venerdì, marzo 19, 2010

yantra

giovedì, marzo 18, 2010

L'arte della sicurezza in moto

"Quando accade un incidente mortale, si dice spesso che si è trattato di una fatalità, lasciando così intendere che il fatto che quella persona dovesse morire in quel momento e in quel luogo fosse inevitabile, perché scritto da qualche parte nell’imperscrutabile disegno divino.
Se poi l’incidente di cui si parla riguarda un motociclista, ecco che nei commenti della gente comune traspare anche, più o meno esplicitamente, il fatto che tutto sommato quel tipo se la fosse pure cercata, visto che andava in giro su un mezzo così pericoloso.
Molti la pensano in questo modo. I fatalisti arrivano addirittura a fregarsene delle regole, delle cinture di sicurezza, degli airbag, dell’ABS, delle gomme lisce e sgonfie e di tutte le altre amenità del genere, perché nessuna di esse può avere alcun effetto nell’evitare la decisione divina.

Non è un caso che la parola “incidente” sia così definita dai dizionari:
- “fatto che viene improvvisamente a interrompere il corso, il procedere regolare di
un'azione; comunemente il termine è usato per indicare infortunio, disgrazia, sinistro”
- “avvenimento inatteso che turba il corso di eventi previsti; infortunio, sciagura”

Quindi un evento sostanzialmente imprevedibile, una sorta di fulmine a ciel sereno che piomba sulla normalità, interrompendone il corso.
Ma di solito un incidente è tutt’altro che imprevedibile, perché in realtà esso
non è altro che la conseguenza di una catena di errori commessi da tutte le parti coinvolte, ivi compresa quella che secondo il Codice della strada avrebbe ragione.
Il fato e la sfortuna all’atto pratico non esistono, perché la stragrande maggioranza degli incidenti non dipende da loro. Sfortuna potrebbe essere un ponte che crolla mentre lo si percorre, o un aereo che cade sulla propria testa, o un ictus alla guida: eventi unici, più che
rari. Tutto il resto è solo il frutto d’impreparazione, imprudenza o disattenzione di tutte le parti coinvolte in un incidente.
L’uso della parola “incidente” è dunque fuorviante; da qui in poi eviterò quindi di usarla e adotterò al suo posto il termine “collisione”. E proprio di questo si tratta, di un contatto violento tra un veicolo e un’altra cosa, che può essere un altro veicolo, un oggetto fisso (un ostacolo, la strada) o una persona: non più un fatto accidentale e imprevedibile, ma il risultato
di errori evitabili.
"

Il testo completo è scaricabile gratuitamente qui:
http://www.visionzero.org/blog/arte-della-sicurezza-in-moto/

mercoledì, marzo 17, 2010

Autostima

Cos'è quella cosa che nel momento in cui
sostieni di averla molto probabilmente non la hai già più ?
Sbagliato.
E' l'autostima.
Autostima è una parola fantastica.
Auto sta per auto. Cioé una cosa che si fa da sola. Una masturbazione mentale, insomma.
Stima sta per ammirazione, apprezzamento, fiducia, rispetto, considerazione e piacenza.
No, non la città.
Insomma, l'autostima è quella cosa che ti porta a pensare "Ah però, non sono poi tanto male".
Ed anche "Credo proprio di aver ragione io".
L'autostima non è però un alleata preziosa. E' volubile come una gatta randagia e perigliosa come
una siringa di eroina preparata da un tossico.
L'autostima è una meravigliosa e potente auto sportiva che guidi con un piacere tale da renderti conto di stare veramente correndo solo quando ti spalmi su di un palo della luce.
Ed anche i danni sono più o meno gli stessi.

Diciamo la verità: La maggior parte della gente l'autostima non sa nemmeno dove stia di casa.

Siamo pronti ad idolatrare qualsiasi cosa mostri un minimo di iniziava con remunerazione sociale. Se sei una star, uno status-symbol, è probabile che la tua intera immagine si fondi su una consolidata sicurezza; una granitica e pesante convinzione; una autostima con i contro cazzi che sprizza determinazione da tutti i pori.
Ma quanti di noi sono star e celebrità ? Meno del 70%.
Se escludiamo anche quelli che SI SENTONO una star, si scende a meno del 3%.
Se poi togliamo anche youtube ed il televoto, i divi di oggi sono sotto l'1% della popolazione, e sicuramente nessuno di loro sta leggendo le mie boiate quindi non mi rivolgerò a loro.

Cosa si può fare quando l'autostima non te la crea una equipe di neolaureati in scienze della comunicazione (Alias la facoltà di canale5) ? Lasciatemelo dire: E' veramente dura.
Ovviamente non parlo per me, che di autostima ne ho anche troppa (Azz, ci sono cascato!).

L'autostima la si cerca per tantissimo tempo. Alcuni per sempre.
Altri sono convinti di esserci nati dentro, ma spesso si confondono con la boria.
E' difficile comunque ottenerne una degna del suo nome.
La difficoltà di raggiungere un livello soddisfacente di autostima è direttamente proporzionale alla quantità e qualità di pressioni al quale si viene sottoposti dal mondo esterno.
In parole più semplici, più ti viene sbattuto in faccia come gli altri vorrebbero tu fossi, più diviene difficile riuscire ad accettarsi come si è realmente.
Per questo motivo le donne partono molto più svantaggiate. No, non ci provate; non c'è nemmeno paragone.

Come dicevo, comunque, l'autostima è una bastarda che più ti manca e più la vuoi; fermo restando che solo quando smetti di ricercarla si può iniziare a pensare di averla trovata.
Ma allora come si cerca una cosa che non si può trovare in tal modo ?
Semplice: Nel modo sbagliato.
Incapaci di costruirsi una identità complessa, si sceglie di sostituirla con una prefabbricata.
Uno stereotipo. Anzi più spesso lo stereotipo di uno stereotipo, come un/una fan sfegatato/a di Tiziano Ferro (Esiste ancora ?) o di Scamarcio (Si, questo purtroppo esiste ancora).

Peccato che il rispetto per sé stessi è un valore insostituibile. Quindi giù ad osannare ed emulare, tanto non serve a niente.
A scanso di equivoci vorrei aggiungere che non serve a niente nemmeno curare il proprio aspetto fisico.
Nemmeno comprarsi un macchinone.
Nemmeno rimorchiare "Miss Scalo di Grisolia '08".
Nemmeno laurearsi in Giurisprudenza per poi fare la cassiera alla SMA.
Nemmeno dimagrire, usare parole come "Cool" o "Sfigato", andare due giorni a Londra per dire che "Questa estate sono stato in Gran Bretagna" e nemmeno, cazzarola, nemmeno fare 80 livelli a World of Warcraft in meno di 52 ore.

Il succo del discorso è che se volete veramente riuscire a trovare voi stessi, dovreste iniziare fregandovene di tutto questo.

Una persona illuminata è una persona che ha raggiunto la pace dei sensi. Pertanto non ha più bisogno di nulla che la società potrà offrirgli. Ergo, della società non gliene fregherà assolutamente più nulla.
Volete essere voi stessi ? Smettetela di ascoltare gli altri. Tabula rasa.

Lo so, alla fine di questo testo vi aspettavate un concetto meno banale.
Avremmo potuto stupirvi con effetti speciali; con massime ultraterrene della serie "E' tutto intorno a te", ma no.
No perché il concetto è semplice. Perché semplici sono quasi tutte le risposte sull'essere.
Per questo ci piacciono così tanto i sempliciotti alla Goku o alla Forest Gump. Per questo lo Zen ci sembra una figata ed ascoltare i Nirvana fa tanto "uomo vissuto dentro".
Quindi se volete sta' cappero di autostima, semplicemente smettete di pensarci.
amen !


lunedì, marzo 15, 2010

Aiutaci tu !

Oggi mi sono trovato questa nota su un TT ... sono svenuto XD

P.S: Viste le lamentele mi vedo costretto a spezzare una lancia in favore dei miei colleghi che NON sono così impediti da non saper usare yum. Il problema però riguardava l'applicativo Matlab che restituiva l'errore della libreria mancante nonostante fosse già presente nel sistema ...
Ovviamente ora è risolto :P

venerdì, marzo 12, 2010

vita di ufficio

Dopo un certo numero di mesi nei quali mi trovo ad occupare il mio tempo presso un ufficio, è mia abitudine fermarmi per fare il punto della situazione; una sorta di training autogeno concentrato in un paio di minuti.
Minuti importanti, per quel che penso.

L'ufficio è un luogo strano. Per i Dylandoghiani può essere un inferno sulla terra, ma in realtà si tratta più che altro di un mondo parallelo in cui le leggi sociali come noi le conosciamo mutano lentamente nel tempo, in maniera subdola, uniformandosi a quel modello di subordinazione tanto caro alla nostra umana natura troglodita.
All'interno di un ufficio le persone non sono più simili. E' impossibile esserlo. Ci si definisce come colleghi, ovvero persone accumunate da una mansione lavorativa, ma essi non sono altro in realtà di figure sottomesse ad altre figure, ognuna intenta a preservare il proprio ruolo all'interno di quell'enorme catena alimentare chiamata lavoro dipendente.
Quando si viene assunti, ognuno di noi si sente una persona. Essa ha un valore intrinseco che gli consente pari dignità e diritti, ed il luogo di lavoro altro non è che il posto nel quale si svolgono le proprie mansioni.
Basta un pò di tempo, però, che tale percezione svanisce per venire sostituita da una forma di identità più complessa. Non si è più una persona ma una posizione. Gli altri non vanno più valutati in base alla loro natura ma sul loro contratto, sulle loro amicizie, sulla gerarchia che regola la vita professionale che ormai è divenuta la vostra intera vita e non più quella misera porzione che voi guardavate con distacco fino a qualche mese prima.
Senza questi due minuti credo non mi salverei dalla sindrome da ufficio.
Se non mi fermassi un attimo per ridimensionare le cose prima che sia troppo tardi, finirei per esserne fagocitato, inglobato in quel mondo distorto in cui si deve tener conto di chi si saluta, a chi ci si rivolge, a come muoversi e come parlare.

E' come possedere l'unico anello di Tolkien. Dapprima si tratta solo di un anello e tutti sappiamo come dovremmo utilizzarlo, ma in seguito diventa la nostra vita, la nostra anima, tutto ciò che abbiamo, e faremmo di tutto per difenderlo. Accetteremmo qualsiasi cosa.
Se si è in grado di fare questo, probabilmente si farebbe anche cariera, ma io non ne sono in grado, e ne sono veramente fiero.
Continuerò a prendermi questi due minuti, facendoli diventare anche quattro, se avrò voglia.
Si vive una volta sola.

lunedì, marzo 08, 2010

martedì, marzo 02, 2010

mercoledì, febbraio 24, 2010

Spam!

Ogni giorno digitiamo su internet circa un milione di parole.
Usiamo i motori di ricerca, le chat, i blog.
Commentiamo, aggiorniamo, scarichiamo.
Se usate facebook, tutto il materiale da voi inserito diventa proprietà di facebook e può utilizzare tali dati come meglio crede.
Se usate Gmail, ogni mail ricevuta o spedita viene scandagliata da Google, ed utilizzata per ricerche di mercato, sondaggi televisivi e statistiche giornaliere.
Se usate Chrome, tutto ciò che battete sulla tastiera viene letto da un nerd occhialuto pieno di soda dentro uno scantinato a Montainview.
Se usate e-bay, il log dei vostri acquisti o anche solo degli oggetti che scegliete di tenere sotto controllo può essere utilizzato da e-bay per fornire specifiche segnalazioni sulla vostra mail.
E se ogni tanto vedete qualche video su youtube, lasciamo stare ...
Insomma, il controllo è assoluto. Internet sa chi siamo, sa cosa mangiamo, cosa amiamo e soprattutto sa cosa compriamo.

Allora ... perché cavolo oggi mi è arrivata una mail che dice "Compra il nuovo freelander: Da sole 375€ al mese!" ...


MI STAI A PRENDE PER IL QIULO ?????!!!!!!!!!!

venerdì, febbraio 12, 2010

Snow!




Ecco la neve a Roma vista dal mo ufficio proprio oggi :D
Bellerrima !!

Bertolaso


C'è un certo sottile piacere ad avere un posto di lavoro tanto chiaccherato come la protezione civile.
Terremoti di qua, alluvioni di là, Haiti, Abruzzo, G8, etc. etc.
Ma soprattutto:
Bertolaso l'eroe. Bertolaso che le dice agli USA. Bertolaso che diventerà ministro.
Ed infine:
Bertolaso corrotto. Bertolaso che va a prostitute. Bertolaso da buttare giù.

E pensare che prima di lavorare qui non sapevo nemmeno chi fosse ... XD

Insomma, l'ascesa e la caduta repentina di un uomo che, in fin dei conti, pur non essendomi simpatico "A pelle" non mi sembrava proprio il tipico politico mangiasoldi.
Ma che lo sia o meno adesso fa poca importanza. Ormai si tratta di una manovra mediatica abbastanza grossolana.

La protezione civile è del tutto fuori norma. Si può proclamare lo stato di emergenza (Terremoti, maltempo ...) o lo stato di "Grande evento" (G8, etc.) praticamente su qualsiasi cosa senza che ci sia possibilità di replica.
Una volta che un grande evento è classificato come tale, la protezione civile può per suo mandato fare delle cose che i ministeri o l'esercito si sognerebbero soltanto.
Ad esempio può erogare fondi statali senza limite e senza tenerne una vera traccia se non a livello interno, può emanare leggi in un solo giorno con una validità estesa, può prelevare uomini e mezzi da polizia, carabinieri, aeronautica, marina e chi più ne ha più ne metta.
Insomma, può fare quello che gli pare ... e la cosa giustamente non è del tutto corretta.

Ma Bertolaso è un eroe. L'uomo che ha salvato L'Aquila, che ha sventato pandemie ed alluvioni e guarito la cecità mentre moltiplicava i pani ed i pesci.
La protezione civile sarà anche una potenza smisurata, ma fintanto che si trova nelle mani di un messia come Bertolaso, chi vuoi che si lamenti ? Anzi, si loda la mancanza di burocrazia ad ogni livello, la velocità con la quale si interviene senza che nessuno si chieda il "Come" od il "Perché".
Se qualcuno volesse attaccare la protezione civile, di certo dovrebbe attaccare Bertolaso; e guarda caso è proprio quello che è stato fatto.

Nel giro di una settimana, al nuovo eroe dei due mondi è arrivato un avviso di garanzia per concorso in corruzione. Si sono intercettate telefonate che hanno portato al titolo di "Bertolaso va a puttane", o anche "Festini sexy hard per Bertolaso".
Se le escort non avevano attaccato più di tanto con Berlusconi, che a guardarlo tutti si aspettano che gli tocchi solo pagare per vederla un pò; con Bertolaso la cosa può fare la differenza.
Arrivano perquisizioni, arresti di massa, accuse a destra ed a manca. E quando anche Bertolaso sarà uno dei tanti politici corrotti, uno dei tanti stronzi che vive nell'oro e sperpera i soldi dei contribuenti in festini hard e favori agli amichetti, allora attaccare la protezione civile non sarà più tanto blasfemo.

Non significherà più spezzare la spada ad un eroe ma togliere il mitra ad un pazzo egoista. E la gente non solo non si lamenterà, ma penserà anche che sia stato un provvedimenti giusto.

Per quanto riguarda me, sono d'accordo con la massa. Concordo che la protezione civile vada regolamentata, concordo che il provvedimento che la farebbe diventare una s.p.a. appaia come una cazzata e concordo che Bertolaso (Ma anche gli altri) dovrebbero aprire gli occhi su come vengono gestite le cose che coinvolgono dai 50.000€ in su, perché sono SOLDI !

Certo che se per ottenere tutto questo bisogna gettare fango tirando in mezzo le solite prostitute perché il popolino si scandalizza solo con il sesso, un pò mi sento disgustato.
Non può farmi piacere essere preso per il culo così, e credo che se più gente ci prestasse attenzione, non farebbe piacere nemmeno a loro.

P.S. Comunque un po' di ripercussioni ci sono anche qui :)
Stamane è arrivato proprio Bertolaso per trasferirsi alla sede di Vitorchiano, quindi bisognerà scattare sull'attenti un po' più spesso ...

Paura delle cimici ? :D


lunedì, febbraio 08, 2010

Dimmi cosa guidi ...

Pokerissimo

Eccomi a voi come il nuovo campione di poker della Domenica sera a casa mia.
Se pensate che non sia granché come titolo, immaginate a quello che hanno rimediato gli altri partecipanti ...

Il piatto era di 5€ a testa.
Preparo il tavolo, calcolo le fiches, controllo le carte. Ci sediamo tutti quanti e si
ripassano le regole (Mii, come siamo pro !!).

Prima mano di buio. Edo apre con circa il 50% del budget. O_o

"Eeedo, ma dai non puoi giocare così pesante! Altrimenti esci subito e giochiamo solo in tre!"
"Aoh, lasciame fa'"

Scende già il Flop.
Edo fa All in -_-

"Ma dai Edooo!!"
"Sshh, ma lo so quello che faccio!!"
"Ma cacchiarola c'è solo il Flop caxxo ci avrai mai per essere così sicuro ?!?"
"Mo' vedi, mo' vedi!"

Stefano esce.
Io esco.
Alessia ... vede!

Edo: "Azz, mi ha fregato"

Tristezza infinita. Edo esce al primo giro -_-
Vabbé, per amor del gioco ha messo altri cinque euro ed ha continuato a giocare (Ed a perdere) per tutta la serata XD

Non si smentisce mai :D

Per il resto è stato tutto molto divertente. E' solo durata un pò poco perché abbiamo iniziato tardi, ma non vedo l'ora di rigiocare. Sarà perché ho vinto tutto io ? ;)

sabato, febbraio 06, 2010

Due ricche porzioni

"Due ricche porzioni" (http://duericcheporzioni.wordpress.com/) è un blog divertente, utile, truce come la carta vetrata e sincero
come un bambino davanti ad un film osé anni 80.
Consigliatissimo per farsi quattro risate, ma assolutamente non vicino ai pasti ;)

Per l'occasione riapro anche i link ai blog preferiti, ma visto che sono morti non rimetto quelli dei compagni (Sono morti i blog, non i compagni !).

giovedì, febbraio 04, 2010

Pocker game

Ultimamente mi sto interessando al pocker .. al texas hold'em come va di moda in questo periodo ;)
Ecco un giochino divertente con il quale si può giocare senza spendere una lira ...
Non lavorate troppo, mi raccomando !! XD

http://www.newestgames.us/games/pokersaloon.swf

Mi illumino di meno

Ecco che arriva un'altra grande giornata all'insegna dell'ecologia e del rispetto dell'ambiente, la fantastica "M'illumino di meno".
Gran bello slogan, non c'è che dire, e gran bella presa per il culo.
Anche se può sembrare che queste iniziative siano opere illuminate (hihi), in realtà provocano più danno che altro.
Mi spiego meglio:

Parlando dal mero punto di vista scientifico, non c'è nessun guadagno tangibile che può derivare dallo spegnimento simultaneo di tutte le luci (Fossero anche veramente tutte le luci d'Italia) rapporto allo spreco infinito di energia che un semplice GP del Qatar produce.
Ovvero, anche spegnendo tutte le luci di tutta Europa per 6 giorni interi, non si avrebbe il benché minimo guadagno sul danno che crea una nazione come la Cina (O gli USA) in un solo giorno.
I dati ve li potete tranquillamente trovare su internet, o ancora meglio li potete estrapolare con semplici funzioni algebriche.
Per quanto riguarda l'Ecologia, quella con la E maiuscola, quindi, questa iniziativa è quasi priva di senso.
Della serie, al pianeta terra serve aria e noi proviamo a dargliela soffiandoci sopra una volta all'anno.

Ma dal punto di vista morale ?
In teoria queste iniziative dovrebbero svegliare le coscienze. Potrebbe essere un invito a preoccuparsi del nostro pianeta sia per i grandi che per i più piccoli.
Può essere un segnale collettivo che il pianeta ci sta a cuore, può essere una educazione per le nuove generazioni.
Magari tra, chessò, trecento anni, i nostri pronipoti avranno capito il gesto e si prodigheranno per essere più ecologisti di quanto non siamo noi ora.

In realtà, tutto questo non fa altro che allungare il problema.
Seguitemi: Se ti trovi su una nave che affonda, inizierai a buttare l'acqua fuori bordo con il tuo secchiello.
Se sei un ecologista, quel secchiello sarà bello grosso ed inciterai gli altri a fare altrettanto, non capendo perché invece stiano lì a poltrire.
Ma volete sapere quanto VERAMENTE darai il meglio di te ? Quando l'acqua ti sarà giunta alla gola.
Solo allora non potrai più inventarti scuse. Solo allora non potrai più fare affidamento soltanto sul secchiellod el tuo vicino e non potrai pensare "Vabbé, ma qualcuno verrà di certo a salvarmi prima che affoghi".
Non potrai fregartene.

Ora sulla nave che affonda ci siamo tutti, e la maggior parte di noi è lì a creare nuove falle nello scafo.
Sarebbe il caso che qualcuno andasse lì a dargli due botte in testa, per lo meno starebbe fermo; ma no, noi cosa facciamo ? Gli cheidiamo se gentilmente quelle falle le può fare di 2mm più piccole.
E quando lui lo fa che succede ? CHE LO RINGRAZIAMO! Che lo facciamo sentire utile ed ecologista.
Che lo facciamo sentire a posto con sé stesso.
Che li facciamo i complimenti e gli facciamo credere che quello che fa è giusto, che non è colpa sua se il mondo va a rotoli.
No, lui si illumina di meno.

SVEGLIA !!!

Se volete che la gente smetta di buttare la plastica in mare, incolpatelo di ogni fottuta morte di ogni delfino che ci si impicca.
Se volete che la gente si preoccupi del fumo dell'ozono, fatela incontrare con chi si è preso il cancro alla pelle.
Niente riciclaggio ? Fateli vivere nell'immondizia.
Buste di plastica ? Smaltiscigliele dietro casa.
Elettro-smog ? Spreco di enegia ? CO2 ?

L'ecologia è il prodotto di una mente collettiva più evoluta, che ha capito che il rapporto tra il pianeta e chi lo abita è simbiotico.
L'evoluzione di una mente collettiva, come quella individuale si ottiene in troppo tempo. Tempo che la terra non ha.
Qui non si ha bisogno di evoluzione, si ha bisogno di mutazione. E la scorciatoia è lo schock.
Schockare per risvegliare.

il senso di colpa è un arma potente. Queste iniziative lo assopiscono, lo nascondono dietro ad un gesto inutile ma che fa sentire bene.
La terra non ha bisogno di falsi ecologisti fanatici per un giorno, ha bisogno di veri ecologisti costanti e motivati.
Le iniziative come "M'illumino di meno" non fanno altro che aumentare questa prima categoria, inconciliabile con la seconda.

Detto questo, illuminatevi anche di meno, ma nella testa la lampadina accendetela, per lo meno per illuminare le vostre coscienze.