Un uomo aveva tre ragazze ma non sapeva quale sposare.
Allora, decise d...i fare un test, per vedere quale fosse la più adatta a diventare sua moglie.
Prelevò 15.000 euro dalla sua banca, ne diede 5000 à ciascuna dicendole: - Spendili come vuoi.
La prima andò a fare shopping, acquistò vestiti, gioielli, andò dal parrucchiere, dall'estetista etc.
Di ritorno dall'uomo, gli disse: - Ho speso tutti i tuoi soldi per essere più bella per te, per piacerti: Tutto ciò, perché ti amo.
Anche la seconda andò a fare shopping, acquistando vestiti per lei, un lettore CD, una televisione schermo piatto, due paia si scarpe da jogging, delle mazze da golf e dei film porno.
Di ritorno dall'uomo, gli disse: - Ho speso tutti i tuoi soldi per renderti felice, per piacerti. Tutto ciò, perché ti amo.
La terza prese i soldi e li investì in borsa. In tre giorni raddoppiò il proprio investimento, rese i 5000 Euro all'uomo e gli disse: - Ho investito i tuoi soldi ed ho guadagnato i miei. Ora posso fare ciò che voglio col mio danaro. Tutto ciò, perché ti amo.
Allora l'uomo si mise a riflettere, riflettere... riflettere..
riflettere..
riflettere..
riflettere.. (gli uomini riflettono molto...)
riflettere..
riflettere..
riflettere..
riflettere..
riflettere..
riflettere..
riflettere..
riflettere.. (gli uomini riflettono veramente tanto.)
riflettere..
riflettere..
riflettere.. (UFF, E' LUNGA)
riflettere..
riflettere..
E sposò quella che aveva le tette più grosse.
Perché un uomo riflette molto... ma finisce sempre per fare le stesse cazzate.
domenica, marzo 13, 2011
domenica, febbraio 27, 2011
Bunga bunga
Questo lo posto come promemoria personale ....
MILANO - È una lettura molto preziosa, quella delle 782 pagine della richiesta del giudizio immediato per Silvio Berlusconi. Fanno impressione i bonifici del premier a tredici nomi di donne. Ci sono, in questo corposo fascicolo processuale, anche gli assegni che Lele Mora, agente in bancarotta, fa ad Emilio Fede, direttore del Tg 4, il quale li incassa. E c'è molto altro, ma queste pagine, scritte dai pm e accettate dal gip Cristina Di Censo, regalano, alla primissima impronta, una precisa chiave di lettura: la procura ha «investito» sulle informazioni di Ruby. Non ha preso per oro colato i suoi verbali «da vittima», pubblicati in esclusiva da Repubblica e più che sufficienti a comprendere il «contesto» di una minorenne, scappata di casa, che si ritrova a Villa San Martino, ricoperta di gioielli e denari, e circondata dai complimenti e dalle voglie di un uno di 74 anni, ricchissimo. I pubblici ministeri hanno in parte tralasciato alcune parole, si sono concentrati su quelle che portano ai reati. E, pagina dopo pagina, rendono chiaro come e perché intendono procedere per i due reati dell'accusa al premier: e cioè la sua concussione (l'aver fatto uscire Ruby-Karima dalla questura, la notte tra il 27 e il 28 maggio 2010) in modo da occultare la «vergogna» (che costa carcere da sei mesi a tre anni) di essere utilizzatore finale di una ragazzina immigrata, libera finché si vuole, ma non maggiorenne.
IL CATALOGO DEI BONIFICI
Follow the money, diceva Giovanni Falcone, e follow the money hanno fatto a Milano. In un anno, dal primo gennaio 2010 al 14 gennaio 2011, data delle perquisizioni alle ragazze della Dimora Olgettina, quanti bonifici ha
Seguono Adelina Escalona Maria Alonso - con ben 50 mila in un'unica tranche, a luglio - e Valentina Costanzo (sarà la stessa mora e prosperosa concorrente del «Grande Fratello»?), 40 mila, anche lei in una sola volta, nel maggio del 2010. Con 36 mila euro, il 18 maggio, si rimpingua il conto di Mariagrazia Veroni. Per Anna Restivo un solo bonifico da 32 mila e a Konstanze Girth poco meno, 31mila euro, ma in tre sospirate rate. A pari merito, Albertina Carraro ed Erminia Salmieri, con 30 mila. Scendiamo con Anna Palumbo, la madre di Noemi Letizia, e cioè della minorenne di Portici che è stata forse l'elemento scatenante della richiesta di divorzio di Veronica Lario.
Si conosceva l'importo di 20 mila euro, sono stati spediti da papi-Silvio il 10 marzo. A quota 19mila euro, in più tranche Beatrice Concas, e 17 mila vanno a Eleonora Gaggioli: sarà l'attrice romana, di 33 anni, iscritta al Pdl e candidata alle Europee per il partito del premier prima dell'azzeramento del «ciarpame», come disse l'ex moglie Veronica? Infine, maglia nera a Monica Cheorleu, 6 mila, e Sabrina Valentina Frascaroli, 5 mila. La generosità di Berlusconi è, dunque, indiscutibile. Più discutibile appare il concetto: «Non ho mai pagato per fare sesso, lo considererei contro la mia dignità». In aula queste ragazze dovrebbero avere, come inquirente, Ilda Boccassini. Tra loro, ecco anche la foto della camera da letto, un po' disordinata, di Silvio Berlusconi: non un gran figura per la security privata e per la pletora degli 007 che tutelano il presidente del Consiglio.
UN ASSEGNO PER UNO
Emilio Fede e Lele Mora più d'una volta, seguendo nell'inchiesta le intercettazioni, o il filo di alcune interviste autoassolutorie, sembravano il gatto e la volpe. E corre voce che Silvio Berlusconi, letto anche lui il fascicolo, sia rimasto malissimo. La matematica, come si sa, non è un'opinione. Lo scorso settembre, per «ordine e conto Silvio Berlusconi» si spostano tre bonifici da 100 mila euro dal conto del premier per Giuseppe Spinelli, ragioniere di casa, ma anche ufficiale pagatore delle ragazze del bunga bunga (che lo chiamano tra loro Spin, Spino, Spinaus). Il ragiunatt, a sua volta, emette degli assegni circolari. Come scrivono i detective della Procura, «l'esame congiunto della documentazione bancaria e delle intercettazioni ha permesso di individuare tre periodi in cui sono avvenuti i passaggi di denaro», e cioè dalla fine di agosto 2010 al 25 ottobre. Viene ripetuta la stessa frase: «Consegna di Spinelli di assegni circolari a Mora Dario, che poi consegna una somma di denaro a Fede Emilio».
Accanto alla vasta documentazione bancaria, passaggio dopo passaggio, ci sono gli assegni fotocopiati, con la firma di Emilio Fede beneficiario, tutti e tre partiti dal conto di Lele Mora, in tutto 150 mila euro. E, oltre alle varie telefonate caramellose tra i due, c'è un simpatico scambio di sms: «C'è posta per lei. Mario Sacco sta arrivando», scrive Lele al direttore del Tg 4». Saranno i giudici a stabilire se questi pagamenti sono leciti e illeciti, ma il denaro tra i due è corso.
L'INNAMORATA SENZA MEMORIA
Come si sa, gli habitué del bunga bunga andarono in fibrillazione alla scoperta che Ruby aveva parlato con i pubblici ministeri milanesi. Comincia così una serie di azioni della difesa Berlusconi. In estrema sintesi, le ragazze rispondono con un coro di «assolutamente no» sul sesso come comune denominatore di quelle «cene tra persone per bene». La versione fa acqua, ci sono troppe frasi captate nelle intercettazioni telefoniche e vari testimoni, e c'è Nicole Minetti. La consigliere regionale appare inguaiata: come «addestratrice» delle papi-girl, passa un sacco di tempo ad occuparsi dei loro affitti e persino dell'idraulico. E, travolta dallo scandalo, da due interviste che, davanti ai pm, rettifica. Ma non abbastanza. E per capire quanto può essere difficile reggere un interrogatorio, basterebbe questo scambio: Procura: «Lei ha detto che ha avuto una relazione sentimentale con il Presidente, vuole specificare da quando a quando è durata la relazione sentimentale? Minetti: «Non glielo saprei dire».
Come? O Berlusconi è stato del tutto trascurabile nella vita di questa giovane donna, oppure qualche cosa non torna. Proprio come con l'ormai famosa questione della telefonata in questura, in cui Berlusconi accredita Ruby, marocchina e accusata di furto, come la «nipote del presidente egiziano Hosni Mubarak». E chiama spesso Nicole Minetti. Perché Berlusconi era così insistente? «Il Presidente – spiega l'indagata - telefonava e mi chiedeva "Come sta andando?", voleva essere messo al corrente dello sviluppo della vicenda. lo penso che le ragioni del suo interessamento potessero essere due: primo, che era anche preoccupato del fatto che io mi trovassi lì e che a quell'ora di notte tardi mi aveva mandato in Questura, e poi della Ruby, che era una ragazza problematica. E quindi voleva sapere come stava Rubi, come stavo io e cose del genere».
Insomma, l'idea che Minetti vuole rendere di sé è quella di una ragazza che, soggiogata dall'amore fisico per il premier, si spinge un po' più in là di quanto dovrebbe: «Io – aveva spiegato (il 29 gennaio scorso) davanti ai magistrati Boccassini e Sangermano - ho avuto una relazione col Presidente del Consiglio e quindi ho avuto anche rapporti sessuali». Come abbiamo visto, resta parecchio sul vago, su tempi e modi, così come vaghissimi, nebbiosi, sembrano i rapporti con il perno di questa inchiesta, l'allora minorenne Ruby: «Lei sapeva che Ruby ha dormito ad Arcore?»
Macchè, Minetti non si accorgeva: «Sicuramente mi sono fermata a dormire ad Arcore, non sono in grado di dirvi in quale di queste giornate, però è successo. Per quanto riguarda Rubi, non lo posso escludere, non ricordo se in una occasione anche la Rubi si è fermata a dormire ad Arcore». Ruby scotta come un ferro rovente, Nicole mantiene come può le distanze. Resta senza parole quando i pubblici ministeri scoprono qualcuna delle loro carte: «Dallo sviluppo del tabulato della Karima ci sono stati tra di voi, tra febbraio e giugno, 122 contatti. Come lo spiega?».
La risposta è: «Non posso che ribadire che non l'ho mai frequentata, non escludo che tra di noi ci siano state telefonate o sms, ma niente di più». Tre volte Nicole Minetti dirà: «Mi avvalgo della facoltà di non rispondere» e c'è una domanda speciale. È quella che tanti si fanno, compresi i pm: ma perché «più ragazze che si fermavano tutte insieme di notte, nella residenza del presidente del Consiglio».
L'unico appiglio è in stile simil-andreottiano: «Posso parlare per me, mi è capitato di fermarmi a dormire avendo col Presidente un rapporto di intimità, se si faceva tardi oppure il giorno dopo era festa io rimanevo ospite ad Arcore. So che altre ragazze si fermavano ad Arcore, ma - dice Minetti - sinceramente non so perché ciò avvenisse». Sinceramente è un bell'avverbio.
IL CATALOGO DEI BONIFICI
Follow the money, diceva Giovanni Falcone, e follow the money hanno fatto a Milano. In un anno, dal primo gennaio 2010 al 14 gennaio 2011, data delle perquisizioni alle ragazze della Dimora Olgettina, quanti bonifici ha
fatto Berlusconi? «L'elenco operazioni di bonifico con destinatari noti estratti dal conto Monte dei Paschi di Siena intestato a Berlusconi Silvio» ammonta a 483mila euro, per ventinove volte. Tutte sono sotto la voce «prestiti infruttiferi» (questa la causale) e quindi in questo computo non vanno i soldi in contanti, consegnati bunga bunga dopo bunga bunga. Per la show girl Alessandra Sorcinelli, 26 anni, «meteorina» di Rete 4 e poi madrina di «Affari tuoi», va quasi un terzo dei bonifici, 115 mila euro, ed è curiosamente la prima in classifica. Anche perché, due anni prima, il 16 aprile 2008 aveva avuto come regalo una Land Rover modello Range Rover Sport 3600 cc, di quasi 74 mila euro (con optional vetri scuri, inserti in radica e viva voce), saldato alla concessionaria Monzacar da un conto della Banca popolare di Milano con «ordinante» Giuseppe Spinelli.
Seguono Adelina Escalona Maria Alonso - con ben 50 mila in un'unica tranche, a luglio - e Valentina Costanzo (sarà la stessa mora e prosperosa concorrente del «Grande Fratello»?), 40 mila, anche lei in una sola volta, nel maggio del 2010. Con 36 mila euro, il 18 maggio, si rimpingua il conto di Mariagrazia Veroni. Per Anna Restivo un solo bonifico da 32 mila e a Konstanze Girth poco meno, 31mila euro, ma in tre sospirate rate. A pari merito, Albertina Carraro ed Erminia Salmieri, con 30 mila. Scendiamo con Anna Palumbo, la madre di Noemi Letizia, e cioè della minorenne di Portici che è stata forse l'elemento scatenante della richiesta di divorzio di Veronica Lario.
Si conosceva l'importo di 20 mila euro, sono stati spediti da papi-Silvio il 10 marzo. A quota 19mila euro, in più tranche Beatrice Concas, e 17 mila vanno a Eleonora Gaggioli: sarà l'attrice romana, di 33 anni, iscritta al Pdl e candidata alle Europee per il partito del premier prima dell'azzeramento del «ciarpame», come disse l'ex moglie Veronica? Infine, maglia nera a Monica Cheorleu, 6 mila, e Sabrina Valentina Frascaroli, 5 mila. La generosità di Berlusconi è, dunque, indiscutibile. Più discutibile appare il concetto: «Non ho mai pagato per fare sesso, lo considererei contro la mia dignità». In aula queste ragazze dovrebbero avere, come inquirente, Ilda Boccassini. Tra loro, ecco anche la foto della camera da letto, un po' disordinata, di Silvio Berlusconi: non un gran figura per la security privata e per la pletora degli 007 che tutelano il presidente del Consiglio.
UN ASSEGNO PER UNO
Emilio Fede e Lele Mora più d'una volta, seguendo nell'inchiesta le intercettazioni, o il filo di alcune interviste autoassolutorie, sembravano il gatto e la volpe. E corre voce che Silvio Berlusconi, letto anche lui il fascicolo, sia rimasto malissimo. La matematica, come si sa, non è un'opinione. Lo scorso settembre, per «ordine e conto Silvio Berlusconi» si spostano tre bonifici da 100 mila euro dal conto del premier per Giuseppe Spinelli, ragioniere di casa, ma anche ufficiale pagatore delle ragazze del bunga bunga (che lo chiamano tra loro Spin, Spino, Spinaus). Il ragiunatt, a sua volta, emette degli assegni circolari. Come scrivono i detective della Procura, «l'esame congiunto della documentazione bancaria e delle intercettazioni ha permesso di individuare tre periodi in cui sono avvenuti i passaggi di denaro», e cioè dalla fine di agosto 2010 al 25 ottobre. Viene ripetuta la stessa frase: «Consegna di Spinelli di assegni circolari a Mora Dario, che poi consegna una somma di denaro a Fede Emilio».
Accanto alla vasta documentazione bancaria, passaggio dopo passaggio, ci sono gli assegni fotocopiati, con la firma di Emilio Fede beneficiario, tutti e tre partiti dal conto di Lele Mora, in tutto 150 mila euro. E, oltre alle varie telefonate caramellose tra i due, c'è un simpatico scambio di sms: «C'è posta per lei. Mario Sacco sta arrivando», scrive Lele al direttore del Tg 4». Saranno i giudici a stabilire se questi pagamenti sono leciti e illeciti, ma il denaro tra i due è corso.
L'INNAMORATA SENZA MEMORIA
Come si sa, gli habitué del bunga bunga andarono in fibrillazione alla scoperta che Ruby aveva parlato con i pubblici ministeri milanesi. Comincia così una serie di azioni della difesa Berlusconi. In estrema sintesi, le ragazze rispondono con un coro di «assolutamente no» sul sesso come comune denominatore di quelle «cene tra persone per bene». La versione fa acqua, ci sono troppe frasi captate nelle intercettazioni telefoniche e vari testimoni, e c'è Nicole Minetti. La consigliere regionale appare inguaiata: come «addestratrice» delle papi-girl, passa un sacco di tempo ad occuparsi dei loro affitti e persino dell'idraulico. E, travolta dallo scandalo, da due interviste che, davanti ai pm, rettifica. Ma non abbastanza. E per capire quanto può essere difficile reggere un interrogatorio, basterebbe questo scambio: Procura: «Lei ha detto che ha avuto una relazione sentimentale con il Presidente, vuole specificare da quando a quando è durata la relazione sentimentale? Minetti: «Non glielo saprei dire».
Come? O Berlusconi è stato del tutto trascurabile nella vita di questa giovane donna, oppure qualche cosa non torna. Proprio come con l'ormai famosa questione della telefonata in questura, in cui Berlusconi accredita Ruby, marocchina e accusata di furto, come la «nipote del presidente egiziano Hosni Mubarak». E chiama spesso Nicole Minetti. Perché Berlusconi era così insistente? «Il Presidente – spiega l'indagata - telefonava e mi chiedeva "Come sta andando?", voleva essere messo al corrente dello sviluppo della vicenda. lo penso che le ragioni del suo interessamento potessero essere due: primo, che era anche preoccupato del fatto che io mi trovassi lì e che a quell'ora di notte tardi mi aveva mandato in Questura, e poi della Ruby, che era una ragazza problematica. E quindi voleva sapere come stava Rubi, come stavo io e cose del genere».
Insomma, l'idea che Minetti vuole rendere di sé è quella di una ragazza che, soggiogata dall'amore fisico per il premier, si spinge un po' più in là di quanto dovrebbe: «Io – aveva spiegato (il 29 gennaio scorso) davanti ai magistrati Boccassini e Sangermano - ho avuto una relazione col Presidente del Consiglio e quindi ho avuto anche rapporti sessuali». Come abbiamo visto, resta parecchio sul vago, su tempi e modi, così come vaghissimi, nebbiosi, sembrano i rapporti con il perno di questa inchiesta, l'allora minorenne Ruby: «Lei sapeva che Ruby ha dormito ad Arcore?»
Macchè, Minetti non si accorgeva: «Sicuramente mi sono fermata a dormire ad Arcore, non sono in grado di dirvi in quale di queste giornate, però è successo. Per quanto riguarda Rubi, non lo posso escludere, non ricordo se in una occasione anche la Rubi si è fermata a dormire ad Arcore». Ruby scotta come un ferro rovente, Nicole mantiene come può le distanze. Resta senza parole quando i pubblici ministeri scoprono qualcuna delle loro carte: «Dallo sviluppo del tabulato della Karima ci sono stati tra di voi, tra febbraio e giugno, 122 contatti. Come lo spiega?».
La risposta è: «Non posso che ribadire che non l'ho mai frequentata, non escludo che tra di noi ci siano state telefonate o sms, ma niente di più». Tre volte Nicole Minetti dirà: «Mi avvalgo della facoltà di non rispondere» e c'è una domanda speciale. È quella che tanti si fanno, compresi i pm: ma perché «più ragazze che si fermavano tutte insieme di notte, nella residenza del presidente del Consiglio».
L'unico appiglio è in stile simil-andreottiano: «Posso parlare per me, mi è capitato di fermarmi a dormire avendo col Presidente un rapporto di intimità, se si faceva tardi oppure il giorno dopo era festa io rimanevo ospite ad Arcore. So che altre ragazze si fermavano ad Arcore, ma - dice Minetti - sinceramente non so perché ciò avvenisse». Sinceramente è un bell'avverbio.
di PIERO COLAPRICO e EMILIO RANDACIO (26 febbraio 2011)
giovedì, febbraio 03, 2011
giovedì, dicembre 30, 2010
Ubuntu CE
Linux Ubuntu Christian Edition (noto anche come Virtuos Virgin) è una versione di Linux appositamente pensata per i cristiani. Lo staff lo ha creato in soli sei giorni (il settimo si è ripostato mentre faceva l'upload delle iso sul server).
Ecco le principali caratteristiche di questa distribuzione:
Dopo un po' di tempo che non usi il PC, Ubuntu Christian Edition inizia a pregare per salvare lo schermo.
Ubuntu Christian Edition ha un modulo speciale del kernel, plug 'n pray, per gestire le periferiche, dopo la connessione aspetta che preghi prima di farle funzionare.
Ubuntu CE fa funzionare Wine senza perdita di prestazioni, dopotutto può fare miracoli.
Ubuntu CE è l'unico sistema operativo che può girare su un'architettura trinitaria (x86, PowerPC, Sparch) senza essere ricompilato.
In Ubuntu CE Nautilus file manager è stato rimpiazzato da Arca di Noé file browser, ed integra una funzione di backup dei file limitata a 40 giorni.
In Ubuntu CE l'uomo patata è vestito. La nudità è oscena.
In Ubuntu CE, EOF è sostituito da AMEN.
In Ubuntu CE, chmod non permette di impostare i permessi a 666.
In Ubuntu CE la priorità dei processi non ha importanza, tutti i processi sono uguali davanti gli occhi di Dio.
In Ubuntu CE, fsck stampa "Questo è un buon momento per pregare" se eseguito in modalità automatica su un file system corrotto.
I virus non sono messi in quarantena in Ubuntu CE, ma sono gestiti da un processo confessore che ascolta prima i loro peccati.
Il lettore multimediale di Ubuntu CE, scopre automaticamente i messaggi nascosti nella musica rock e li cancella.
In Ubuntu CE, solo i processi sposati possono fare figli.
In Ubuntu CE, il processo init è stato rimpiazzato da genesis.
Se disinstalli Ubuntu CE, si reinstallerà automaticamente dopo tre giorni.
Ubuntu CE non ha il "configuration Wizard" (mago di configurazione), perché le superstizioni non sono ammessi in sistemi operativi cristiani.
Se un processo "muore" (dies) in Ubuntu CE, raggiunge la vita eterna. Se non ha errori nel codice, raggiunge il Paradiso Informatico. Se ha errori nel codice, è condannato a passare l'eternità nell'Inferno Informatico.
In Ubuntu CE non ci sono messaggi diretti dal Sistema Operativo all'utente: ci sono invece dei Profeti che si incaricano di farli recapitare.
In Ubuntu CE non ti puoi collegare come root (amministratore) perché non puoi sostituirti a Dio.
In Ubuntu CE tutti i CD devono rimanere vergini prima del matrimonio. Quelli non vergini rischiano di essere burned (bruciati).
In Ubuntu CE non puoi configurare un'interfaccia di rete in modalità promiscua.
In Ubuntu CE è stata tolta dalla libreria scientifica la peccaminosa funzione sin().
In Ubuntu CE non solo puoi navigare sul web, ma puoi anche camminarci sopra.
Durante il periodo quaresimale, Ubuntu CE funziona solo in modalità testo.
Se stai utilizzando la normale Ubuntu (non cristiana), esiste uno script per convertirla. (PS: questa è vera! http://www.whatwouldjesusdownload.c...-of-ubuntu.html)
Sfortunatamente, non è possibile installare Ubuntu CE su un Mac. Infatti, se si prova ad inserire il CD di Ubuntu CE su un computer della Apple, appare una schermata di errore con scritto: "Ti avevo detto di non toccarla!".
In Ubuntu CE ci possono essere soltanto un amministratore e 12 utenti, uno dei quali aiuterà gli hacker ad accedere al sistema.
In Ubuntu CE, quando un utente tenta di kill (uccidere) un processo, compare una schermata di errore con scritto: "Rispetta il 5° comandamento".
In Ubuntu CE, la cartella dove vengono messi di default i files salvati è \heaven.
In Ubuntu CE, durante il login non ti viene richiesta alcuna password, ma ti viene fatta una domanda di catechismo per verificare se sei veramente cristiano.
In Ubuntu CE, quando appare la manina al posto del cursore, si vedono chiaramente le stigmati.
In Ubuntu CE al posto dei processi daemons (demoni) sono stati introdotti i processi angels (angeli).
PS: stupidaggini a parte, esiste veramente! http://www.whatwouldjesusdownload.c...an-edition.html
Ecco le principali caratteristiche di questa distribuzione:
Dopo un po' di tempo che non usi il PC, Ubuntu Christian Edition inizia a pregare per salvare lo schermo.
Ubuntu Christian Edition ha un modulo speciale del kernel, plug 'n pray, per gestire le periferiche, dopo la connessione aspetta che preghi prima di farle funzionare.
Ubuntu CE fa funzionare Wine senza perdita di prestazioni, dopotutto può fare miracoli.
Ubuntu CE è l'unico sistema operativo che può girare su un'architettura trinitaria (x86, PowerPC, Sparch) senza essere ricompilato.
In Ubuntu CE Nautilus file manager è stato rimpiazzato da Arca di Noé file browser, ed integra una funzione di backup dei file limitata a 40 giorni.
In Ubuntu CE l'uomo patata è vestito. La nudità è oscena.
In Ubuntu CE, EOF è sostituito da AMEN.
In Ubuntu CE, chmod non permette di impostare i permessi a 666.
In Ubuntu CE la priorità dei processi non ha importanza, tutti i processi sono uguali davanti gli occhi di Dio.
In Ubuntu CE, fsck stampa "Questo è un buon momento per pregare" se eseguito in modalità automatica su un file system corrotto.
I virus non sono messi in quarantena in Ubuntu CE, ma sono gestiti da un processo confessore che ascolta prima i loro peccati.
Il lettore multimediale di Ubuntu CE, scopre automaticamente i messaggi nascosti nella musica rock e li cancella.
In Ubuntu CE, solo i processi sposati possono fare figli.
In Ubuntu CE, il processo init è stato rimpiazzato da genesis.
Se disinstalli Ubuntu CE, si reinstallerà automaticamente dopo tre giorni.
Ubuntu CE non ha il "configuration Wizard" (mago di configurazione), perché le superstizioni non sono ammessi in sistemi operativi cristiani.
Se un processo "muore" (dies) in Ubuntu CE, raggiunge la vita eterna. Se non ha errori nel codice, raggiunge il Paradiso Informatico. Se ha errori nel codice, è condannato a passare l'eternità nell'Inferno Informatico.
In Ubuntu CE non ci sono messaggi diretti dal Sistema Operativo all'utente: ci sono invece dei Profeti che si incaricano di farli recapitare.
In Ubuntu CE non ti puoi collegare come root (amministratore) perché non puoi sostituirti a Dio.
In Ubuntu CE tutti i CD devono rimanere vergini prima del matrimonio. Quelli non vergini rischiano di essere burned (bruciati).
In Ubuntu CE non puoi configurare un'interfaccia di rete in modalità promiscua.
In Ubuntu CE è stata tolta dalla libreria scientifica la peccaminosa funzione sin().
In Ubuntu CE non solo puoi navigare sul web, ma puoi anche camminarci sopra.
Durante il periodo quaresimale, Ubuntu CE funziona solo in modalità testo.
Se stai utilizzando la normale Ubuntu (non cristiana), esiste uno script per convertirla. (PS: questa è vera! http://www.whatwouldjesusdownload.c...-of-ubuntu.html)
Sfortunatamente, non è possibile installare Ubuntu CE su un Mac. Infatti, se si prova ad inserire il CD di Ubuntu CE su un computer della Apple, appare una schermata di errore con scritto: "Ti avevo detto di non toccarla!".
In Ubuntu CE ci possono essere soltanto un amministratore e 12 utenti, uno dei quali aiuterà gli hacker ad accedere al sistema.
In Ubuntu CE, quando un utente tenta di kill (uccidere) un processo, compare una schermata di errore con scritto: "Rispetta il 5° comandamento".
In Ubuntu CE, la cartella dove vengono messi di default i files salvati è \heaven.
In Ubuntu CE, durante il login non ti viene richiesta alcuna password, ma ti viene fatta una domanda di catechismo per verificare se sei veramente cristiano.
In Ubuntu CE, quando appare la manina al posto del cursore, si vedono chiaramente le stigmati.
In Ubuntu CE al posto dei processi daemons (demoni) sono stati introdotti i processi angels (angeli).
PS: stupidaggini a parte, esiste veramente! http://www.whatwouldjesusdownload.c...an-edition.html
lunedì, dicembre 06, 2010
Adele - Make you feel my love
When the rain is blowing in your face,
and the whole world is on your case,
I could offer you a warm embrace
to make you feel my love.
When the evening shadows and the stars appear,
and there is no one there to dry your tears,
I could hold you for a million years
to make you feel my love.
I know you haven't made your mind up yet,
but I would never do you wrong.
I've known it from the moment that we met,
no doubt in my mind where you belong.
I'd go hungry; I'd go black and blue,
I'd go crawling down the avenue.
No, there's nothing that I wouldn't do
to make you feel my love.
The storms are raging on the rolling sea
and on the highway of regret.
Though winds of change are throwing wild and free,
you ain't seen nothing like me yet.
I could make you happy, make your dreams come true.
Nothing that I wouldn't do.
Go to the ends of the Earth for you,
to make you feel my love
to make you feel my love!
and the whole world is on your case,
I could offer you a warm embrace
to make you feel my love.
When the evening shadows and the stars appear,
and there is no one there to dry your tears,
I could hold you for a million years
to make you feel my love.
I know you haven't made your mind up yet,
but I would never do you wrong.
I've known it from the moment that we met,
no doubt in my mind where you belong.
I'd go hungry; I'd go black and blue,
I'd go crawling down the avenue.
No, there's nothing that I wouldn't do
to make you feel my love.
The storms are raging on the rolling sea
and on the highway of regret.
Though winds of change are throwing wild and free,
you ain't seen nothing like me yet.
I could make you happy, make your dreams come true.
Nothing that I wouldn't do.
Go to the ends of the Earth for you,
to make you feel my love
to make you feel my love!
venerdì, novembre 19, 2010
lunedì, novembre 15, 2010
Sentiero
Cammina nella sabbia mentre il sole è folgore
cenere attraversa il suo sguardo sopito
tutto era e tutto è polvere
di luce e ottone tutto è guarnito
La mente viaggio ove non c'è colore
la bocca tiene nascosto un sorriso
nell'ultimo giorno illuminato dal sole
l'ultimo uomo cammina sul suo viso
Egli protende la sua mano di fiamma
nulla risponde al solitario abbraccio
ma egli è convinto di toccare una palma
fatta di soave eterno ghiaccio
Sei tu pace o dannazione ?
Chiede l'uomo con tutto il fiato
Ciò che importa è la destinazione
Risponde l'altro chiamato fato
Parlare con il mare
Quanto è anacronistico in quest'epoca perdere tempo prezioso a soffrire per la condizione umana.
Il fatto è che il tempo non è così tanto prezioso per noi. Noi che ne abbiamo da perdere, noi che godiamo nel perderlo.
Non sono sempre depresso, ma quando lo sono scrivo, motivo per cui posso apparire come una persona eternamente triste, o stupidamente sconsolata. Affranta da un futuro senza prospettive, capace solo di condurre alla tomba, con la dolcezza con la quale ci si addormenta al concludersi di una giornata felice.
Non è nei miei piani fare tante cose. Non mi interessa scalare l'Everest, vincere il campionato di decathlon o invadere la Polonia per la milionesima volta.
Non ho grandi prospettive. Nessuno della mia generazione credo ne abbia.
La prossima almeno ha degli dei al quale confessarsi, come il grande fratello, gli x-factor o gli amici di Maria.
Noi di prospettive non è che ne abbiamo mai avute, ma è veramente troppo semplice scaricare tutto su una depressione generazionale.
E' comodo pensare che non è colpa nostra, che è la società ad averci reso cinici.
Già da bambini abbiamo imparato che il fallimento non è fallimento se viene mascherato da successo, che i soldi sono il metro di giudizio della civiltà e che gli idealisti, i romantici, non sono altro che dei fattoni perditempo, che non concludono niente.
Ma cosa concludono gli altri ?
Io non voglio concludere niente. Quello che mi piacerebbe è credere.
Vedo tanta gente intorno a me. Gente adulta, con vite complesse. Gente che sta concludendo la sua carriera professionale, gente che vive le sue giornate all'avventura.
Non sembrano persi e smarriti quanto me. Nessuno sembra nemmeno un essere umano quando si è tristi.
Non voglio consolazione. Quella no. Non mi interessa nemmeno la comprensione.
Mi interessa solo scrivere, mettere sulla rete questo posto come un naufrago mette il suo messaggio nella bottiglia, affidandolo al mare, conscio che questo non servirà a salvarlo.
Non voglio parlare con te, voglio parlare con il mare.
lunedì, novembre 08, 2010
Delurabbia
Quello che provo al momento è un senso di delusione misto a rabbia. Rabbia di non poter cambiare ciò che mi sta intorno senza distruggere quello che sono ora.
L'idea che, una volta operato lo sfacelo, se le cose non miglioreranno, o anzi peggioreranno, a quel punto sarà anche colpa mia.
Non mi sento sotto pressione, non ho responsabilità per quanto succede. Questa è la naturale destinazione di un treno partito molto tempo fa. Un treno con pendolari che devono scendere su binari differenti.
Che ne so, sarà questa carrellata di tutta la serie di Rocky che stanno dando da due mesi a questa parte, ma mi sento proprio come un pugile suonato.
Un atleta che non ha niente da dimostrare a nessuno, non più, e che se si rialza lo fa solo per sé stesso, e non per lo spettacolo, o per l'onore, o per quegli alti ideali.
Come un moderno e borghese barbone che stanco si accascia su una panchina, sfogliando i giornali lasciati per terra, mi siedo su una scomoda sedia di legno, digitando parole a caso su internet.
La rabbia si sopporta. Raggiunge un apice e poi scema. Ma la delusione no, quella permane, si insinua nelle ossa come un freddo siberiano, che non ti lascia più nemmeno dopo anni.
La delusione è l'intuitiva percezione di aver perso la fiducia, ti fa sentire solo, incompreso ma non confuso.
Anzi, di norma schiarisce le idee.
Alla delusione segue la comprensione e poi l'accettazione. L'accettazione che il mondo è diverso da come lo vedevi.
Più a lungo si trascina questo limbo di idee, più si soffre.
Quello che è difficile mandare giù, è che non si vuole soffrire. Ogni attimo di tristezza è un ulteriore riprova della propria stupidità pregressa.
La potrei chiamare delurabbia, soprassedendo ad un mio scarso vocabolario emotivo.
La delurabbia è una viscida lumaca, di un colore smorto, indefinito, che striscia sulla tua gamba con lentezza, portandosi via molto del tuo entusiasmo.
la delurabbia fa schifo, è un inutile bagaglio dimenticato nell'angolo della stanza che non si ha voglia di disfare.
Ma passerà anche questa, e riderò di queste parole.
Così procede.
martedì, ottobre 26, 2010
Diario di un giovane Haker
mercoledì, ottobre 20, 2010
La cagnetta della Raffineria
Ricordi lontani
Ieri sono dovuto andare ad un appuntamento di fronte al mio vecchio liceo.
Una volta parcheggiato, mi sono soffermato ad osservare le rosse cornici delle finestre, i corridoi nei quali trascorrevo le ore di buco, il cortile che frequentavo a ricreazione.
Non sono mai stato famoso per la mia memoria. Anzi, la facilità con la quale mi dimentico le cose è divenuta proverbiale tra la mia compagnia, ma devo dire che ogni reminiscenza risalente ai tempi della scuola mi giungeva lontana, quasi impalpabile alla mia mente.
Ricordavo degli eventi, delle situazioni ed anche dei pensieri, ma nessun odore, suono, emozione.
Era come osservare i ricordi di un altra persona attraverso uno schermo.
La vita di un parente, o di un amico che ricordi con affetto, ma non la propria.
Sentivo così poco contatto con il me stesso di quel tempo. Eppure è passato così poco da quando mi preoccupavo della prossima interrogazione, o del compito in classe.
Solo pochi anni sono bastati a sbiadire una intera vita precedente.
Penso con il sorriso ai miei problemi del tempo, ma senza deriderli. Ogni quotidianità ha i suoi scogli e le sue preoccupazioni, forse oggettivamente inferiori a quelli di altri, ma non per questo di poco valore.
E' curioso come senta più presenti i primi e gli ultimi giorni che ho passato in quell'edificio, lasciando nel mezzo una serie di episodi indefiniti, in ordine sparso e confusionario.
Tante volte mi vien da pensare a cosa potrei dire al me stesso di ieri, per poter rendere più sereno il mio presente. E' un pensiero divertente ma a volte frustrante.
Credo che quasi nessun insegnamento veramente importante possa essere tramandato senza l'esperienza.
Tutto quello che si può fare è prepararsi, abituarsi per tempo, ma nulla ci mette in condizione di comprendere l'ignoto prima di confrontarsi con esso.
A questo proposito, ho trovato maggiormente utile l'accettazione rispetto alla comprensione.
Accettare che non siamo in grado di comprendere è il primo gradino per la conoscenza.
Fin da adolescente osservai che il mondo nel quale mi muovevo, il mare nel quale nuotavo, era del tutto differente da quello degli adulti, da quello dettato da differenti culture e condizioni sociali.
Solo ora che ho "Passato" alcuni di questi "Cambi di stato", però, mi rendo conto di quanto effettivamente lontani sono gli universi che ci contraddistinguono.
Mi chiedo se un giorno avrò la capacità di superare questo gap per comunicare con coloro ai quali tengo.
venerdì, ottobre 15, 2010
Iscriviti a:
Post (Atom)

