
sabato, marzo 25, 2006
Heart
Dal più bel film che io abbia mai visto:
Ho un amico, un jazzista, un suonatore di tromba; davvero fantastico, vado a sentirlo quasi ogni mese.
Suona un pezzo che mi fa impazzire, una vecchia canzone di Chet Baker.
Soffia le stesse note ogni volta ed ogni volta sembrano diverse.
Una notte bevemmo qualcosa ... quando, ci davo giù col bere, e cercai di dirgli quello che la canzone mi ispirava, quello che la musica mi ispirava; insieme al suo modo di suonare.
Lui si limitò a scuotere la testa e a dire: "Joan, non si può parlare di musica, parlare di musica è come ballare sull'architettura".
E io dissi: "Bè, allora se fai il filosofico con me non serve parlare di tante altre cose, l'amore per dire!".
Il mio amico rise e disse: "Esatto, più che esatto, parlare dell'amore è come ballare sull'archittetura".
Sai non lo so, magari ha ragione, ma questo non mi impedirà di provarci ...
Suona un pezzo che mi fa impazzire, una vecchia canzone di Chet Baker.
Soffia le stesse note ogni volta ed ogni volta sembrano diverse.
Una notte bevemmo qualcosa ... quando, ci davo giù col bere, e cercai di dirgli quello che la canzone mi ispirava, quello che la musica mi ispirava; insieme al suo modo di suonare.
Lui si limitò a scuotere la testa e a dire: "Joan, non si può parlare di musica, parlare di musica è come ballare sull'architettura".
E io dissi: "Bè, allora se fai il filosofico con me non serve parlare di tante altre cose, l'amore per dire!".
Il mio amico rise e disse: "Esatto, più che esatto, parlare dell'amore è come ballare sull'archittetura".
Sai non lo so, magari ha ragione, ma questo non mi impedirà di provarci ...
venerdì, marzo 24, 2006
The Simpson
Non parlerò dei Simpson perché del sacro non si parla, però questi geni hanno prodotto il filmato raggiungibile qui. Vedetelo e spaccatevi pure dal ridere nei commenti! (richiede connessione a banda larga)
mercoledì, marzo 22, 2006
Hide & seek
Where are we?
what the hell is going on?
the dust has only
just begun to fall
Crop circles in the carpet
Sinking feeling
Spin me round again
and rub my eyes
this can't be happening
when busy streets a mess with people
would stop to hold their heads heavy
Hide and seek
Trains and sewing machines
All those years
They were here first
oily marks appear on walls
where pleasure moments hung before
the takeover
the sweeping insensitivity
of this
still life
Hide and seek
trains and sewing machines (you won't catch me around here)
Blood and tears
They were here first
mm what d'cha say?
mm that you only meant well, well of course you did
mm what d'cha say?
mm that it's all for the best, of course it is
mm what d'cha say?
hmmm that it's just what we need, you decided this?
ooh what d'cha say?
mmmm what did she say?
Ransom notes keep falling out your mouth
Mid sweet talk newspaper word cut outs (echo:paper word cut outs)
Speak no feeling no I don't believe you (echo: I don't believe you)
you don't care a bit
you don't care a bit
Ransom notes keep falling out your mouth
Mid sweet talk newspaper word cut outs
Have no feeling no I don't believe you
you don't care a bit
you don't care a bit
Hide and Seek
Oh no, You don't care a bit
Oh no, You don't care a bit
Oh no, You don't care a bit
You don't care a bit
You don't care a bit
[La trovate nella radio]
what the hell is going on?
the dust has only
just begun to fall
Crop circles in the carpet
Sinking feeling
Spin me round again
and rub my eyes
this can't be happening
when busy streets a mess with people
would stop to hold their heads heavy
Hide and seek
Trains and sewing machines
All those years
They were here first
oily marks appear on walls
where pleasure moments hung before
the takeover
the sweeping insensitivity
of this
still life
Hide and seek
trains and sewing machines (you won't catch me around here)
Blood and tears
They were here first
mm what d'cha say?
mm that you only meant well, well of course you did
mm what d'cha say?
mm that it's all for the best, of course it is
mm what d'cha say?
hmmm that it's just what we need, you decided this?
ooh what d'cha say?
mmmm what did she say?
Ransom notes keep falling out your mouth
Mid sweet talk newspaper word cut outs (echo:paper word cut outs)
Speak no feeling no I don't believe you (echo: I don't believe you)
you don't care a bit
you don't care a bit
Ransom notes keep falling out your mouth
Mid sweet talk newspaper word cut outs
Have no feeling no I don't believe you
you don't care a bit
you don't care a bit
Hide and Seek
Oh no, You don't care a bit
Oh no, You don't care a bit
Oh no, You don't care a bit
You don't care a bit
You don't care a bit
[La trovate nella radio]
martedì, marzo 21, 2006
Epsodus IV
Il programma "0gr3" cominciò ad inserire milioni di stringhe alfanumeriche al secondo, portando avanti la più antica tecnica del mondo, il bruteforce.
Ogni volta che la password errata veniva confrontata con quella corretta del sistema, gli ICE primitivi friggevano un host nella rete, ma che per fortuna di Diano non poteva essere il suo.
Grazie ad una adeguata schermatura infatti, Il giovane cracker si era reso invisibile, eliminando ogni traccia del suo passaggio nel cyberspazio. Ovviamente Diano era a conoscenza che sfortunati utenti in tutto il mondo stavano in questo momento vedendo il loro schermo surriscaldarsi ed il loro pc fondersi, ma questo non era affar suo. Inoltre le possibilità che su quasi tre miliardi di utenti ne venisse preso uno con un allaccio neurale come il suo erano davvero scarse. Accettabile, bastava non pensarci.
Il tempo scorreva veloce nell'orologio digitale sopra la testa del suo avatar, scandendo i minuti necessari per trovare la parola chiave, prima che il sistema bloccasse l'accesso per sicurezza preventiva.
Un bip, ed il mondo virtuale esplose per poi ricomporsi intorno a lui sottoforma di una grande stanza cilindrica, senza porte ne finestre, ma con vari quadri appesi alla parete circolare, ad una distanza precisa tra loro, posizionati con un gusto metodico.
Diano attese in silenzio, ma nel silenzio rimase.
Niente sembrava far intuire un qualche tracciamento; un sospiro di solievo gli svuotò o polmoni, ridandoli per un attimo una sensazione di realtà.
Ognuno di quei quadri nascondeva insidie indicibili, trappole molto più sofisticate di quell'accetta violenta che aveva sviato poco prima.
La lotta contro il sistema era una lotta contro il tempo. Ogni secondo perso era un secondo in più per i controlli della macchina, per le sue letture ed i suoi raggiri.
Diano mosse le braccia nell'aria aprendo così una finestra virtuale che dava sull'esterno della rete. Attraverso questa, fasci di luce rossa e blu attraversarono la stanza librandosi nel vuoto, formando ghiri gori di estrema bellezza dettata solo da funzioni matematiche, logaritmi e frequenze di trasmissione.
Diano ne afferrò uno e se lo impresse sulla fronte, questo subito divenne di un verde sfosforescente per via del passaggio di dati.
Era giunto il momento di attivare il suo complice.
Ogni volta che la password errata veniva confrontata con quella corretta del sistema, gli ICE primitivi friggevano un host nella rete, ma che per fortuna di Diano non poteva essere il suo.
Grazie ad una adeguata schermatura infatti, Il giovane cracker si era reso invisibile, eliminando ogni traccia del suo passaggio nel cyberspazio. Ovviamente Diano era a conoscenza che sfortunati utenti in tutto il mondo stavano in questo momento vedendo il loro schermo surriscaldarsi ed il loro pc fondersi, ma questo non era affar suo. Inoltre le possibilità che su quasi tre miliardi di utenti ne venisse preso uno con un allaccio neurale come il suo erano davvero scarse. Accettabile, bastava non pensarci.
Il tempo scorreva veloce nell'orologio digitale sopra la testa del suo avatar, scandendo i minuti necessari per trovare la parola chiave, prima che il sistema bloccasse l'accesso per sicurezza preventiva.
Un bip, ed il mondo virtuale esplose per poi ricomporsi intorno a lui sottoforma di una grande stanza cilindrica, senza porte ne finestre, ma con vari quadri appesi alla parete circolare, ad una distanza precisa tra loro, posizionati con un gusto metodico.
Diano attese in silenzio, ma nel silenzio rimase.
Niente sembrava far intuire un qualche tracciamento; un sospiro di solievo gli svuotò o polmoni, ridandoli per un attimo una sensazione di realtà.
Ognuno di quei quadri nascondeva insidie indicibili, trappole molto più sofisticate di quell'accetta violenta che aveva sviato poco prima.
La lotta contro il sistema era una lotta contro il tempo. Ogni secondo perso era un secondo in più per i controlli della macchina, per le sue letture ed i suoi raggiri.
Diano mosse le braccia nell'aria aprendo così una finestra virtuale che dava sull'esterno della rete. Attraverso questa, fasci di luce rossa e blu attraversarono la stanza librandosi nel vuoto, formando ghiri gori di estrema bellezza dettata solo da funzioni matematiche, logaritmi e frequenze di trasmissione.
Diano ne afferrò uno e se lo impresse sulla fronte, questo subito divenne di un verde sfosforescente per via del passaggio di dati.
Era giunto il momento di attivare il suo complice.
lunedì, marzo 20, 2006
Censura

Quando sentiamo la parola "censura", ci vengono sempre in mente anni lontani, come il medioevo.
Anni in cui la chiesa controllava la censura con la violenza fisica e spirituale; anni in cui le conclave di autoproclamati "filosofi" e "sapienti" decidevano cosa il popolo poteva apprezzare e cosa no.
Anche a quel tempo era difficile per l'uomo comune comprendere quanto fosse controllata la propria coscienza, ma alcuni fortunati studiosi o illuminati cittadini potevano ancora liberarsi da tale giuoco per bere da una fonte più alta, per non essere manipolati.
Oggi quel giuoco è molto più duro, molto di più.
Il sistema della censura parte adesso dai cardini del sistema. Ciò che non viene approvato viene bloccato dalle fondamenta, sul nascere, senza che nessuno ne senta nemmeno parlare.
Ma cos'è che viene ancora censurato in un mondo come il nostro, dove sembra che tutto appaia visibile in tv; dove il sesso, la morte, la perversione ed il sacro sono messi costantemente a nudo da pubblicità e arte ?
Il problema è che non viene più censurato ciò che può essere ritenuto offensivo, ma ciò che è ritenuto controproducente. La cosa va quindi peggiorando perché mentre ciò che viene ritenuto offensivo è solo un fatto di opinioni e che quindi può cambiare con il tempo; ciò che è ritenuto controproducente rimarra controproducente.
Il circolo vizioso sta nel fatto che se una cosa non viene ritenuta conveniente e per questo non viene fatta, allora non si saprà mai se tale previsione sia o meno giusta, con il risultato che quella stessa cosa non vedrà mai la luce.
Ma di cosa stiamo parlando in pratica ?
Praticamente di tutto, ma l'esempio facile viene con l'arte.
Avete mai provato a diventare una famosa rock band ad esempio ?
Se ci dovesse mai provare sappiate che una volta spesi anni ed anni per divenire maestri della melodia, grandi scrittori di musica e testo e mitici showman o showgirl, verrete passati al vaglio di una mandria di animali travestiti da persone che di musica non sanno un H e non capiscono un cavolo di arte, non possedendo nemmeno un minimo di gusto estetico o critico.
La cosa a loro non importa perché, stando tutto il giorno su libri vecchi di anni ed in aule con anziani insegnanti che mai hanno scritto qualcosa di memorabile in vita loro, si sono guadagnati un bel foglio di carta con su scritto "laurea in scienze della comunicazione" in "Economia e commercio" o in "giurisprudenza" (Che fa sempre brodo).
Questo foglio di carta mal stampato significa secondo tanti che questi strani individui capiscono cosa piace o cosa vuole la gente, e possono scegliere cosa venga prodotto o meno.
Tornando alla rock band quindi, queste "persone" studieranno il vostro lavoro ed a meno che non assomigli a quello che secondo loro la gente ha bisogno di sentire, verrà scartato.
Questo non sarebbe un male (Bè, insomma..) se queste persone sapessero quello che fanno, ma il fatto è che non lo sanno perché nessuno glielo ha mai insegnato!
Loro fanno un semplicissimo ragionamento per portare a casa i loro 3500 euro al mese: "Se cantanti come Britney Spears vendono ogni volta 10 milioni di copie, allora questo vuol dire che alla gente piace la musica di Britney Spears, di conseguenza quella è la sola musica che rende e che si venderà".
Accidenti che pensiero produttivo, questa si chiama appunto censura.
Ma la stessa cosa vale per i film, per i quadri, per la tv, per i libri, per i fumetti, per ogni forma d'arte.
Il processo è molto semplice: difficilmente un artista ha il tempo per fare i soldi necessari per produrre il proprio lavoro come vorrebbe, di conseguenza deve per forza di cose rivolgersi a persone in grado di finanziarlo, alle quali non frega un beneamato nulla dell'arte ma solo di moltiplicare il capitale investito. Il fatto è che è impossibile sapere cosa piace alla massa, quindi non si fa altro che produrre cose che hanno giià avuto successo, tanto per non rischiare.
Fin qui tutto ok, la cosa funzionerebbe perché in effetti qualcuno che rischia c'è sempre, ed il mondo dell'arte avrebbe una mezza pluralità.
Ma i pezzi grossi che spendono i grossi soldi da qualche decennio non si accontentano più delle "probabilità", ed occupano gran parte dei propri soldi e del proprio tempo per aumentare le possibilità di "creare" del successo artistico.
Come fanno ? molto ma molto semplice.
Ci bombardano, ci sommergono e ci soffocano di pubblicità. Ci impongono un pensiero binario alla quale è estremamente difficile disobbedire, ci fottono usando i nostri stessi istinti primari: la comunione tra i simili, il desiderio di coesione, la volontà di identità riconosciuta.
Sempre con più difficoltà ci si rende conto delle alternative.
Che il "colore dell'anno" non è l'unico disponibile sui nostri capi vestiari. Che Vasco Rossi non è l'unico rocker italiano (sempre se lo sia) e che "dragon ball" non è il solo manga mai prodotto in giappone.
Ma anche così ovviamente non si sfugge alla censura, perché immaignate quanti capolavori non vedono la luce perché qualche idiota con la cravatta non li capisce, o pensa che agli altri non piacciono o scarta un cantante perché poco "telegenico" mente cerca una voce sostitutiva per la bomba sexy che cerca di sfondare in tv.
Siamo tutti senza distinzione controllati, perché anche quel sottomondo che secondo tanti sfugge a questi controlli in verità non lo fa, è sempre e comunque il prodotto di un marketing, sempre all'insegna di quel grande Dio che tutti adorano chiamato denaro.
Lontani sono i tempo in cui un artista poteva esporre da solo le proprie opere e credere che qualcuno le notasse sul serio.
Abbiamo ormai una visione tanto ampia che non possiamo più notare le piccole cose che affiorano e muoiono sconosciute tra l'asfalto ed il cemento.
C'è chi sceglie per noi, e per loro ha scelto un altro prima ancora. Ed ancora.
P.S. fino a quando questo succede il fatto è orribile ma ancora comprensibile, mentre quando non c'è una ragione pratica per censurare se non quella dell'ipocrisia e del bigottismo allora c'è da infuriarsi. Ho sentito che è stato censurato lo spot di Rocco Siffredi che reclamizzava delle patatine. Assurdo. Lo spot era molto carino e divertente, per nulla volgare od offensivo, e solo un idiota malato può considerarlo tale. Senza ricordare poi che Eva Henger ha fatto Striscia la notizia e che in ogni spot di creme o olii abbronzanti si vedono sempre un bel paio di tette.
Ma come dice il grande Rocco: "Se sono famoso è perché tutti vedono i miei film".
Più che giusto.
Come segnalato da Sistren, andatevi a vedere lo spot qui.
domenica, marzo 19, 2006
New York
Graziano è a NY !!
Incredibile ma vero, alla fine ci è arrivato ...
Nell'album è già aperta una bella cartella tutta per lui dove per ora c'è solo la foto che sta anche nel suo sito.
Certo che appena arrivati trovarsi una limo fuori dall'aeroporto è qualcosa di strepitoso e assolutamente "Americano"; ma chi ci è uscito da lì ? bho !
Ok aspettiamo altre tue notizie, e salutaci l'uomo ragno !!!
Incredibile ma vero, alla fine ci è arrivato ...
Nell'album è già aperta una bella cartella tutta per lui dove per ora c'è solo la foto che sta anche nel suo sito.
Certo che appena arrivati trovarsi una limo fuori dall'aeroporto è qualcosa di strepitoso e assolutamente "Americano"; ma chi ci è uscito da lì ? bho !
Ok aspettiamo altre tue notizie, e salutaci l'uomo ragno !!!
Calcetto
Domani (Anzi oggi), partita di calcetto tra amici.
Sono sempre stato abbastanza sega ma dopo più di un anno che non solo non gioco, ma che nemmeno faccio trenta mentri senza mettere il culo sulla macchina credo di stare andando incontro al mio suicidio fisico.
So già che Lunedì mi sveglierò totalmente paralizzato, senza poter muovere nemmeno un muscolo.
Dovrò mangiare con una cannuccia per non muovere troppo la mascella e giocare a WoW con la forza del pensiero (E la cosa assurda è che ci riuscirò).
Senza contare comunque la qualità del gioco in campo. Dopo dieci minuti dal calcio di inizio già starò a bordo campo a prendere fiato. Almeno ho la scusa dell'asma allergico, della troppa polvere, dei cani e dei gatti ed infine del famoso virus segreto che i servizi internazionali stanno spargendo su tutta l'europa per sterminare le persone intelligenti sul pianeta (Cosa provata dal fatto che Edo non si becca mai nemmeno un raffreddore).
Mi ricordo che da piccino nemmeno dormivo dalla trepidazione che avevo di calciare il pallone con i miei amiconi, mentre ora vorrei prendere a calci Marco per il dolore fisico al quale mi sottoporrà ;)
No scherzo, mi va di giocare, solo non mi va di sentirmi vecchio a 23 anni per non riuscire a fare un H a calcetto ...
Tristezza ... vabbè, comunque come scusa per una scarsa prestazione porto dalla mia le poche ore di sonno, dato che alle 4:40 sono ancora qui a scrivere cazzate sul mio blog.
bb
Sono sempre stato abbastanza sega ma dopo più di un anno che non solo non gioco, ma che nemmeno faccio trenta mentri senza mettere il culo sulla macchina credo di stare andando incontro al mio suicidio fisico.
So già che Lunedì mi sveglierò totalmente paralizzato, senza poter muovere nemmeno un muscolo.
Dovrò mangiare con una cannuccia per non muovere troppo la mascella e giocare a WoW con la forza del pensiero (E la cosa assurda è che ci riuscirò).
Senza contare comunque la qualità del gioco in campo. Dopo dieci minuti dal calcio di inizio già starò a bordo campo a prendere fiato. Almeno ho la scusa dell'asma allergico, della troppa polvere, dei cani e dei gatti ed infine del famoso virus segreto che i servizi internazionali stanno spargendo su tutta l'europa per sterminare le persone intelligenti sul pianeta (Cosa provata dal fatto che Edo non si becca mai nemmeno un raffreddore).
Mi ricordo che da piccino nemmeno dormivo dalla trepidazione che avevo di calciare il pallone con i miei amiconi, mentre ora vorrei prendere a calci Marco per il dolore fisico al quale mi sottoporrà ;)
No scherzo, mi va di giocare, solo non mi va di sentirmi vecchio a 23 anni per non riuscire a fare un H a calcetto ...
Tristezza ... vabbè, comunque come scusa per una scarsa prestazione porto dalla mia le poche ore di sonno, dato che alle 4:40 sono ancora qui a scrivere cazzate sul mio blog.
bb
giovedì, marzo 16, 2006
Epsodus III
Diano si alzava dal letto mentre il grasso omuncolo mugolava nel sonno, stremato dalla sua ben misera prestazione.
Tra cena, vino e letto, il tutto era durato meno di tre ore. Le tre ore più fruttuose della vita del ragazzo.
Aveva avuto tutto il tempo.
Il tempo di prendere la scheda di accesso per il computer dalla giacca color cachi del padrone di casa; il tempo di accendere il computer e di trasferire su disco tutte le informazioni in esso contenute; il tempo di iniettare il siero nano-cybernetico nelle chiappe del suo "amante", grazie al quale avrebbe avuto un costante monitoraggio del suo corpo, oltre che un certo margine di controllo.
"Non esiste alleato migliore di quello che non sa di esserlo", aveva letto una volta nel sito di Spectral Iijack, il più grande pirata di sempre, e non poteva che dargli ragione ancora una volta.
Prese qualche soldo dal comodino e uscì di corsa dalla casetta dell'uomo.
Nel farlo urtò per sbaglio il cestino dei rifiuti accanto alla porta di casa, sparpagliando il contenuto sul pavimento a piastrelle nere e bianche dell'ingresso.
Riconobbe molte cose che nei giorni passati aveva cercato, studiato ed analizzato; ma quello non era più il tempo delle indagini; domani sarebbe entrato in azione.
Ed ora era là, davanti al costrutto grafico della Epsodus Elettronics, ad un universo di distanza dal mondo reale, percorribile semplicemente connettendo un jack alla corteccia sensibile reattiva.
Il momento era giunto, l'ora della verità o come cazzo la chiamassero, era arrivata.
Diano aveva solamente 17 anni, ma negli anni non era mai stata la vita ad allungarsi, bensì la sofferenza di viverla. Per quanto giovane fosse la sua età, sapeva bene che questa sarebbe stata l'unica occasione per avere una vita felice, lontano nelle colonie artificiali, anzichè sepolto nella merda di Detroid, sommerso e circondato da un mondo di automi.
Alzò lo sguardo verso l'alto, un fascio possente di luci colorate entrava ed usciva da una grande vetrata al centro delle due torri virtuali. Diano li riconobbe come stringhe di dati ad accesso limitato.
Telefonate, richieste di informazioni, fax, mail.
L'intera attività comunicativa della Epsodus viaggiava a velocità rete sopra la testa del suo avatar, e Diano sapeva come confondersi con essa.
il primo passo era facile: bastava modificare la propria modularità. Un programma chiamato Freepop 3.21 che veniva smerciato già alle elementari era in grado di farlo senza problemi.
Nessuno si preoccupa di ostentare subito grandi difese a costo di troppi soldi.
Il primo firewall scivolò via come acqua fresca mentre Diano si fondeva in un fascio di luce giallo solare, superando il primo muro di cinta del Twin Center e poggiando i piedi in quello che appariva come un corridoio deserto; emulante un normale complesso di edifici, con piccoli poster incorniciati alle pareti e delle finestre che davano sull'infinito orizzonte del cyberspazio.
Intorno a lui poteva quasi sentire gli sbuffi e le tirate di naso di centinaia di ICE di controllo, creati per scovare anomalie nel procedimento di trusted, sfasature di grandezza, di codice, di modulazione. Poteva ascoltare il Centro animarsi, muovere tutti gli ingranaggi per capire cosa fosse penetrato nei suoi file.
Il contatto con un entità tanto aliena fece gelare il sangue nelle vene di Diano.
A differenza di qualunque altra cosa su questa terra, il centro di sicurezza Epsodus non era un essere vivente. Controllava in cerca di errori da eliminare, da distruggere.
non conosceva pietà, remore, rimorsi o conscienza.
Davanti al ragazzo si aprì una finestra per il codice di accesso al livello 2.1 del complesso.
Nel momento esatto in cui avesse inserito la password errata, il sistema che già da ora stava rintracciando il nodo di accesso alla rete avrebbe bypassato ogni genere di allarme di sicurezza del provider di Diano per mandare verso di lui una scarica elettrica da 12.000 volt, tanto per ridurgli il cervello ad un frappè al cioccolato e farglielo colare giù dalle orecchie.
Il livello 2.1 in effetti era un livello di riguardo, proprio per questo Diano sorrise nel ricordare che non sapeva la password.
Tra cena, vino e letto, il tutto era durato meno di tre ore. Le tre ore più fruttuose della vita del ragazzo.
Aveva avuto tutto il tempo.
Il tempo di prendere la scheda di accesso per il computer dalla giacca color cachi del padrone di casa; il tempo di accendere il computer e di trasferire su disco tutte le informazioni in esso contenute; il tempo di iniettare il siero nano-cybernetico nelle chiappe del suo "amante", grazie al quale avrebbe avuto un costante monitoraggio del suo corpo, oltre che un certo margine di controllo.
"Non esiste alleato migliore di quello che non sa di esserlo", aveva letto una volta nel sito di Spectral Iijack, il più grande pirata di sempre, e non poteva che dargli ragione ancora una volta.
Prese qualche soldo dal comodino e uscì di corsa dalla casetta dell'uomo.
Nel farlo urtò per sbaglio il cestino dei rifiuti accanto alla porta di casa, sparpagliando il contenuto sul pavimento a piastrelle nere e bianche dell'ingresso.
Riconobbe molte cose che nei giorni passati aveva cercato, studiato ed analizzato; ma quello non era più il tempo delle indagini; domani sarebbe entrato in azione.
Ed ora era là, davanti al costrutto grafico della Epsodus Elettronics, ad un universo di distanza dal mondo reale, percorribile semplicemente connettendo un jack alla corteccia sensibile reattiva.
Il momento era giunto, l'ora della verità o come cazzo la chiamassero, era arrivata.
Diano aveva solamente 17 anni, ma negli anni non era mai stata la vita ad allungarsi, bensì la sofferenza di viverla. Per quanto giovane fosse la sua età, sapeva bene che questa sarebbe stata l'unica occasione per avere una vita felice, lontano nelle colonie artificiali, anzichè sepolto nella merda di Detroid, sommerso e circondato da un mondo di automi.
Alzò lo sguardo verso l'alto, un fascio possente di luci colorate entrava ed usciva da una grande vetrata al centro delle due torri virtuali. Diano li riconobbe come stringhe di dati ad accesso limitato.
Telefonate, richieste di informazioni, fax, mail.
L'intera attività comunicativa della Epsodus viaggiava a velocità rete sopra la testa del suo avatar, e Diano sapeva come confondersi con essa.
il primo passo era facile: bastava modificare la propria modularità. Un programma chiamato Freepop 3.21 che veniva smerciato già alle elementari era in grado di farlo senza problemi.
Nessuno si preoccupa di ostentare subito grandi difese a costo di troppi soldi.
Il primo firewall scivolò via come acqua fresca mentre Diano si fondeva in un fascio di luce giallo solare, superando il primo muro di cinta del Twin Center e poggiando i piedi in quello che appariva come un corridoio deserto; emulante un normale complesso di edifici, con piccoli poster incorniciati alle pareti e delle finestre che davano sull'infinito orizzonte del cyberspazio.
Intorno a lui poteva quasi sentire gli sbuffi e le tirate di naso di centinaia di ICE di controllo, creati per scovare anomalie nel procedimento di trusted, sfasature di grandezza, di codice, di modulazione. Poteva ascoltare il Centro animarsi, muovere tutti gli ingranaggi per capire cosa fosse penetrato nei suoi file.
Il contatto con un entità tanto aliena fece gelare il sangue nelle vene di Diano.
A differenza di qualunque altra cosa su questa terra, il centro di sicurezza Epsodus non era un essere vivente. Controllava in cerca di errori da eliminare, da distruggere.
non conosceva pietà, remore, rimorsi o conscienza.
Davanti al ragazzo si aprì una finestra per il codice di accesso al livello 2.1 del complesso.
Nel momento esatto in cui avesse inserito la password errata, il sistema che già da ora stava rintracciando il nodo di accesso alla rete avrebbe bypassato ogni genere di allarme di sicurezza del provider di Diano per mandare verso di lui una scarica elettrica da 12.000 volt, tanto per ridurgli il cervello ad un frappè al cioccolato e farglielo colare giù dalle orecchie.
Il livello 2.1 in effetti era un livello di riguardo, proprio per questo Diano sorrise nel ricordare che non sapeva la password.
Parole
Parole invecchiate,
un tempo ascoltate,
che portano in dote,
promesse remote.
Promesse ormai perse in tempi lontani.
Illusioni svanite in un "mai" di domani.
"Questa è presa dalla page di Paolo, non so se l'ha scritta lui :P"
un tempo ascoltate,
che portano in dote,
promesse remote.
Promesse ormai perse in tempi lontani.
Illusioni svanite in un "mai" di domani.
"Questa è presa dalla page di Paolo, non so se l'ha scritta lui :P"
mercoledì, marzo 15, 2006
Odio

L'odio.
E' probabilmente il sentimento più diffuso sul nostro pianeta, ovviamente tra i nostri simili (a parte gli alieno che stanno ovviamente leggendo questo blog con la mente).
Perché lo è ? perché è il più facile da ispirare.
Spesso si dice che la vita è ingiusta, ma dato che non mi piace parlare della vita come se fosse una cosa che si possa conoscere, mi limiterò a dire che nella vita spesso accadono cose brutte.
Non credo esista o esisterà mai una vita senza tragedie, anche se il termine "tragedia" è ovviamente molto soggettivo.
Quando accadono queste tragedie comunque, per la maggior parte comuni di natura, la prima sensazione che si prova è lo "shock", inteso come sconvolgimento mentale della realtà.
Insomma una cosa che non credevi possibile o che ti rifiutavi di contemplare accade, e questo stravolge la tua visione delle cose.
Adesso fatemi fare un pò Yoda:
Lo Shock porta alla frustazione per l'impotenza di fronte agli eventi.
La frustrazione porta alla rabbia verso se stessi.
la rabbia porta all'odio verso l'obiettivo più facile da odiare.
Questo procedimento, oltre ad essere chiaramente esposto con parole pompose in psicologia, è facilmente verificabile da chiunque possegga un minimo di senso di auto-analisi.
Il primo punto è facile quindi passo direttamente al secondo; la rabbia verso se stessi.
La rabbia è un termine generico che può essere in effetti sostituito da una qualunque emozione negativa o auto-distruttiva. La possiamo chiamare anche ES negativo, come un peso che si concentra nel basso ventre e ci comprime dall'interno; un peso che dobbiamo gettare assolutamente fuori, pena traumi/complessi/pazzia.
Il terzo punto è la direzione verso la quale buttiamo fuori questa negatività.
il bisogno di esternare i sentimenti è proporzionale alla forza degli stessi.
Questo significa semplicemente che anche se esistono persone estremamente fredde, queste altre non sono che persone con un alto punto di "rottura", ma che prima o poi scoppieranno se non sanno rilasciare i propri sentimenti in maniera positiva o comunque costante.
Queste persone sono "bombe ad orologeria", in quanto ovvimente una volta raggiunto tale punto di rottura, lo scoppio non solo sarà un atto di liberazione da una enorme massa di negatività, ma anche eseguita da una persona inesperta all'esternamneto dei propri sentimenti, e che quindi lo farà molto, ma molto male.
Ma torniamo al bersaglio del nostro odio.
Se il bisogno di esternare negativamente (odiare in questo caso) è molto grande, allora inconsciamente sapremo che una volta liberati ci ritroveremo indifesi.
Una volta svuotati per noi sarà come rinascere, e questo ci rende estremamente vulnerabili a nuove passioni, soprattutto a quelle negative.
Questo è il motivo per la quale le persone si concedono più facilmente una volta confidatisi con qualcuno, ad esempio.
Proprio per questo motivo il bersaglio della nostra "esternazione" sarà una persona che sappiamo restia ad offenderci di rimando. Il più delle volte è una persona a noi vicina e che ci vuole bene.
Niente paura, è tutto normale .. o meglio, umano.
Ma cosa succede quanto non si ha nessuno al quale rivolgere il proprio odio ?
Presto detto.
Come saprete la mente umana ha infinite risorse, quindi per la maggior parte delle personel'odio si rivolge verso Dio, o verso una persona morta o scomparsa dalla propria vita, in questo modo si evita una risposta ma ci si condanna ad esternare il proprio odio sempre in maniera negativa, perché la mancanza di un vero confronto non fa altro che frustrarci di più creando una sorta di circolo vizioso.
Poi se si è una persona particolare o se si è davvero toccato il fondo si è anche capace di prendersela con se stessi (caso estremamente raro, anzi rarissimo, visibile giusto nei film).
Il prendersela con se stessi è ovviamente devastante, perché non solo innesca lo stesso processo di auto-distruzione di cui sopra, ma questo processo assume connotati reali, in quanto chi si odia tente a rovinarsi la vita, evitando appositamente od inconsciamente qualunque opportunità di felicità, perché questi potrebbero affievolire il proprio odio protandolo nuovamente uno shock ... e così via ...
Ci sono persone che escono da tutto questo, ovvio, ma è molto raro e difficile, e soprattutto luuungoooo !!!
Infine esistono anche le persone che si autoimpongono l'odio, ma sempre perché odiano se stessi.A questa categoria appartengono anzisti, razzisti, disobbedienti etc. ma di loro parlerò in un altro post.
Adesso tornando al principio di tutto ciò, possiamo capire che chi odia non troverà mai la risposta nel proprio odio, ma solo nel perdonarsi da solo. Il che può sembrare strano ma è porprio quello che tocca fare. La cosa non è resa difficile comunque solo dai sentimenti e dall'istinto egocentristico ed egoista che possediamo tutti (nessuno escluso, in psicologia come in sociologia l'altruismo non esiste), ma anche dal fatto che la nostra mente ci "asseconda", creando per noi motivi su motivi per continuare quello che stiamo facendo .. un vero contocircuito del nostro cervello.
"Mi hanno sparato ai figli" "hanno struprato mia moglie" "hanno distrutto la mia vita" etc.
Sono cose terribili ma che non sono queste cose che generano l'odio, bensì noi stessi con il processo sopra descritto e che possiamo superare solo con un confronto ed un perdono interiore.
Finisco con il dire che tra il dire ed il fare c'è sempre di mezzo il mare, infatti nessuno è immune a queto processo, ed il fatto di averlo capito o compreso non vi aiuterà mai se vi capitasse qualcosa che vi porta al punto di rottura. Forse la comprensione ha la capacità di elevare tale punto sopra la norma, ma nulla più. La conoscenza di tutto questo quindi, non serve ad un beneamato cacchio, ma può aiutare a comprendere gli altri in qualche maniera ed a indirizzarli verso la giusta via, che come tutte le giuste vie, è estremamente difficile da perseguire.
martedì, marzo 14, 2006
Aldilà
Esiste l'aldilà ?
Bè, finche saremo nell'aldiqua non si potrà mai dire, non c'è modo scientifico per studiare un campo
al quale non possiamo accedere, del quale effettivamente non sappiamo nulla.
Possiamo solo con moltissima umiltà limitarci però ad osservare il mondo che abbiamo davanti e le leggi che abbiamo imparato da esso.
Sappiamo ad esempio che in natura nulla di ciò che abbiamo visto si "crea" o si "ditrugge", ma tutto è il risultato di un mutamento costante, cioè che non si ferma mai.
Questa non sembra solo una legge fisica ma anche naturale.
Anche i nostri modi di ragionare non fanno altro che cambiare con il tempo, così come i nostri sentimenti, se nostre sensazioni .. tutto insomma.
Questo non vuole affatto dire che TUTTO sia così, infatti ricordo a tutti che una legge scientifica è valida fino a quando non è confutata, il che accade di continuo.
Supponendo però che per una volta la scienza ci abbia azzeccato davvero in pieno, possiamo dedurre che come ovvio la morte non è la fine di tutto ma solo una mutazione.
Il nostro corpo infatti cambia, arresta le sue funzioni vitali e comincia a decomporsi; diviene un ricettacolo di insetti ed un deposito di uova, si rattrappisce fino a che gli spazzini della natura non lo portano via tutto, fino a quando ogni parte del nostro corpo non sparisce per fondersi con la terra sulla quale viviamo.
Possiamo quindi pensare che la morte sia un unirsi alla natura ? molto poetico ma sinceramente non credo, in quanto noi non siamo solo un corpo.
Infatti cosa siete voi ? il vostro braccio ? i vostri polmoni ? ovviamente no.
Il vostro cervello ? ma il cervello altro non è che un organo, proprio come il cuore o il fegato.
Penso che nessuna parte del nostro corpo sia effettivamente "noi".
Anche il pensiero non è mai stato capito sul serio.
Facendo una TAC si possono evidenziare le parti del cervello che si attivano in determinati momenti, mentre un neurologo può anche identificare quanti neuroni si utilizzano per un certo pensiero o sentimento. Ma da dove nasca un pensiero o un sentimento è vero mistero.
Definire i nostri pensieri come una serie di scariche elettriche equivale a dire che il tostapane ha una coscienza .. ovviamente non funziona così.
Ma allora dove siamo noi ?
Non ho certo la risposta, ma questa risposta i credenti la chiamano "anima".
L'anima può essere dentro di noi o da un altra parte, ma di certo è l'unica cosa che possiamo considerare come "noi" a tutti gli effetti, come il nostro "io".
Forse anche questa cambia con la morte, ma non possiamo sapere quanto, forse si libera soltanto.
Se vogliamo possiamo credere che salga in cielo per andare in paradiso, oppure che si unisca anche essa ad un mondo etereo come il nostro corpo fa con la terra fisica.
Possiamo darci tutte le risposte che vogliamo, ma direi che è estremamente stupido pensare che non accada nulla, credere che la morte sia la fine.
Infatti c'è anche da dire che veramente pochi lo fanno ... addirittura molti atei pur non credendo in nessun Dio, in verità credono in un aldilà di qualche genere, a volte inconsciamente.
Personalmente se davvero fossi convinto che oltre la morte non ci sia più nulla, allora mi trasformerei in un guscio vuoto, totalmente privo di cretinate come morale, rigore, rispetto.
Se non c'è nessuno scopo nell'universo allora non sarò certo io a porli per me stesso.
Chiunque creda al nulla (Che è una fede a tutti gli effetti) e si comporti come tutti gli altri non avrà mai la mia comprensione, perché è inutile trovare significati quando si sostiene che non ce ne siano.
Un altro indizio (Chiamarle prove sarebbe eccessivo) di un esistenza ultraterrena (in qualunque forma sia) lo si può avere anche dagli animali.
Sappiamo bene che gli animali hanno un contatto innato con "le cose dle mondo" che noi abbiamo perso, e che questa capacità deriva dal grande istinto che possiedono.
bene, noi per istinto abbiamo paura della morte, ma è un istinto falsato, dettato da milleni di cultura unita ad evoluzione, noncome quella degli animali, ancora ancestrale e primorda.
Bene, gli animali non hanno paura di morire, hanno solo paura del dolore.
Si è sempre visto un qualunque tipo di animale scappare dal fuoco o avere paura dei predatori, ma mai si è visto un animale morente disperarsi. Essi accettano la morte con serenità, la sentono prima e l'affrontano con naturalezza. Se esiste saggezza in questo non saprei, ma per quanto mi riguarda questo è un aspetto da capire.
La morte ci voglie tutti, senza distinzione, e questo credo sia un bene assoluto.
Bè, finche saremo nell'aldiqua non si potrà mai dire, non c'è modo scientifico per studiare un campo
al quale non possiamo accedere, del quale effettivamente non sappiamo nulla.
Possiamo solo con moltissima umiltà limitarci però ad osservare il mondo che abbiamo davanti e le leggi che abbiamo imparato da esso.
Sappiamo ad esempio che in natura nulla di ciò che abbiamo visto si "crea" o si "ditrugge", ma tutto è il risultato di un mutamento costante, cioè che non si ferma mai.
Questa non sembra solo una legge fisica ma anche naturale.
Anche i nostri modi di ragionare non fanno altro che cambiare con il tempo, così come i nostri sentimenti, se nostre sensazioni .. tutto insomma.
Questo non vuole affatto dire che TUTTO sia così, infatti ricordo a tutti che una legge scientifica è valida fino a quando non è confutata, il che accade di continuo.
Supponendo però che per una volta la scienza ci abbia azzeccato davvero in pieno, possiamo dedurre che come ovvio la morte non è la fine di tutto ma solo una mutazione.
Il nostro corpo infatti cambia, arresta le sue funzioni vitali e comincia a decomporsi; diviene un ricettacolo di insetti ed un deposito di uova, si rattrappisce fino a che gli spazzini della natura non lo portano via tutto, fino a quando ogni parte del nostro corpo non sparisce per fondersi con la terra sulla quale viviamo.
Possiamo quindi pensare che la morte sia un unirsi alla natura ? molto poetico ma sinceramente non credo, in quanto noi non siamo solo un corpo.
Infatti cosa siete voi ? il vostro braccio ? i vostri polmoni ? ovviamente no.
Il vostro cervello ? ma il cervello altro non è che un organo, proprio come il cuore o il fegato.
Penso che nessuna parte del nostro corpo sia effettivamente "noi".
Anche il pensiero non è mai stato capito sul serio.
Facendo una TAC si possono evidenziare le parti del cervello che si attivano in determinati momenti, mentre un neurologo può anche identificare quanti neuroni si utilizzano per un certo pensiero o sentimento. Ma da dove nasca un pensiero o un sentimento è vero mistero.
Definire i nostri pensieri come una serie di scariche elettriche equivale a dire che il tostapane ha una coscienza .. ovviamente non funziona così.
Ma allora dove siamo noi ?
Non ho certo la risposta, ma questa risposta i credenti la chiamano "anima".
L'anima può essere dentro di noi o da un altra parte, ma di certo è l'unica cosa che possiamo considerare come "noi" a tutti gli effetti, come il nostro "io".
Forse anche questa cambia con la morte, ma non possiamo sapere quanto, forse si libera soltanto.
Se vogliamo possiamo credere che salga in cielo per andare in paradiso, oppure che si unisca anche essa ad un mondo etereo come il nostro corpo fa con la terra fisica.
Possiamo darci tutte le risposte che vogliamo, ma direi che è estremamente stupido pensare che non accada nulla, credere che la morte sia la fine.
Infatti c'è anche da dire che veramente pochi lo fanno ... addirittura molti atei pur non credendo in nessun Dio, in verità credono in un aldilà di qualche genere, a volte inconsciamente.
Personalmente se davvero fossi convinto che oltre la morte non ci sia più nulla, allora mi trasformerei in un guscio vuoto, totalmente privo di cretinate come morale, rigore, rispetto.
Se non c'è nessuno scopo nell'universo allora non sarò certo io a porli per me stesso.
Chiunque creda al nulla (Che è una fede a tutti gli effetti) e si comporti come tutti gli altri non avrà mai la mia comprensione, perché è inutile trovare significati quando si sostiene che non ce ne siano.
Un altro indizio (Chiamarle prove sarebbe eccessivo) di un esistenza ultraterrena (in qualunque forma sia) lo si può avere anche dagli animali.
Sappiamo bene che gli animali hanno un contatto innato con "le cose dle mondo" che noi abbiamo perso, e che questa capacità deriva dal grande istinto che possiedono.
bene, noi per istinto abbiamo paura della morte, ma è un istinto falsato, dettato da milleni di cultura unita ad evoluzione, noncome quella degli animali, ancora ancestrale e primorda.
Bene, gli animali non hanno paura di morire, hanno solo paura del dolore.
Si è sempre visto un qualunque tipo di animale scappare dal fuoco o avere paura dei predatori, ma mai si è visto un animale morente disperarsi. Essi accettano la morte con serenità, la sentono prima e l'affrontano con naturalezza. Se esiste saggezza in questo non saprei, ma per quanto mi riguarda questo è un aspetto da capire.
La morte ci voglie tutti, senza distinzione, e questo credo sia un bene assoluto.
lunedì, marzo 13, 2006
Infinito

Pensate intensamente a questo preciso istante. Pensate ad internet, al quale probabilmente ora siete collegati, ed immaginate quanti siti, quante informazioni ci sono. Poi pensate alle camere delle case alla quale milioni di schermi nello stesso momento si affacciano. Pensate quanta gente ci è seduta davanti. Provate ad immaginare cosa li frulla nella testa, quanto diverse siano le vite di uno e dell'altro, quante esperienze abbiano passato, quante ne passeranno. Moltiplicate questo per la storia, sia passata che futura. Tutto quello che potete, o meglio non potete, immaginare che si modifica, mutevole attraverso i millenni passati, i millenni a venire. Immaginare quanta gente sta morendo, quanta sta nascendo. Tutti i pensieri degli esseri umani, degli animali. Adesso e sempre. A quanto è grande il mondo. Ora moltiplicate tutto questo per l'infinità dell'universo. Milioni di stelle e galassie. Milioni di altre realtà, altre esperienze e conoscenze che non acquisiremo mai. Ma non è ancora finita. Immaginare altre dimensioni, altri luoghi anche immateriali ma comunque reali. Aggiungete ancora tutto quello che non sappiamo, quello che pensiamo di non sapere sulla realtà, sulle altre realtà. A cosa c'è olte l'universo, a cosa c'era prima di esso. Moltiplicate ancora ed ancora, poi ancora infinite volte. In tutto questo, in tutto questa realtà talmente grande che la nostra immaginazione ritenuta da tanti infinita non riesce a contenere nemmeno per un attimo. In tutto questo, pensate davvero che qualsiasi cosa non esista ?
sabato, marzo 11, 2006
Ora di Corano
Il corano nelle scuole ?
Credo vivamente che nessuno si lamenti per una simile scelta !
Penso sia fantastico l'aggiunta dello studio di un testo sacro tanto importante nelle ore scolastiche,
non solo perché così le nuove generazioni potranno apprendere le origini di una cultura finalmente diversa dalla nostra ma soprattutto da quella americo-occidentale, ma anche perché tramite i figli, anche i genitori forse possono apprendere qualcosa di più sull'Islam.
Dal canto mio il corano l'ho scaricato da internet almeno un anno fa; non che l'abbia letto tutto (Non ho letto tutta nemmeno la bibbia), però mi sono divertito a cercarci sopra delle parole o delle frasi, nomi di persona e luoghi importanti.
Interessante che in tutto il corano le parole "Guerra Santa" "Uccidere" ed "infedele", praticamente non appaiono, se non in modo del tutto "innocente"; dal quel punto di vista la bibbia è estremamente più cruenta, soprattutto la parte del Dio-incazzato-nero.
Insomma qualcuno ha ben pensato che il corano potesse finalmente interessare a qualcuno nelle scuole, ed ha pensato bene ... non sia mai a qualcuno piaccia più del cattolicesimo ;)
E a chi vaneggia sulla nostra "cultura nazionale" o sulla "perdita delle radici" non dico niente di serio, tanto che vuoi che capiscano !
Credo vivamente che nessuno si lamenti per una simile scelta !
Penso sia fantastico l'aggiunta dello studio di un testo sacro tanto importante nelle ore scolastiche,
non solo perché così le nuove generazioni potranno apprendere le origini di una cultura finalmente diversa dalla nostra ma soprattutto da quella americo-occidentale, ma anche perché tramite i figli, anche i genitori forse possono apprendere qualcosa di più sull'Islam.
Dal canto mio il corano l'ho scaricato da internet almeno un anno fa; non che l'abbia letto tutto (Non ho letto tutta nemmeno la bibbia), però mi sono divertito a cercarci sopra delle parole o delle frasi, nomi di persona e luoghi importanti.
Interessante che in tutto il corano le parole "Guerra Santa" "Uccidere" ed "infedele", praticamente non appaiono, se non in modo del tutto "innocente"; dal quel punto di vista la bibbia è estremamente più cruenta, soprattutto la parte del Dio-incazzato-nero.
Insomma qualcuno ha ben pensato che il corano potesse finalmente interessare a qualcuno nelle scuole, ed ha pensato bene ... non sia mai a qualcuno piaccia più del cattolicesimo ;)
E a chi vaneggia sulla nostra "cultura nazionale" o sulla "perdita delle radici" non dico niente di serio, tanto che vuoi che capiscano !
lunedì, marzo 06, 2006
Lei

Mi chiedo come tu faccia ad avere tutta la tua forza.
Tutta la tua energia che ti illumina la pelle, tutta quella purezza che spazza via ogni ombra.
Tu ci vivi in mezzo e non ti sembra nemmeno di vederla; tanti la scorgono e si girano dall'altra parte perchè feriti dal confronto, altri la combattono per soffocarla, altri come me ci si coprono, scaldandosi dentro al tuo cuore.
Per te invece questa magia è invisibile, ammiri tanta gente senza capire quanto loro ammirino te, non ti piaci quando al mondo non c'è nulla di più bello, sei triste per problemi che ad altri scivolano di dosso solo a guardarti; ma tutta la tua tristezza non offuscherà mai il candore della tua anima, e il mondo si scioglie come neve al sole sotto ai tuoi passi.
Sei una torcia buttata nel buio, una fiamma nella notte.
Non c'è sogno o concetto che ti eguagli, non c'è parola che ti raggiunga, non c'è sguardo che sia degno della tua figura.
Sei un angelo che inconsapevole di se stessa vaga per il mondo fingendosi mortale, sei una dea che caduta sulla terra si crede una ragazza.
Questo è quello che tu sei, e il mio voto è fartelo scoprire.
ti amo.
Tutta la tua energia che ti illumina la pelle, tutta quella purezza che spazza via ogni ombra.
Tu ci vivi in mezzo e non ti sembra nemmeno di vederla; tanti la scorgono e si girano dall'altra parte perchè feriti dal confronto, altri la combattono per soffocarla, altri come me ci si coprono, scaldandosi dentro al tuo cuore.
Per te invece questa magia è invisibile, ammiri tanta gente senza capire quanto loro ammirino te, non ti piaci quando al mondo non c'è nulla di più bello, sei triste per problemi che ad altri scivolano di dosso solo a guardarti; ma tutta la tua tristezza non offuscherà mai il candore della tua anima, e il mondo si scioglie come neve al sole sotto ai tuoi passi.
Sei una torcia buttata nel buio, una fiamma nella notte.
Non c'è sogno o concetto che ti eguagli, non c'è parola che ti raggiunga, non c'è sguardo che sia degno della tua figura.
Sei un angelo che inconsapevole di se stessa vaga per il mondo fingendosi mortale, sei una dea che caduta sulla terra si crede una ragazza.
Questo è quello che tu sei, e il mio voto è fartelo scoprire.
ti amo.
Iscriviti a:
Post (Atom)