Ho sempre invidiato la luna.
Il suo isolamento, la sua autonomia sono il suo grande fascino. Essa non elargisce e non pretende, non commercia con il mondo, esaurisce le sue passioni in sé stessa.
Tuttavia è una banale sfera che si erge talvolta ad irridere il destino degli uomini, conscia della sua naturale superiorità.
Ho sempre trovato insensata la sua ambizione a rivaleggiare con il sole, l'astro nascente, il padre della vita; ma questa è la sua forza, regina di un mondo di tenebre, tacita cospiratrice ed infine.... vincitrice.
Una certa Cassandra
sabato, luglio 25, 2009
venerdì, luglio 10, 2009
Fever
Ho la febbre da Domenica scorsa .. quasi 6 giorni :( :(
Che palle .. ormai quando mi sento bene prendo il termometro e misuro la temperatura per scoprire che ho quasi 38°... vabbé, ormai per me sarà diventata quella la normalità ..
Era molto tempo che non stavo male per così tanto tempo, e proprio durante il G8 .. saranno contenti a lavoro :P
Per ora ho preso almeno 5 tipologie di farmaci .. l'antibiotico mi sta dando fiducia, proprio adesso mi prendo una capsulina.
Altre noovità ci sarebbero ma non ne posso parlare, e per questo motivo mi sta dando al cazzo questo blog ..
Che palle .. ormai quando mi sento bene prendo il termometro e misuro la temperatura per scoprire che ho quasi 38°... vabbé, ormai per me sarà diventata quella la normalità ..
Era molto tempo che non stavo male per così tanto tempo, e proprio durante il G8 .. saranno contenti a lavoro :P
Per ora ho preso almeno 5 tipologie di farmaci .. l'antibiotico mi sta dando fiducia, proprio adesso mi prendo una capsulina.
Altre noovità ci sarebbero ma non ne posso parlare, e per questo motivo mi sta dando al cazzo questo blog ..
giovedì, luglio 09, 2009
martedì, giugno 30, 2009
Ergo Proxy
You complete my fate
The world unwinds inside of me
You complete my fate
The halo crawls away
You repeat my fate
Rewinding all we can
You refill my place
You refill my place, place
Come and save me
Come and save me
Come and save me
Come and save me
Come and save me
You complete my fate
The heavens stroll inside of me
You repeat my fate
Revealing who we are
You refill my place
You refill my place, place
Come and save me
Come and save me
Come and save me
Come for me and take out my heart and take my breath away
Come and save me
Come for me and take out my heart and take my breath away
Come and save me
Believe in me and
Drink the wine and
Take my hand and
Fill me up
Believe in me and
Drink the wine and
Take my hand and
Let me follow
domenica, giugno 28, 2009
Povero bimbo :(
Giornata di minimoto.
Premesso che è la seconda volta che ci vado, la prima è stata 3 anni fa ..
Ad ogni modo salgo, giro, mi diverto. Mi sdraio due volte io da solo come un pirla ... ma come ca.zzo fanno a girarci su sti cosi senza grattuggiarsi i piedi ?
Sarà che sono un pippa, sarà che sono 183cm per 46 di scarpe, ma su sti cosi mi ci ammazzo che è un piacere
Ad ogni modo, visto che stavo facendo un casino ed il mio ego era sotto le suole (Rovinate), decido di mettermi dietro un tizio intutato per imparare qualcosina, solo che questo va più lento di me (Non so perché, passeggiava proprio) ed a una variante praticamente si ferma tanto frena, costringendomi a passarlo.
Mi sposto un pò sull'esterno curva per impostare e SBAM! urto un bambino
tutto intutato anche lui che finisce sull'erba con tutta la minimoto.
Ok, questi sono bambini ogm che in 8 anni 6 gli hanno passati in pista, e poi bardato com'era non si è fatto nemmeno un graffio, ma madonnina vedere un corpicino così sbattuto a terra mi ha pianto il cuore manco fosse figlio mio
Mi sono sentito proprio una meeeerd.aaaa ....
Vabbé .. colpa mia al 100% immagino. Sò troppo una pippa
Premesso che è la seconda volta che ci vado, la prima è stata 3 anni fa ..
Ad ogni modo salgo, giro, mi diverto. Mi sdraio due volte io da solo come un pirla ... ma come ca.zzo fanno a girarci su sti cosi senza grattuggiarsi i piedi ?
Sarà che sono un pippa, sarà che sono 183cm per 46 di scarpe, ma su sti cosi mi ci ammazzo che è un piacere
Ad ogni modo, visto che stavo facendo un casino ed il mio ego era sotto le suole (Rovinate), decido di mettermi dietro un tizio intutato per imparare qualcosina, solo che questo va più lento di me (Non so perché, passeggiava proprio) ed a una variante praticamente si ferma tanto frena, costringendomi a passarlo.
Mi sposto un pò sull'esterno curva per impostare e SBAM! urto un bambino
tutto intutato anche lui che finisce sull'erba con tutta la minimoto.
Ok, questi sono bambini ogm che in 8 anni 6 gli hanno passati in pista, e poi bardato com'era non si è fatto nemmeno un graffio, ma madonnina vedere un corpicino così sbattuto a terra mi ha pianto il cuore manco fosse figlio mio
Mi sono sentito proprio una meeeerd.aaaa ....
Vabbé .. colpa mia al 100% immagino. Sò troppo una pippa
domenica, giugno 21, 2009
Antipatico
Sarebbe facile per me risultarti simpatico.
Mi basterebbe essere affabile, gentile nei tuoi confronti o comunque fingermi interessato
di tutti quei piccoli episodi ai quali tu dai quell'enorme importanza.
Potrei preoccuparmi della tua grande storia d'amore o delle tue tragedie di salute, ma non
lo farò.
Non lo farò perché se lo facessi, se anche facessi finta di capirti, sarebbe per me come fare dei
piccoli passi nel tuo mondo; un mondo costruito intorno a paure, manie e paranoie.
Un intero universo che si erge in un precario equilibrio dal quale svegliarti all'improvviso
sembra avventato anche per me.
Se ti fossi simpatico, potrei vantarmi della tua amicizia. Ancora più importante, potrei
vantarmi di essere un tuo amico. Una persona che ti comprende e che cerca di darti
quello che tu chiedi in maniera tanto infantile.
Ma nella mia ottica, un amico non è colui che ti compatisce quando stai male, ma è colui che
cerca di guarirti, delle volte spronandoti a reagire, a combattere.
Per far emergere i detriti dal fondo, la maniera più rapida e l'agitare le acque.
Un amico potrebbe farlo con dolcezza, dosando momenti di comprenzione ad utili attimi
di stoici confronti; ma come ho detto io non ti sono amico.
Non sono tuo amico perché non ho interesse per te, ma questo non mi impedisce di
cercare di darti una scrollata, di farti sbattere contro più angoli possibili, in modo che forse,
un giorno, questo tuo mondo di finzioni e balocchi non crolli prematuro sotto il peso
delle sue contraddizioni, non facendoti altro che bene.
La verità rende liberi, si dice, ma professarla non è facile. La verità è dura per tutti, per me
quanto per te, ma a differenziarci c'è la volontà di scoprirla, anche a costo di sacrificare
la felicità che ci siamo avvolti intorno.
Se credessi che tutto ciò non ti tocchi, ti lascerei in pace. Se pensassi che la verità possa essere
lasciata fuori a battere alla porta senza che nessuno la senta, allora sarei comprensivo, ma so che così non è.
Prima o poi il risveglio arriva per tutti, a noi resta da sperare che accada in tempo utile.
Quindi, caro anonimo, se non mi vedrai mai circuirti o accettarti così come avviene con le
altre persone che ho scelto di frequentare, sappi che un motivo c'è, e scoprirlo ti sarebbe molto più utile che ignorarlo.
Ad ogni modo, se quest'ultima è la scelta che hai deciso di operare, il mio interesse per la cosa si esaurisce qui, in questo post di un blog che non leggerai.
Mi basterebbe essere affabile, gentile nei tuoi confronti o comunque fingermi interessato
di tutti quei piccoli episodi ai quali tu dai quell'enorme importanza.
Potrei preoccuparmi della tua grande storia d'amore o delle tue tragedie di salute, ma non
lo farò.
Non lo farò perché se lo facessi, se anche facessi finta di capirti, sarebbe per me come fare dei
piccoli passi nel tuo mondo; un mondo costruito intorno a paure, manie e paranoie.
Un intero universo che si erge in un precario equilibrio dal quale svegliarti all'improvviso
sembra avventato anche per me.
Se ti fossi simpatico, potrei vantarmi della tua amicizia. Ancora più importante, potrei
vantarmi di essere un tuo amico. Una persona che ti comprende e che cerca di darti
quello che tu chiedi in maniera tanto infantile.
Ma nella mia ottica, un amico non è colui che ti compatisce quando stai male, ma è colui che
cerca di guarirti, delle volte spronandoti a reagire, a combattere.
Per far emergere i detriti dal fondo, la maniera più rapida e l'agitare le acque.
Un amico potrebbe farlo con dolcezza, dosando momenti di comprenzione ad utili attimi
di stoici confronti; ma come ho detto io non ti sono amico.
Non sono tuo amico perché non ho interesse per te, ma questo non mi impedisce di
cercare di darti una scrollata, di farti sbattere contro più angoli possibili, in modo che forse,
un giorno, questo tuo mondo di finzioni e balocchi non crolli prematuro sotto il peso
delle sue contraddizioni, non facendoti altro che bene.
La verità rende liberi, si dice, ma professarla non è facile. La verità è dura per tutti, per me
quanto per te, ma a differenziarci c'è la volontà di scoprirla, anche a costo di sacrificare
la felicità che ci siamo avvolti intorno.
Se credessi che tutto ciò non ti tocchi, ti lascerei in pace. Se pensassi che la verità possa essere
lasciata fuori a battere alla porta senza che nessuno la senta, allora sarei comprensivo, ma so che così non è.
Prima o poi il risveglio arriva per tutti, a noi resta da sperare che accada in tempo utile.
Quindi, caro anonimo, se non mi vedrai mai circuirti o accettarti così come avviene con le
altre persone che ho scelto di frequentare, sappi che un motivo c'è, e scoprirlo ti sarebbe molto più utile che ignorarlo.
Ad ogni modo, se quest'ultima è la scelta che hai deciso di operare, il mio interesse per la cosa si esaurisce qui, in questo post di un blog che non leggerai.
lunedì, giugno 15, 2009
Sogno nefasto
Ho fatto adessoun sogno, talmente malato che sento il bisogno di scriverlo qui, per dimenticarlo e continuare a dormire.
Il sogno era nitido, a colori ed abbastanza realistico, nonostante accado cose che sono normali solo nei sogni. Un vero incubo da strizzacervelli al quale non sono affatto abituato, visto che per lo più sogno colori e sensazioni e non delle vere storie dallo svolgimento più o meno lineare.
Ad ogni modo, mi trovavo in unpo chalet con tutti i miei amici. Ci stavamo divertendo e decidiamo di farci delle foto tutti vestiti con abiti di colori diversi, ad esempio uno tutto blu, mi sembra si trattasse di Marco, uno tutto bianco etc.
Il giallo era già stato preso, quindi io decido di vestirmi di Arancione, uno dei miei colori preferiti.
Scatto delle foto con la digitale di Stefano, ma quando poi vado a leggerne la memoria i miei occhi innorridiscono perché i primi scatti sono pornografia di una volgarità unica e riguardano la mia ragazza.
Considerate che Stefano, come quasi tutti gli altri miei amici, lo conosco fin dall'infanzia ed è sicuramente uno dei miei compagni più fidati e leali.
Ad ogni modo mi sono sentito morire di un dolore che non avevo mai provato prima. Forse è perché normalmente non sono geloso, o comunque lo sono molto meno della soglia comunemente accettata, ma quel rumore sconosciuto del cuore che si spezza e con tal forza ancora me lo sento adosso.
A quel punto, trattenendo un urlo vero e proprio, chiedo a Stefano di uscire perché gli dovevo parlare.
Prima di uscire chiamo la mia ragazza ma a rispondermi è la madre. Non ricordo bene, so che non parlo mai direttamente con lei ma che gli faccio dire di venire da me.
Stefano appare nervoso, perché probabilmente ha intuito cosa avevo visto (E non è che ci volesse tanto, visto che ha lasciato tutto in bella vista :), ma mi seguire fuori.
Una volta all'esterno, mi ricordo che era notte. Mentre parliamo, camminiamo lungo un fiumiciattolo la quale grandezza sembra variare in base a come conduciamo il discorso, assumento i tratti di un filo d'acqua a quello di un torrente sul quale è stato addirittura costruito un piccolo ponte di roccia.
Ora, razionalizzando, mi sembra che nel colloquio si siano assunti dei fatti del tutto inventati, che in quel momento erano scontati.
Il primo è che tempo fa io mi fossi lasciato per un paio di giorni con Alessia. Il secondo è che tra Alessia e Stefano ci fosse stato un bacio.
Come ho detto entrambi i fatti sono irreali, ma essendo un incubo queste cose apparivano come risapute.
Mentre camminiamo, quindi, gli chiedo cosa fosse successo tra loro in quel periodo, e fino a dove si era spinto con la mia ragazza.
L'ennesima cosa strana è che durante l'intero tragitto ci segue una giovane madre bionda, che tutta contenta osserva il figlio che tiene per mano andare su e giù per il fiume, nuotando tutto vestito.
I toni della discussione si accendono quando Stefano, abbastanza presto, mi dice che sono arrivati al punto mostrato sulla fotocamera.
Io lo prendo per il bavero della giacca/camicia ma non ricordo cosa gli dico. Ricordo che non potevo accettare la cosa, che mi veniva da vomitare.
La madre con il suo bambino, dal canto suo, era contenta ed orgogliosa ed io in un lato del mio cervello non capito come mai questa donna non si rendesse conto del nostro stato d'animo e non se ne andasse via, anche solo per proteggere il figlio da una situazione tanto disdicevole e dai vertici drammatici.
Forse è stato proprio l'osservare questo ennesimo paradosso a farmi svegliare.
Ora son qui, e me ne torno a dormire. Scrivere o raccontare gli incubi funziona sempre, probabilmente perché dopo aver scritto una tale marea di scemenze, ci si rende conto di essere ridicoli ad aver preso tutto questo per vero.
Scusate la confusione ma d'altronde sono le 5 del mattino, ed io fra due ore mi devo svegliare.
byez!
Il sogno era nitido, a colori ed abbastanza realistico, nonostante accado cose che sono normali solo nei sogni. Un vero incubo da strizzacervelli al quale non sono affatto abituato, visto che per lo più sogno colori e sensazioni e non delle vere storie dallo svolgimento più o meno lineare.
Ad ogni modo, mi trovavo in unpo chalet con tutti i miei amici. Ci stavamo divertendo e decidiamo di farci delle foto tutti vestiti con abiti di colori diversi, ad esempio uno tutto blu, mi sembra si trattasse di Marco, uno tutto bianco etc.
Il giallo era già stato preso, quindi io decido di vestirmi di Arancione, uno dei miei colori preferiti.
Scatto delle foto con la digitale di Stefano, ma quando poi vado a leggerne la memoria i miei occhi innorridiscono perché i primi scatti sono pornografia di una volgarità unica e riguardano la mia ragazza.
Considerate che Stefano, come quasi tutti gli altri miei amici, lo conosco fin dall'infanzia ed è sicuramente uno dei miei compagni più fidati e leali.
Ad ogni modo mi sono sentito morire di un dolore che non avevo mai provato prima. Forse è perché normalmente non sono geloso, o comunque lo sono molto meno della soglia comunemente accettata, ma quel rumore sconosciuto del cuore che si spezza e con tal forza ancora me lo sento adosso.
A quel punto, trattenendo un urlo vero e proprio, chiedo a Stefano di uscire perché gli dovevo parlare.
Prima di uscire chiamo la mia ragazza ma a rispondermi è la madre. Non ricordo bene, so che non parlo mai direttamente con lei ma che gli faccio dire di venire da me.
Stefano appare nervoso, perché probabilmente ha intuito cosa avevo visto (E non è che ci volesse tanto, visto che ha lasciato tutto in bella vista :), ma mi seguire fuori.
Una volta all'esterno, mi ricordo che era notte. Mentre parliamo, camminiamo lungo un fiumiciattolo la quale grandezza sembra variare in base a come conduciamo il discorso, assumento i tratti di un filo d'acqua a quello di un torrente sul quale è stato addirittura costruito un piccolo ponte di roccia.
Ora, razionalizzando, mi sembra che nel colloquio si siano assunti dei fatti del tutto inventati, che in quel momento erano scontati.
Il primo è che tempo fa io mi fossi lasciato per un paio di giorni con Alessia. Il secondo è che tra Alessia e Stefano ci fosse stato un bacio.
Come ho detto entrambi i fatti sono irreali, ma essendo un incubo queste cose apparivano come risapute.
Mentre camminiamo, quindi, gli chiedo cosa fosse successo tra loro in quel periodo, e fino a dove si era spinto con la mia ragazza.
L'ennesima cosa strana è che durante l'intero tragitto ci segue una giovane madre bionda, che tutta contenta osserva il figlio che tiene per mano andare su e giù per il fiume, nuotando tutto vestito.
I toni della discussione si accendono quando Stefano, abbastanza presto, mi dice che sono arrivati al punto mostrato sulla fotocamera.
Io lo prendo per il bavero della giacca/camicia ma non ricordo cosa gli dico. Ricordo che non potevo accettare la cosa, che mi veniva da vomitare.
La madre con il suo bambino, dal canto suo, era contenta ed orgogliosa ed io in un lato del mio cervello non capito come mai questa donna non si rendesse conto del nostro stato d'animo e non se ne andasse via, anche solo per proteggere il figlio da una situazione tanto disdicevole e dai vertici drammatici.
Forse è stato proprio l'osservare questo ennesimo paradosso a farmi svegliare.
Ora son qui, e me ne torno a dormire. Scrivere o raccontare gli incubi funziona sempre, probabilmente perché dopo aver scritto una tale marea di scemenze, ci si rende conto di essere ridicoli ad aver preso tutto questo per vero.
Scusate la confusione ma d'altronde sono le 5 del mattino, ed io fra due ore mi devo svegliare.
byez!
lunedì, giugno 08, 2009
Buttate giù!
Ecco Sté che cerca di farla finita con la sua vita ma inutilmente perché
purtroppo non hanno accettato di buttarlo giù dall'aereo senza paracadute ..
Cit. di Stefano:
"Chi pensa che abbia rischiato qualcosa, provi a fare la tangenziale tutte le mattine
in moto".
Come dargli torto ?
Così, hai torto.
purtroppo non hanno accettato di buttarlo giù dall'aereo senza paracadute ..
Cit. di Stefano:
"Chi pensa che abbia rischiato qualcosa, provi a fare la tangenziale tutte le mattine
in moto".
Come dargli torto ?
Così, hai torto.
mercoledì, maggio 27, 2009
sabato, maggio 23, 2009
Access to system
Accesso al sistema in corso ...
Username: Karoo
Password:
Karoo>
Karoo> Erase /all
Proseguendo con queste operazione l'intero contenuto del disco andrà perduto.
Si desidera continuare [s/n]: n
Karoo> ls -lart
- lavoro
- amici
- .amore
- .progetti
- proprietà
- .ossessioni
- .speranze
Karoo> Erase lavoro | Erase proprietà | Erase .ossessioni
Erase Lavoro .... OK
Erase proprietà ...OK
ERROR: Erase .ossessioni: Accesso negato.
Karoo> tar .ossessioni
Karoo> Expand .amore
Karoo> Expand .speranze
ERROR: Expand .speranze: Spazio su disco insufficiente.
Karoo> Send .speranze To ftp://nowhere.it
Karoo> fix Karoo
ERROR: Comando non riconosciuto.
Karoo> Defrag Karoo
L'operazione potrebbe richiedere molto tempo. Si desidera continuare [s/n]: s
Karoo>
0% xxxxxxxxxx========================= 100%
Username: Karoo
Password:
Karoo>
Karoo> Erase /all
Proseguendo con queste operazione l'intero contenuto del disco andrà perduto.
Si desidera continuare [s/n]: n
Karoo> ls -lart
- lavoro
- amici
- .amore
- .progetti
- proprietà
- .ossessioni
- .speranze
Karoo> Erase lavoro | Erase proprietà | Erase .ossessioni
Erase Lavoro .... OK
Erase proprietà ...OK
ERROR: Erase .ossessioni: Accesso negato.
Karoo> tar .ossessioni
Karoo> Expand .amore
Karoo> Expand .speranze
ERROR: Expand .speranze: Spazio su disco insufficiente.
Karoo> Send .speranze To ftp://nowhere.it
Karoo> fix Karoo
ERROR: Comando non riconosciuto.
Karoo> Defrag Karoo
L'operazione potrebbe richiedere molto tempo. Si desidera continuare [s/n]: s
Karoo>
0% xxxxxxxxxx========================= 100%
Zum zum zumma zum
Lasciarsi crescere i capelli. Decidere di iscriversi in palestra. I turni a lavoro.
Sentirsi bene. Stare a posto. Non pensare al futuro, il futuro è adesso. Il futuro non esiste.
Il futuro se ne frega.
Io mando già il rospo. Minerva si incazza e ride. Zulu gioca nel suo balcone.
Non correre che non ti fai male.
Zum zum zumma zum.
Internet la nostra voce e la Tv le nostre orecchie. Gli occhi non ci servono più.
Zum zum zumma zum.
Aerius la mattina, aereosol la sera. Visiera alzata e giacca chiusa.
Troppa cioccolata, la mensa costa troppo. Si mangia di più saltando i pasti.
Sentirsi bene. Stare a posto. Non pensare al futuro, il futuro è adesso. Il futuro non esiste.
Il futuro se ne frega.
Io mando già il rospo. Minerva si incazza e ride. Zulu gioca nel suo balcone.
Non correre che non ti fai male.
Zum zum zumma zum.
Internet la nostra voce e la Tv le nostre orecchie. Gli occhi non ci servono più.
Zum zum zumma zum.
Aerius la mattina, aereosol la sera. Visiera alzata e giacca chiusa.
Troppa cioccolata, la mensa costa troppo. Si mangia di più saltando i pasti.
sabato, aprile 11, 2009
Pronti, soccorso e via !
E' questa l'Italia della quale siamo orgogliosi ?
Tutti pronti a darsi una mano, a correre in aiuto del vicino. Tutti quanti a macinar chilometri per tirare su macerie e soccorrere gli sfollati da prima pagina, quelli in tv, nonostante gli addetti ai lavori chiedano gentilmente di astenersi.
Ma come si fa a starsene con le mani in mano ? C'è gente che soffre Santo Cielo !
E giù a telefonare per sapere cosa si può fare, a mandare sms a destra e a manca, a donare il sangue a Krotone, perché in Abruzzo hanno bisogno !
L'Italia sempre fraterna.
Davanti a tragedie come un terremoto di 5° magnitudo, che però se guardi bene è quasi 6, che in scala Mercalli diventa 9 e che se misurato all'epicentro è praticamente una bomba nucleare sparata dritta dritta sopra il nostro bel paese.
Una tragedia, morti su morti, "La più grande catastrofe del nuovo millennio", alla faccia dello Tzunami. Ma chi se ne frega dello Tzunami ... mica era in Italia quello.
Storie che si accavallano a leggende che diventano miti.
Un medico si alza la mattina, tira fuori dalle macerie il cadavere di suo zio, salva la sorella dal coma e corre in ospedale per prestare aiuto in ambulatorio. Ah si, già che c'è manda tutta la storia per fax a Studio Aperto, che non sia mai che la gente pensi che non esistano gli eroi.
Bruce Willies è una pippa.
Case rase al suolo, palazzi mal costruiti, regolamenti ignorati. Ma daltronde chi poteva prevedere qualcosa ? Nessuno è chiaro. Infatti le città in zone sismiche vengono ricostruite ogni settimana.
Vabbé, il solito magna magna. "Ma non bisogna polemizzare, ora bisogna pensare a dare il proprio sostegno, ad aiutare".
Tutti ad aiutare! Perché questa è l'Italia della quale siamo orgogliosi. "Siamo Abruzzesi, non possiamo piangere" !
300 morti. Dico 300 morti ! Praticamente un 747 che cade. Praticamente un mese e mezzo di stragi del sabato sera. Quasi una giornata in Rwanda .
Assurdo, sconvolgente, paradossale, cataclismatico.
1000 feriti, 1500 sfollati. Quasi mezzo quartiere a Roma.
Ma ora non c'è ragione di essere tristi, tanto si ricostruisce tutto.
15 milioni di euro per la casa dello studente. 15 milioni di euro. Una cazzo di casa dello
studente tuttatempestatadidiamanti. L'ospedale era stato costruito 9 anni fa, ma era
ovvio che sarebbe caduto visto che è costato solo 25.000.000.000 di Lire !
Le scosse di assestamento dureranno circa un'altro mese. Ma tanto che ne sanno ? Mica
si possono prevedere !
Funerali in diretta. Ora bisogna ricominciare. Si riscoprono le cose importanti della vita.
Si rinasce. Bisogna guardare il futuro ma bisogna ricordare le vittime.
E' necessario tornare alla normalità ma anche un pezzo di cioccolata rende felici i bambini.
Basta un pallone ed un uovo di Pasqua gigante, chi le ha mai volute la Playstation, l'X-box,
Internet, il Nokia n73 e l'iPod. Bastano 4 carte, una tenda e un sms da 2 euro.
Avete telefonato per sapere cosa potete fare ? Non vi dicono niente se non fate parte di una
associazione organizzata ? Vabbé, dai, ci avete provato. Siete degli eroi, almeno potenzialmente.
Peccato, se ci fosse stati magari sareste apparsi nel prossimo film tv :(
Alla prossima catastrofe ...
Questa è la mia insensibile brutalità come difesa verso l'attacco emozionale mediatico. Se vi attaccano un milione di cavallette vi riparate con un retino ?
La libertà di poter scrivere una cosa senza nasconderla dentro mille frasi fatte, altrimenti sei un mostro. Ma stai ancora leggendo ? Non sei andato ad aiutare ? Allora sei un mostro, benvenuto.
Tutti pronti a darsi una mano, a correre in aiuto del vicino. Tutti quanti a macinar chilometri per tirare su macerie e soccorrere gli sfollati da prima pagina, quelli in tv, nonostante gli addetti ai lavori chiedano gentilmente di astenersi.
Ma come si fa a starsene con le mani in mano ? C'è gente che soffre Santo Cielo !
E giù a telefonare per sapere cosa si può fare, a mandare sms a destra e a manca, a donare il sangue a Krotone, perché in Abruzzo hanno bisogno !
L'Italia sempre fraterna.
Davanti a tragedie come un terremoto di 5° magnitudo, che però se guardi bene è quasi 6, che in scala Mercalli diventa 9 e che se misurato all'epicentro è praticamente una bomba nucleare sparata dritta dritta sopra il nostro bel paese.
Una tragedia, morti su morti, "La più grande catastrofe del nuovo millennio", alla faccia dello Tzunami. Ma chi se ne frega dello Tzunami ... mica era in Italia quello.
Storie che si accavallano a leggende che diventano miti.
Un medico si alza la mattina, tira fuori dalle macerie il cadavere di suo zio, salva la sorella dal coma e corre in ospedale per prestare aiuto in ambulatorio. Ah si, già che c'è manda tutta la storia per fax a Studio Aperto, che non sia mai che la gente pensi che non esistano gli eroi.
Bruce Willies è una pippa.
Case rase al suolo, palazzi mal costruiti, regolamenti ignorati. Ma daltronde chi poteva prevedere qualcosa ? Nessuno è chiaro. Infatti le città in zone sismiche vengono ricostruite ogni settimana.
Vabbé, il solito magna magna. "Ma non bisogna polemizzare, ora bisogna pensare a dare il proprio sostegno, ad aiutare".
Tutti ad aiutare! Perché questa è l'Italia della quale siamo orgogliosi. "Siamo Abruzzesi, non possiamo piangere" !
300 morti. Dico 300 morti ! Praticamente un 747 che cade. Praticamente un mese e mezzo di stragi del sabato sera. Quasi una giornata in Rwanda .
Assurdo, sconvolgente, paradossale, cataclismatico.
1000 feriti, 1500 sfollati. Quasi mezzo quartiere a Roma.
Ma ora non c'è ragione di essere tristi, tanto si ricostruisce tutto.
15 milioni di euro per la casa dello studente. 15 milioni di euro. Una cazzo di casa dello
studente tuttatempestatadidiamanti. L'ospedale era stato costruito 9 anni fa, ma era
ovvio che sarebbe caduto visto che è costato solo 25.000.000.000 di Lire !
Le scosse di assestamento dureranno circa un'altro mese. Ma tanto che ne sanno ? Mica
si possono prevedere !
Funerali in diretta. Ora bisogna ricominciare. Si riscoprono le cose importanti della vita.
Si rinasce. Bisogna guardare il futuro ma bisogna ricordare le vittime.
E' necessario tornare alla normalità ma anche un pezzo di cioccolata rende felici i bambini.
Basta un pallone ed un uovo di Pasqua gigante, chi le ha mai volute la Playstation, l'X-box,
Internet, il Nokia n73 e l'iPod. Bastano 4 carte, una tenda e un sms da 2 euro.
Avete telefonato per sapere cosa potete fare ? Non vi dicono niente se non fate parte di una
associazione organizzata ? Vabbé, dai, ci avete provato. Siete degli eroi, almeno potenzialmente.
Peccato, se ci fosse stati magari sareste apparsi nel prossimo film tv :(
Alla prossima catastrofe ...
Questa è la mia insensibile brutalità come difesa verso l'attacco emozionale mediatico. Se vi attaccano un milione di cavallette vi riparate con un retino ?
La libertà di poter scrivere una cosa senza nasconderla dentro mille frasi fatte, altrimenti sei un mostro. Ma stai ancora leggendo ? Non sei andato ad aiutare ? Allora sei un mostro, benvenuto.
venerdì, aprile 10, 2009
La mia piccola Mimi
Mi ricordo quando era piccola come il mio pugno. La madre la allattava
dentro il bagno dove è cresciuta, dove ha aperto quei grandi occhi verdi di quello
smeraldo che solo un felino può avere.
Mimi sempre di corsa. Non si riusciva ad avvicinarsi che correva via, timida
e paurosa, anche dopo otto anni di vita insieme.
Non voleva mai uscire; ci abbiamo provato ma niente. Era una gatta agorafobica ma
tanto la madre usciva per entrambi.
Ricordo quando le trovavo ambedue a fissarsi perfettamente immobili, per poi scattare in
brevi litigi nati per motivi oscuri che noi umani non potremo mai capire.
La Mimi che si era innamorata di Alessia, chissà per qual motivo. Ogni volta che veniva
a trovarmi lei di soppiatto entrava in cameria mia, ad attirare l'attenzione con quel
suo breve miagolio. Ferma ed eretta a sollevar le zampe, prima una e poi l'altra.
Mimi la gatta dalle fusa rumorose.
Domani la seppellirò in giardino, dove riposa principessa ed il cucciolo al quale non
ho potuto nemmeno dare un nome. La piccola Mimi del quale conserverò la cicatrice
che mi fece quando dovetti tagliarli le unghie, la paurosa Mimi, la solitaria che cercava di
intrufolarsi nella mia stanza, seguendo le orme adulte della madre, ma che scoperta
si lanciava nei suoi fugoni.
Può sembrar poco, ma non lo è affatto.
dentro il bagno dove è cresciuta, dove ha aperto quei grandi occhi verdi di quello
smeraldo che solo un felino può avere.
Mimi sempre di corsa. Non si riusciva ad avvicinarsi che correva via, timida
e paurosa, anche dopo otto anni di vita insieme.
Non voleva mai uscire; ci abbiamo provato ma niente. Era una gatta agorafobica ma
tanto la madre usciva per entrambi.
Ricordo quando le trovavo ambedue a fissarsi perfettamente immobili, per poi scattare in
brevi litigi nati per motivi oscuri che noi umani non potremo mai capire.
La Mimi che si era innamorata di Alessia, chissà per qual motivo. Ogni volta che veniva
a trovarmi lei di soppiatto entrava in cameria mia, ad attirare l'attenzione con quel
suo breve miagolio. Ferma ed eretta a sollevar le zampe, prima una e poi l'altra.
Mimi la gatta dalle fusa rumorose.
Domani la seppellirò in giardino, dove riposa principessa ed il cucciolo al quale non
ho potuto nemmeno dare un nome. La piccola Mimi del quale conserverò la cicatrice
che mi fece quando dovetti tagliarli le unghie, la paurosa Mimi, la solitaria che cercava di
intrufolarsi nella mia stanza, seguendo le orme adulte della madre, ma che scoperta
si lanciava nei suoi fugoni.
Può sembrar poco, ma non lo è affatto.
mercoledì, aprile 08, 2009
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