dato la mia fiducia e mi ha pugnalato alla schiena.
Mi ha venduto alla polizia, maledetta puttana.
In culo a mio padre, con il suo insanabile dolore; che beve acqua minerale dietro il banco del suo bar, vendendo whisky ai pompieri ed inneggiando ai Brooks Bomber.
In culo a questa città e a chi ci abita.
Dalle casette a schiera di Astoria agli attici di Park Avenue.
Dalle case popolari del bronx ai loft di Soho.
Dai palazzoni di Alphabet City alle case di pietra di Park Slope, e a quelle a due piani di Staten island.
Che un terremoto la faccia crollare, che gli incendi la distruggano, che bruci fino a diventare cenere, e che le acque si sollevino e sommergano questa fogna infestata dai topi.
No.
No, in culo a te montgomery Brogan.
Avevi tutto e lo hai buttato via.
BRUTTO.
TESTA.
DI.
CAZZO !"
Monty prova a cancellare la scritta dallo specchio, ma non ci riesce.
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