Nel covo di Al Zarqawi le truppe americane hanno trovato Mutandine e intimo di pizzo ed osé.
Certo che come ogni leader che si rispetti, anche Al Zarqawi sembra se ne freghi altamente del fondamentalismo islamico che professa .. sempre che sia vero ovvio.
Non sono certo pro terrorista, ma gli USA hanno avuto un grande vantaggio nel diffondere la notizia dei "peccatucci" del nemico. E quando chi diffonde una notizia trae beneficio dal farlo, tale notizia diventa tendenziosa ... Personalmente mi è più facile pensare alla solita manovra pubblicitaria americana che ad un fanatico religioso che si porta la biancheria intima occidentale nel bunker con i suoi compagni. Dove l'avrebbe presa senza usare i suoi contatti in Al Quaeda ? bha .. mi frega poco .. se questa "bufala" (forse) serve anche solo a far venire un dubbio a tutti quei deficenti che si fanno esplodere nelle metro, ben venga.
Certo di contradizioni, comunque, l'America se ne intende. Non sto nemmeno qui ad elencarle. Difficile dire se stiamo messi peggio noi o loro su questo punto di vista. Sulle leggi ad personam, sulle differenze di classi mascherate da perbenismo, sul razzismo nascosto dietro la tolleranza, sul maschilismo celato nelle quote rosa.
sabato, giugno 10, 2006
Germania 2006
Ecco ce arrivano i Mondiali, questa estate si guarda il pallone .. o almeno lo guardo io.
Come sapete di calcio non capisco una mazza, non mi sono mai interessato a tifare o anche ad osservare nessuno sport. Non che non ci abbai provato: ho visto qualche partita in tv, sono andato allo stadio ed ho festeggiato quei due scudetti portati a Roma qualche tempo fa (Sia Roma che Lazio), ma non fa per me.
Sono parte di quei tifosi da operetta che si attiva solo durante i mondiali, a tifare l'Italia perché "I mondiali sono i mondiali!".
Lo so che fa un pò ridere, ma in effetti è vero. Tifare l'Italia è forse l'unica cosa che mi fa avvertire "una parvenza di un riflesso di un abbaglio della sensazione" di patriottismo. L'unico momento dove mi giro intorno e posso far finta di pensare che l'essere nati tutti nello stesso posto fa di noi degli amici. So che è una cretinata, ma è una cretinata piacevole e non dannosa, quindi la continuo a praticare.
E poi c'è di mezzo anche il simbolismo; le nazioni che rappresentano nel nostro immaginario degli stili di vita, di pensiero, una storia, un credo, un modo di essere.
Italia vs Francia è diverso da Juventus vs Reggiana ... o forse no, ma la prima la capiscono tutti, la seconda solo i tifosi veri, quelli che seguono ..
Insomma, bandiera alla mano, giochiamo a fare gli italiani, ovvero i tifosi di calcio. Parliamo di fuorigioco, rigori e corner. Strombettiamo ed urliamo per un gol, e disperiamoci per un fallo.
W i mondiali! (Per Moreno: abbasso la Germania).
Come sapete di calcio non capisco una mazza, non mi sono mai interessato a tifare o anche ad osservare nessuno sport. Non che non ci abbai provato: ho visto qualche partita in tv, sono andato allo stadio ed ho festeggiato quei due scudetti portati a Roma qualche tempo fa (Sia Roma che Lazio), ma non fa per me.
Sono parte di quei tifosi da operetta che si attiva solo durante i mondiali, a tifare l'Italia perché "I mondiali sono i mondiali!".
Lo so che fa un pò ridere, ma in effetti è vero. Tifare l'Italia è forse l'unica cosa che mi fa avvertire "una parvenza di un riflesso di un abbaglio della sensazione" di patriottismo. L'unico momento dove mi giro intorno e posso far finta di pensare che l'essere nati tutti nello stesso posto fa di noi degli amici. So che è una cretinata, ma è una cretinata piacevole e non dannosa, quindi la continuo a praticare.
E poi c'è di mezzo anche il simbolismo; le nazioni che rappresentano nel nostro immaginario degli stili di vita, di pensiero, una storia, un credo, un modo di essere.
Italia vs Francia è diverso da Juventus vs Reggiana ... o forse no, ma la prima la capiscono tutti, la seconda solo i tifosi veri, quelli che seguono ..
Insomma, bandiera alla mano, giochiamo a fare gli italiani, ovvero i tifosi di calcio. Parliamo di fuorigioco, rigori e corner. Strombettiamo ed urliamo per un gol, e disperiamoci per un fallo.
W i mondiali! (Per Moreno: abbasso la Germania).
martedì, giugno 06, 2006
Natural born killers

Cos'è la sindrome di Klinefelter ? è una anomalia genetica dovuta alla presenza di un cromosoma del sesso in più. Ogni essere umano possiede una coppia di cromosomi che ne identifica il sesso: le femmine hanno due cromosomi uguali X (XX), mentre i maschi possiedono due cromosomi diversi XY.
Trovo sempre molto buffo questa cosa: per secoli e secoli gli uomini hanno denigrato, punito, picchiato ed ucciso le donne perché ritenute responsabili di un mancato primogenito maschio o di un figlio maschio in generale, mentre il problema era tutto loro. Infatti nella scelta del sesso di un feto, i cromosomi dei genitori si mischiano tra loro, ma serve un cromosoma Y per creare un maschio; cromosoma che solo l'uomo può fornire.
Ma cosa succede quando un cromosoma in più è presente in un individuo ? ovviamente dipende da quale cromosoma si tratta.
Se il cromosoma in questione è quello X, allora il feto sarà una femmina con tre cromosomi XXX.
Per sua fortuna, comunque, non diventerà Vin Diesel, ma una cosidetta "Superdonna".
Non è uno scherzo; le donne con tre cromosomi XXX sono chiamate di consueto in tal modo perché presentano delle caratteristiche comuni particolari: Sono più alte, hanno un seno più prosperoso, dei muscoli più tonici etc.
Oltre a tali differenze fisiche marginali, comunque, le "Superdonne" non presentano altra sindrome collaterale.
Un altro caso può essere quello di un maschio XXY. Tali maschi sono appunto affetti dalla sindrome di Klinefelter e possono presentare alcuni problemi fisici nella maggior parte dei casi marginali, e solo in rari casi perfettamente trattabili dalla medicina moderna.
Il problema nasce quando il cromosoma in più si trova in un uomo, ovvero quando si ha la combinazione XYY, da qui il titolo del post.
Il cromosoma Y aggiunto non sembra comportare nessun problema su un individuo, se non una tendenza verso una psicologia violenta e criminale. Sembra fantascienza, ma la biologia in questo caso sembra incidere fortemente sull'indole di un individuo, indipendentemente sulla sua crescita sociale-emotiva.
Verso l'inizio degli anni '80 si sono condotti studi approfonditi verso la correlazione presente tra i soggetti XYY e gli episodi criminali che li distinguevano.
Secondo ciò che è trapelato da questi studi, su un campione di centinaia di migliaia di soggetti criminosi, una fetta pari all'75% presentava il carattere XYY. Di questo 75%, la quasi totalità era stata condannata per crimini violenti quali stupro od omicidio, e molti di questi erano assassini seriali.
Il cromosoma Y aggiunto è stato quindi soprannomminato il "gene del male".
Proprio negli anni soccessivi a tali scoperte, uscirono molti film e libri che riguardavano tale tema, proprio perché una simile rivelazione poteva in parte sconvolgere il mondo scientifico e sociale.
Il risultato fu che tali studi furono soppressi.
Perché ? è presto detto. Non solo tali studi avevano un valore commerciale molto marginale, ma più che altro avevano un potenziale socialmente ditruttivo del 100%. Immaginate infatti un mondo nel quale un individuo possa essere considerato colpevole o meno in base al suo profilo genetico. Un mondo simile a quello descritto in Gattaka, ma molto più cruento.
"Un uomo è innocente fino a prova contraria" dice un saggio testo, ma se è il nostro stesso sangue a tradirci alla nascita, come si può dimostrarsi innocenti avendo scientificamente contratto il "male" durante la gestazione ?
Una simile verità non potrebbe mai incastrarsi con la struttura sociale da noi adottata.
Per parere personale, comunque, non ritengo possibile una simile certezza. Infatti nessun essere umano può essereritenuto colpevole in base ad un test medico. Probabilmente può essere vero che un soggetto XYY abbia maggiori impulsi negativi di un uomo normale, ma questo non significa che sappia resistergli altrettanto bene o anche meglio.
Il punto è un altro: Se la nostra struttura sociale può avere la meglio su una qualsiasi verità scientifica, allora il nostro modo di vedere il mondo e di convivere tra noi tenderà sempre a rimanere immutato. Siamo come struzzi che una volta scoperta una verità troppo grande la ignorano, nascondendosi sotto la sabbia (Che poi non lo fanno MAI, chissà dov'è uscita sta cazzata ??).
Ma la verità è più forte di qualsiasi briglia, e sa attendere fino alla nostra maturazione.
Un giorno l'uomo sarà pronto per affrontare le prore conoscenze, e quello sarebbe un giorno che ci terrei tanto a vedere, e che probabilmente vedrò (teoria del punto OMEGA che vi spiegherò in seguito).
lunedì, giugno 05, 2006
Due mucche
Cosa succede se hai due mucche in un GdR ? Dipende dal GdR ...
Il richiamo di Chtulhu
Il tuo personaggio ha due mucche. Perde 1d3 sanità quando scopre che hanno le mammelle.
AD&D
Il tuo personaggio ha due mucche. Stabilisci la razza, quindi consulta "Bovine features" per scoprire che latte fanno. Compra il manuale "Farms and other civilizations" per le regole sulla mungitura. Se il Master lo permette, diventa un druido con il "Cow boy pack" (sottoclasse per umani e hobbit).
Rolemaster
Il tuo personaggio ha due mucche. O le rivende subito, o morirà entro un anno con un Errore Critico sulla tabella "Mungere mucche" (Critico A-66: "La mucca starnutisce e tu cadi sul secchio. Perdi 3 punti ferita ogni round, oppure soffochi.)
GIRSA
Il tuo personaggio ha due mucche. Come sopra ma in quell'anno il tuo personaggio è inseguito da Nazghoul.
Ammo
Il tuo personaggio ha due mucche. Le uccide entrambe e ottiene i punti esperienza di un demone minore, senza sforzo.
Magic ("Farm Age")
Estrai due mucche (0/1 - pack). Tappa la mucca per ottenere "Secchio di latte". NOTA: per tappare la mucca, metterla a zampe all'aria. Attenzione, perchè in questa posizione e facile schizzarsi il latte in faccia.
Gioco di Ruolo dal Vivo
Il tuo personaggio ha due mucche. Nella prossima carica di orchetti ci saranno quattro comparse in meno (sono impegnate a fare le mucche). E' vietato mungerle o colpirle in testa.
On stage!
Il tuo personaggio ha due mucche. "Muuuuuuh!" "Muuuuuuh!"
Marvel Super Heroes
Il tuo personaggio ha due mucche. Donandone il latte ad un orfanotrofio guadagna più punti esperienza che sconfiggendo Destino. Raddoppia se lo fa con umorismo.
Teenager mutant ninja turtles (Palladium)
Il tuo personaggio ha due mucche. Si mungono da sole.
Palladium Fantasy
Il tuo personaggio ha due mucche. Di solito, una è psionica.
Time lords
Il tuo personaggio ha due mucche. Ottiene Sl = Tmh/2 * Cmq * (aa/ef) al giorno. Dove Sl sono "Secchi di latte" (5,29 lt), Tmh è il tempo dedicato alla mungitura (in ore), CmQ è la capacità produttiva della mucca in un giorno, aa è l'abilità dell'allevatore (espresso come un numero da 0 a 1) e ef è l'entropia della fattoria (espressa come sopra, misura le perdite di tempo secondo la tabella 15b).
Champions (Hero System)
Il tuo personaggio ha due mucche. Con 5 punti ne ha 4. Con 10, ne ha 8. Con 15, ne ha 16. Con 100 punti fa concorrenza alla Svizzera.
Heroes Unlimited (Palladium)
Il tuo personaggio ha due mucche. Ognuna ha 150 SDC. Per macellarle occorrono due giorni. Molto meglio mungerle.
Paranoia
Il tuo personaggio ha due mucche. Prima che capisca cosa farne, il Computer lo ha terminato, e nega l'esistenza delle mucche.
Star Trek
Il tuo personaggio ha due mucche. La Federazione le riconosce come individui. Non puoi mungerle senza il loro permesso. Non puoi macellarle se loro non ti attaccano per prime.
Stormbringer
Il tuo personaggio ha due mucche. Una la vincoli nella tua spada e la seconda muore prematuramente mentre cerca di evocare un semplice elementale e compare al suo posto un demone maggiore. Non ci rimani troppo male, tanto il tuo immenso potere deriva dalla classe che hai tirato: il mendicante.
Toons
Il tuo personaggio ha due mucche. Se ne trova una terza, possono giocare a bridge.
Vampiri
Il tuo personaggio ha due mucche. Insieme hanno un sacco di punti sangue, ma fa schifo. Meglio ripiegare su una pastorella dei balcani.
Warhammer Fantasy
Il tuo personaggio ha due mucche. Le ha comprate per passare da Monello di Campagna a Bovaro, e le rivenderà appena ottiene i punti esperienza per diventare Domatore di Suini.
Cyberpunk
Hai due mucche, vai per mungerle, ma il latte acido rovina il secchio.
All'interno del tuo stabile irrompono due AV delle corps che sequestrano te e le mucche per "possesso di materiale organico non autorizzato" (autore: MidNight)
TMM
Il tuo personaggio ha due mucche. Se vuoi puoi convincere quello sbruffone di Teenengers alieno che se ne porta una al ballo di fine anno farà un figurone.
Guerre Stellari
Il tuo personaggio ha due mucche. Una segue il lato oscuro.
Legione
Il tuo personaggio ha due mucche. Diventano famose come eroine. Si fanno chiamare le Cow Sisters.
mercoledì, maggio 31, 2006
Forma aliena
Per natura l'uomo ha paura di ciò che è diverso.
Per natura l'uomo cerca di distruggere le proprie paure.
Per natura l'uomo distrugge il diverso.
Questo basilare silloggismo si può subito verificare: noi riconosciamo nostri simili animali di forma umanoide, ma nella nostra piccolezza facciamo differenze anche tra queste, come il bianco ed giallo, o il nero o il rosso. Misuriamo l'altezza, il colore dei capelli e degli occhi; praticamente tutto.
Più un essere vivente si discosta dalla nostra immagine, più paura e repulsione proviamo per esso.
Sulla faccia della terra, gli esseri che meno ci assomigliano sono gli insetti.
Noi non riusciamo nemmeno a comprende il loro comportamento, li riteniamo insulsi e quasi inutili.
Un organismo senza senso.
Gli insetti invece sono la creatura più evoluta sul nostro pianeta. Essi sono rimasti pressocché invariati da quando è nata la terra. Nella preistoria la zanzara aveva gli stessi conotati di adesso, così come l'ape o lo scarafaggio. Questo perché l'insetto possiede un corpo totalmente adatto al suo scopo, non ha bisogno di modificarlo e di evolverlo.
Un insetto in sostanza fa solo tre cose: mangiare, figliare, morire.
Benché questo possa a noi sembrare incomprensibile e stupido, in verità essi queste tre cose le fanno perfettamente. Uno scarafaggio potrebbe sopravvivere senza problemi a qualsiasi guerra nucleare noi possiamo scatenare, e ripopolare il pianeta nel giro di 40 ore.
Ma cosa facciamo quando vediamo un insetto (O almeno cosa fa la maggior parte della gente, perché io evito sempre e comunque) ? lo uccide. O comunque lo attacca.
La sua esistenza grottesca ed "aliena" ai nostri occhi, nell'aspetto e nella mentalità, semplicemente non merita nemmeno di essere. Non ci facciamo nessun problema a sbarazarci di un ragno, perché lo riteniamo infinitamente inferiore a noi e perché il suo aspetto tanto diverso ci fa paura.
Ma se davvero una intelligenza aliena stesse già visitanto la terra, noi ce ne accorgeremmo ?
Quanto diversa sarebbe questa entità ? nella fantascienza moderna siamo abituati ad immaginare un alieno con una forma umanoide, di solito con dei tratti minimali. Ma anche la scienza prevede un essere a misura d'uomo, mentre potrebbe tranquillamente corrispondere alle nostre balene o alle nsotre formiche.
E se quando ci troviamo di fronte ad uno strano insetto volante, in verità stessimo avendo un incontro ravvicinato del terzo tipo ? chi o cosa può dire cosa passi per la testa di una qualsiasi forma di vita ?
La nostra paura per il diverso ci consentirebbe di entrare in contatto con altre forme di vita ? cosa ci sarebbe da biasimare se tali entità decidessero di non mostrarsi a noi ? nulla credo ..
Non siamo pronti, mentalmente siamo lontani anni luce dall'accettarci tra di noi, figuriamoci ad accettare una diversità tale, nonostante i nostri fantastici e nobili propositi opinionisti ed ipocriti.
Nessuna civiltà aliena vorrà mostrarsi a noi nel nostro tempo, e di questo ho una vera tristezza nell'anima ...
Per natura l'uomo cerca di distruggere le proprie paure.
Per natura l'uomo distrugge il diverso.
Questo basilare silloggismo si può subito verificare: noi riconosciamo nostri simili animali di forma umanoide, ma nella nostra piccolezza facciamo differenze anche tra queste, come il bianco ed giallo, o il nero o il rosso. Misuriamo l'altezza, il colore dei capelli e degli occhi; praticamente tutto.
Più un essere vivente si discosta dalla nostra immagine, più paura e repulsione proviamo per esso.
Sulla faccia della terra, gli esseri che meno ci assomigliano sono gli insetti.
Noi non riusciamo nemmeno a comprende il loro comportamento, li riteniamo insulsi e quasi inutili.
Un organismo senza senso.
Gli insetti invece sono la creatura più evoluta sul nostro pianeta. Essi sono rimasti pressocché invariati da quando è nata la terra. Nella preistoria la zanzara aveva gli stessi conotati di adesso, così come l'ape o lo scarafaggio. Questo perché l'insetto possiede un corpo totalmente adatto al suo scopo, non ha bisogno di modificarlo e di evolverlo.
Un insetto in sostanza fa solo tre cose: mangiare, figliare, morire.
Benché questo possa a noi sembrare incomprensibile e stupido, in verità essi queste tre cose le fanno perfettamente. Uno scarafaggio potrebbe sopravvivere senza problemi a qualsiasi guerra nucleare noi possiamo scatenare, e ripopolare il pianeta nel giro di 40 ore.
Ma cosa facciamo quando vediamo un insetto (O almeno cosa fa la maggior parte della gente, perché io evito sempre e comunque) ? lo uccide. O comunque lo attacca.
La sua esistenza grottesca ed "aliena" ai nostri occhi, nell'aspetto e nella mentalità, semplicemente non merita nemmeno di essere. Non ci facciamo nessun problema a sbarazarci di un ragno, perché lo riteniamo infinitamente inferiore a noi e perché il suo aspetto tanto diverso ci fa paura.
Ma se davvero una intelligenza aliena stesse già visitanto la terra, noi ce ne accorgeremmo ?
Quanto diversa sarebbe questa entità ? nella fantascienza moderna siamo abituati ad immaginare un alieno con una forma umanoide, di solito con dei tratti minimali. Ma anche la scienza prevede un essere a misura d'uomo, mentre potrebbe tranquillamente corrispondere alle nostre balene o alle nsotre formiche.
E se quando ci troviamo di fronte ad uno strano insetto volante, in verità stessimo avendo un incontro ravvicinato del terzo tipo ? chi o cosa può dire cosa passi per la testa di una qualsiasi forma di vita ?
La nostra paura per il diverso ci consentirebbe di entrare in contatto con altre forme di vita ? cosa ci sarebbe da biasimare se tali entità decidessero di non mostrarsi a noi ? nulla credo ..
Non siamo pronti, mentalmente siamo lontani anni luce dall'accettarci tra di noi, figuriamoci ad accettare una diversità tale, nonostante i nostri fantastici e nobili propositi opinionisti ed ipocriti.
Nessuna civiltà aliena vorrà mostrarsi a noi nel nostro tempo, e di questo ho una vera tristezza nell'anima ...
Incontri ravvicinati
In merito alla casistica UFO, il dr. Hynek propose una classificazione degli avvistamenti che viene attualmente adottata in tutto il mondo.
Hynek distingue infatti, a seconda del contenuto dei rapporti, 6 tipi base di avvistamento, tre a distanza e tre ravvicinati.
Gli avvistamenti "a distanza" vengono denominati e distinti nel modo seguente:
1) Luci notturne, ovvero fonti luminose di notte viste nel cielo, la cui traiettoria risulta non riferibile né ad aerei, né a palloni-sonda, né a meteore, né a satelliti artificiali e che sovente danno l'impressione di un comportamento intelligente.
2) Oggetti diurni, ovvero corpi di aspetto metallico, di forma prevalentemente circolare, di colore per lo più argenteo, capace di prestazioni che sembrano violare le leggi fisiche conosciute: velocità supersoniche senza produzione del caratteristico"bang", arresti improvvisi, stazionamenti in aria, accelerazioni fulminee virate ad angolo retto senza apparente rallentamento, moti peculiari come oscillazioni, rotazioni, perdite di quota a "foglia morta".
3) Radar-visuali, ovvero apparizioni sullo schermo radar di bersagli ben definiti, non riferibili a malfunzioni radar né a fenomeni atmosferici, con contemporanea percezione visuale, nello stesso punto del cielo esplorato dal radar, di luci od oggetti insolti del tipo descritto nelle due categorie precedenti.
Le osservazioni "ravvicinate" sono quelle fatte a meno di duecento metri di distanza. Esse costituiscono il dato di maggiore interesse offerto dalla statistica UFO, in quanto la vicinanza consente al testimone di percepire il fenomeno nei sui dettagli e rende molto meno plausibile l'ipotesi di un equivoco con un evento di tipo convenzionale.
Hynek distingue tre diversi tipi di "incontro ravvicinato":
Primo tipo: osservazione di oggetto insolito, luminoso, di struttura generalmente circolare, talvolta provvisto di "torretta" o "cupola", silenzioso, o più raramente, emettente un suono simile ad un ronzio o ad un sibilo, capace di stazionare in aria, di atterrare, di decollare con fortissime accelerazioni. L'osservazione non è accompagnata da fenomeni di interazione fra l'oggetto e l'ambiente circostante od i testimoni.
Secondo tipo: il paradigma è uguale a quello del primo tipo, ma con manifestazione di effetti collaterali di interazione con l'ambiente e/o le persone. I più comuni di questi effetti sono:
a) Tracce sul terreno, sottoforma di aree circolari di erba bruciata o piegata a vortice, oppure di buche di vario diametro e profondità disposte secondo schemi geometrici (triangoli, quadrati, ec...). E' famosa la traccia rimasta in Trans-en-Provence (Francia) nel 1981 a seguito di un atterraggio non ben identificato. Un'accurata analisi chimica e biologica di campioni di terreno e di erba prelevati dalla traccia a cura del GEPAN, la commissione ufficiale francese di indagine sugli UFO, oggi ribattezzata SEPRA, ha permesso di stabilire che sul posto si è manifestato un "fenomeno di grande potenza energetica" e di natura sconosciuta.
b) Effetti elettromagnetici, sottoforma di interferenze radio, televisori, bussole, circuiti elettrici di automobili.
c) Effetti luminosi insoliti, quali ad esempio l'emissione ed il riassorbimento lento di luce o fasci di luce, es. caso di Polcanto(Firenze): il testimone, un colono quarantenne, dichiarò di avere assistito, alle tre di notte, all'emissione da parte di un UFO di una luce che avanzava lentamente verso di lui illuminando via via a giorno la zona circostante, e che poi si ritrasse altrettanto lentamente fino ad essere riassorbita del tutto.
d) Effetti sugli animali, sottoforma di terrore, inquietudine, irritazione,(nel caso di Polcanto sopra citato, il cane del testimone rimase abulico e impaurito durante e dopo l'avvistamento e per alcuni giorni rifiutò il cibo, di norma invece il cane era molto vispo e aggressivo.
e) Effetti sull'uomo, sottoforma di paralisi momentanea, senso di soffocamento, ustioni, disturbi fisici vari quali irritazioni agli occhi, nausea, vomito, sonnolenza ed altri.
Terzo tipo: gli "Incontri ravvicinati del terzo tipo", resi popolari da un noto film di Steven Spilberg, riguardano oggetti e fenomeni analoghi a quelli delle due precedenti categorie, ma con contemporanea osservazione di presunti "occupanti".Questi ultimi vengono descritti per lo più come entità animate di aspetto umanoide, di bassa statura (alti poco più di un metro), con il cranio eccezionalmente sviluppato e dal comportamento ambiguo (a seconda dei casi, fuga, aggressività, indifferenza, cordialità ecc....).
E' opportuno precisare che le 6 categorie di avvistamenti individuate da Hynek non implicano l'esistenza di cause generatrici diverse. L'ipotesi di lavoro è che all'origine di tutti i rapporti UFO, quale che sia la categoria loro assegnata, esista un medesimo fenomeno ignoto che appare in modo diverso a seconda di situazioni diverse di osservazione: a seconda cioè che l'avvistamento avvenga di notte e di giorno, ad occhio nudo o tramite strumenti, a maggiore o minore distanza.
La classificazione di Hynek ha fornito agli studiosi un valido strumento di ricerca: da un lato, infatti, consente di individuare facilmente, nella pletora di rapporti, quelli peculiarmente ufologici, e dall'altro offre una base per formulare ipotesi.
Estensione della Classificazione di Hynek
*Quarto tipo: più recentemente, è stato suggerito di fare uso dell'espressione di "incontri ravvicinati del quarto tipo" per definire i casi di "abduction" o rapimento indicante i casi di presunto sequestro di testimoni da parte degli occupanti degli UFO.
*Quinto tipo: o "esogamia" cioe letteralmente, unione biologica con esseri extraterrestri; il termine indica i presunti casi, da quello di Villas Boas in poi, implicanti supposti rapporti sessuali fra soggetti umani e "occupanti di UFO".
** Sesto tipo: morte del soggetto implicato nell'incontro come conseguenza dell'incontro stesso.
** Settimo tipo: indica le conseguenze su un piano mentale al di là della materia esperite in alcuni casi dai protagonisti degli incontri ravvicinati di quarto tipo.
Hynek distingue infatti, a seconda del contenuto dei rapporti, 6 tipi base di avvistamento, tre a distanza e tre ravvicinati.
Gli avvistamenti "a distanza" vengono denominati e distinti nel modo seguente:
1) Luci notturne, ovvero fonti luminose di notte viste nel cielo, la cui traiettoria risulta non riferibile né ad aerei, né a palloni-sonda, né a meteore, né a satelliti artificiali e che sovente danno l'impressione di un comportamento intelligente.
2) Oggetti diurni, ovvero corpi di aspetto metallico, di forma prevalentemente circolare, di colore per lo più argenteo, capace di prestazioni che sembrano violare le leggi fisiche conosciute: velocità supersoniche senza produzione del caratteristico"bang", arresti improvvisi, stazionamenti in aria, accelerazioni fulminee virate ad angolo retto senza apparente rallentamento, moti peculiari come oscillazioni, rotazioni, perdite di quota a "foglia morta".
3) Radar-visuali, ovvero apparizioni sullo schermo radar di bersagli ben definiti, non riferibili a malfunzioni radar né a fenomeni atmosferici, con contemporanea percezione visuale, nello stesso punto del cielo esplorato dal radar, di luci od oggetti insolti del tipo descritto nelle due categorie precedenti.
Le osservazioni "ravvicinate" sono quelle fatte a meno di duecento metri di distanza. Esse costituiscono il dato di maggiore interesse offerto dalla statistica UFO, in quanto la vicinanza consente al testimone di percepire il fenomeno nei sui dettagli e rende molto meno plausibile l'ipotesi di un equivoco con un evento di tipo convenzionale.
Hynek distingue tre diversi tipi di "incontro ravvicinato":
Primo tipo: osservazione di oggetto insolito, luminoso, di struttura generalmente circolare, talvolta provvisto di "torretta" o "cupola", silenzioso, o più raramente, emettente un suono simile ad un ronzio o ad un sibilo, capace di stazionare in aria, di atterrare, di decollare con fortissime accelerazioni. L'osservazione non è accompagnata da fenomeni di interazione fra l'oggetto e l'ambiente circostante od i testimoni.
Secondo tipo: il paradigma è uguale a quello del primo tipo, ma con manifestazione di effetti collaterali di interazione con l'ambiente e/o le persone. I più comuni di questi effetti sono:
a) Tracce sul terreno, sottoforma di aree circolari di erba bruciata o piegata a vortice, oppure di buche di vario diametro e profondità disposte secondo schemi geometrici (triangoli, quadrati, ec...). E' famosa la traccia rimasta in Trans-en-Provence (Francia) nel 1981 a seguito di un atterraggio non ben identificato. Un'accurata analisi chimica e biologica di campioni di terreno e di erba prelevati dalla traccia a cura del GEPAN, la commissione ufficiale francese di indagine sugli UFO, oggi ribattezzata SEPRA, ha permesso di stabilire che sul posto si è manifestato un "fenomeno di grande potenza energetica" e di natura sconosciuta.
b) Effetti elettromagnetici, sottoforma di interferenze radio, televisori, bussole, circuiti elettrici di automobili.
c) Effetti luminosi insoliti, quali ad esempio l'emissione ed il riassorbimento lento di luce o fasci di luce, es. caso di Polcanto(Firenze): il testimone, un colono quarantenne, dichiarò di avere assistito, alle tre di notte, all'emissione da parte di un UFO di una luce che avanzava lentamente verso di lui illuminando via via a giorno la zona circostante, e che poi si ritrasse altrettanto lentamente fino ad essere riassorbita del tutto.
d) Effetti sugli animali, sottoforma di terrore, inquietudine, irritazione,(nel caso di Polcanto sopra citato, il cane del testimone rimase abulico e impaurito durante e dopo l'avvistamento e per alcuni giorni rifiutò il cibo, di norma invece il cane era molto vispo e aggressivo.
e) Effetti sull'uomo, sottoforma di paralisi momentanea, senso di soffocamento, ustioni, disturbi fisici vari quali irritazioni agli occhi, nausea, vomito, sonnolenza ed altri.
Terzo tipo: gli "Incontri ravvicinati del terzo tipo", resi popolari da un noto film di Steven Spilberg, riguardano oggetti e fenomeni analoghi a quelli delle due precedenti categorie, ma con contemporanea osservazione di presunti "occupanti".Questi ultimi vengono descritti per lo più come entità animate di aspetto umanoide, di bassa statura (alti poco più di un metro), con il cranio eccezionalmente sviluppato e dal comportamento ambiguo (a seconda dei casi, fuga, aggressività, indifferenza, cordialità ecc....).
E' opportuno precisare che le 6 categorie di avvistamenti individuate da Hynek non implicano l'esistenza di cause generatrici diverse. L'ipotesi di lavoro è che all'origine di tutti i rapporti UFO, quale che sia la categoria loro assegnata, esista un medesimo fenomeno ignoto che appare in modo diverso a seconda di situazioni diverse di osservazione: a seconda cioè che l'avvistamento avvenga di notte e di giorno, ad occhio nudo o tramite strumenti, a maggiore o minore distanza.
La classificazione di Hynek ha fornito agli studiosi un valido strumento di ricerca: da un lato, infatti, consente di individuare facilmente, nella pletora di rapporti, quelli peculiarmente ufologici, e dall'altro offre una base per formulare ipotesi.
Estensione della Classificazione di Hynek
*Quarto tipo: più recentemente, è stato suggerito di fare uso dell'espressione di "incontri ravvicinati del quarto tipo" per definire i casi di "abduction" o rapimento indicante i casi di presunto sequestro di testimoni da parte degli occupanti degli UFO.
*Quinto tipo: o "esogamia" cioe letteralmente, unione biologica con esseri extraterrestri; il termine indica i presunti casi, da quello di Villas Boas in poi, implicanti supposti rapporti sessuali fra soggetti umani e "occupanti di UFO".
** Sesto tipo: morte del soggetto implicato nell'incontro come conseguenza dell'incontro stesso.
** Settimo tipo: indica le conseguenze su un piano mentale al di là della materia esperite in alcuni casi dai protagonisti degli incontri ravvicinati di quarto tipo.
lunedì, maggio 29, 2006
Alien duck

Qui potete comprare le radiografie dell'anatra che avrebbe ignoiato un alieno.
Ovvero dentro un anatra radiografata per via di un ala spezzata è stato trovato un orgnanismo non meglio definito (??) che sembra essere alieno (!!) .. in ogni caso il ricavato andrà in beneficenza ;)
Alleluja!
Elogio all'assasino
Guardando questi preudo-servizi su Erika (quella di Novi-ligure) mi viene in mente la canzone di Bersani (che caso!) che recita:
Chiedi un autografo all’assassino/
guarda il colpevole da vicino/
e approfitta finché resta dov’é/
toccagli la gamba fagli una domanda/
cattiva, spietata.
Lo speacker dice che Erika non si è pentita, che non piange, non grida. Che anzi si diverte, ride e gioca a pallavolo. Che solo quando gli chiedono di cantare, allora si vergogna.
Ma che schifo. No Erika, i giornalisti.
Prendono una ragazza che ha fatto l'innominabile dopo 8 anni di vita in carcere e decidono che la devono trovare ancora a piangere, a disperarsi ed urlare. Incapace di fare qualunque altra cosa che non pentirsi, perché questo è conforme a quanto hanno deciso ci si debba sentire dopo ciò che ha fatto.
Sono passati 8 anni. 8 anni sono lunghissimi, soprattutto se passati in carcere.
Come cazzo pensano di sapere COSA PROVA una persona che ha ucciso la propria famiglia ed è cresciuta in carcere ? Cosa diavolo ne possono sapere loro ? nessuno lo può sapere.
Si arrogano il diritto di poter leggere nella mente di Erika, cosa che forse nemmeno lei è capace di fare. La reputano "colpevole" di aver iniziato a vivere la propria vita, perché secondo loro lei deve solo piangere e vergognarsi. Anche dopo 8 anni. Sempre.
La vedono uscire al sole e dicono che è bella, che si veste alla moda, come se questo volesse dire che se ne frega e che è senza rimorso. Anzi, lo dicono proprio che è senza rimorso, senza pentimento. Devono avere uno scanner bello forte per entrargli in testa inquadrandola per 10 minuti a 100 metri di distanza.
Leggono la scritta sulla sua maglietta: "Build for hard" mi pare, "costruita per il duro", e pensano che sia un messaggio .. come se tutti le ragazzine con su scritto "Sex" o cose ancora più idiote scegliessero le magliette per il "messaggio" sopra riportato.
Io non so quello che prova o pensa Erika, e difficilmente potrò immaginarlo dato che non ho ucciso mai nessuno, tantomeno la mia famiglia. E non sono mai stato 8 anni in carcere nell'adolescenza.
Ma la cosa schifosa non è tanto questo, perché si sa che quando si ha un TG da riempire (soprattutto se è una barzelletta di TG come Studio Aperto) ci si infilano dentro anche questi stupidi servizi a sensazione, che non vogliono dire niente di niente.
La cosa schifosa è che questo tipo di "giornalismo" deficente va a modificare la realtà.
Ad Erika è stata negata la libertà condizionata con la motivazione "Non si è pentita". Adesso, cosa avrà pensato il giudice che aveva in carico la richiesta ? molto semplice ...
Si sarà detto: "Perché mai dovrei rilasciare una criminale tanto in vista e finire su tutti i giornali creando scandalo (che poi lo scandalo lo creerebbero solo i giornali) quando posso semplicemente dire "no" e fregarmene ?" domanda retorica ovviamente.
Il giudice ha visto il servizio idota ed ha ben pensato di assecondarlo, perché alla gente sta più a cuore la TV che non Erika.
E qui si vede come anche un servizio per decelebrati demente abbia un potere (il 4 potere, appunto) tanto forte da sovvertire anche il "giusto" in onore del "popolare".
"Non si è pentita" .. ma che cazzata infinita. Ed anche se fosse ?
Chiedi un autografo all’assassino/
guarda il colpevole da vicino/
e approfitta finché resta dov’é/
toccagli la gamba fagli una domanda/
cattiva, spietata.
Lo speacker dice che Erika non si è pentita, che non piange, non grida. Che anzi si diverte, ride e gioca a pallavolo. Che solo quando gli chiedono di cantare, allora si vergogna.
Ma che schifo. No Erika, i giornalisti.
Prendono una ragazza che ha fatto l'innominabile dopo 8 anni di vita in carcere e decidono che la devono trovare ancora a piangere, a disperarsi ed urlare. Incapace di fare qualunque altra cosa che non pentirsi, perché questo è conforme a quanto hanno deciso ci si debba sentire dopo ciò che ha fatto.
Sono passati 8 anni. 8 anni sono lunghissimi, soprattutto se passati in carcere.
Come cazzo pensano di sapere COSA PROVA una persona che ha ucciso la propria famiglia ed è cresciuta in carcere ? Cosa diavolo ne possono sapere loro ? nessuno lo può sapere.
Si arrogano il diritto di poter leggere nella mente di Erika, cosa che forse nemmeno lei è capace di fare. La reputano "colpevole" di aver iniziato a vivere la propria vita, perché secondo loro lei deve solo piangere e vergognarsi. Anche dopo 8 anni. Sempre.
La vedono uscire al sole e dicono che è bella, che si veste alla moda, come se questo volesse dire che se ne frega e che è senza rimorso. Anzi, lo dicono proprio che è senza rimorso, senza pentimento. Devono avere uno scanner bello forte per entrargli in testa inquadrandola per 10 minuti a 100 metri di distanza.
Leggono la scritta sulla sua maglietta: "Build for hard" mi pare, "costruita per il duro", e pensano che sia un messaggio .. come se tutti le ragazzine con su scritto "Sex" o cose ancora più idiote scegliessero le magliette per il "messaggio" sopra riportato.
Io non so quello che prova o pensa Erika, e difficilmente potrò immaginarlo dato che non ho ucciso mai nessuno, tantomeno la mia famiglia. E non sono mai stato 8 anni in carcere nell'adolescenza.
Ma la cosa schifosa non è tanto questo, perché si sa che quando si ha un TG da riempire (soprattutto se è una barzelletta di TG come Studio Aperto) ci si infilano dentro anche questi stupidi servizi a sensazione, che non vogliono dire niente di niente.
La cosa schifosa è che questo tipo di "giornalismo" deficente va a modificare la realtà.
Ad Erika è stata negata la libertà condizionata con la motivazione "Non si è pentita". Adesso, cosa avrà pensato il giudice che aveva in carico la richiesta ? molto semplice ...
Si sarà detto: "Perché mai dovrei rilasciare una criminale tanto in vista e finire su tutti i giornali creando scandalo (che poi lo scandalo lo creerebbero solo i giornali) quando posso semplicemente dire "no" e fregarmene ?" domanda retorica ovviamente.
Il giudice ha visto il servizio idota ed ha ben pensato di assecondarlo, perché alla gente sta più a cuore la TV che non Erika.
E qui si vede come anche un servizio per decelebrati demente abbia un potere (il 4 potere, appunto) tanto forte da sovvertire anche il "giusto" in onore del "popolare".
"Non si è pentita" .. ma che cazzata infinita. Ed anche se fosse ?
Comprensione
Allora, parliamo un attimo di comunicazione, dialettica e proprietà di linguaggio.
A cosa serve la lingua italiana (nel nostro caso) ? a comunicare tra di noi ovviamente; ovvero a scambiare delle informazioni da una persona ad un altra, così come fanno i computer tra di loro attraverso dischi e cavi.
Per quanto riguarda i computer però, c'è una differenza sostanziale: i computer sono un sistema binario e di conseguenza possono concepire solo due stati di ordine, giusto o sbagliato. Per un computer un errore è sempre un errore, indipendentemente da quale sia. Per questo motivo la standardizzazione dei linguaggi in un discorso tra computer è basilare, perché altrimenti non funziona nulla.
Per un PC quindi dire Begin o begin non è uguale.
Ma per noi ? la nostra mente è un sistema incredibilmente più complesso e quindi può concepire una informazioni in centinaia di modi diversi.
Se indico un bicchiere vuoto ad esempio cosa voglio dire ?
Che ho sete ? che è un bicchiere ? che è vuoto ?
nessuno lo sa, perché mi sono espresso male.
Se avessi voluto farmi capire avrei comunicato in modo più esaustivo, ovvero dando maggiori notizie possibili sull'argomento.
Comunicare serve dunque ad esprimere un concetto, poco importa il modo in cui tale concetto venga recepito. Il mezzo non ha significato una volta raggiunto lo scopo.
Però stranamente c'è tanta gente che ha deciso di imporre un metodo di comunicazione. Tale metodo dovrebbe ai loro occhi essere una cosa buona perché una volta concepito un metodo universale di comunicazione, il trasferimento dei concetti risulterebbe più facile, come accade per i computer.
Il fatto è che un simile proposito è improponibile, perché la nostra mente è caotica ed ha bisogno di un costante cambiamento.
Per questo motivo la nostra lingua non fa altro che cambiare costantemente. Crescendo cambia il nostro modo di parlare, così come si creano linguaggi di "nicchia" tra amici ed amici, colleghi e colleghi etc.
Dicendo che un "mob epic critta sempre" ad esempio esprimo un concetto ben definito, ma solo per chi gioca a WoW o ad altri giochi online. Dicendo che "un mostro molto potente che si incontra giocando ad un certo videogame ti fa tanti danni oltre quelli realmente dichiarati nella sua scheda" esprimo sicuramente il concetto in modo migliore, ma solo agli occhi di chi sa cosa sia un videogame, un danno ed una scheda. Come vedete la comunicazione deve modificarsi in base al ricevente, e non ad un libro o ad un mandante.
Questo perché è chi esprime un concetto che ha l'interesse maggiore che venga recepito bene, e non il ricevente.
Creare una forma ufficiale di comunicazione quindi è una cazzata, come lo è qualsiasi codice che non prevede imprevisti in un campo composto soltanto da questi.
Ma c'è addirittura gente che critica !!
Incredibile ma alcune persone frustrate vanno in giro a dire alla gente come dovrebbe parlare, o come dovrebbe pronunciare alcune parole. Come ho spiegato il sistema di comunicazione è irrilevante: se ci si capisce allora il sistema usato è quello migliore.
Inutile quindi insegnare l'italiano corretto in un paesino di 20 abitanti che parlano tutti dialetto, ad esempio.
Ed ancora più stupido pretendere che questi stessi cittadini capiscano l'italiano quando si trovano un turista davanti.
non è obbligatorio e non è importante, a meno che qualcuno non ci tenga a comunicare con lui. Ma in tal caso allora siamo tutti in debito perché ci sarà sempre una qualché lingua o terminologia che non conosciamo, ma guarda caso non per questo ci consideriamo ignoranti ...
Bene, questo è tutto. Come saprete ciò che scrivo qui dentro lo scrivo solo per me, ed io mi sono capito benissimo. Questo significa che se anche avessi scritto "ufwchf" e basta, "ufwchf" sarebbe stato un concetto espressamente chiaro ed esaustivo.
Avete capito ? no ? e che mi frega :D
A cosa serve la lingua italiana (nel nostro caso) ? a comunicare tra di noi ovviamente; ovvero a scambiare delle informazioni da una persona ad un altra, così come fanno i computer tra di loro attraverso dischi e cavi.
Per quanto riguarda i computer però, c'è una differenza sostanziale: i computer sono un sistema binario e di conseguenza possono concepire solo due stati di ordine, giusto o sbagliato. Per un computer un errore è sempre un errore, indipendentemente da quale sia. Per questo motivo la standardizzazione dei linguaggi in un discorso tra computer è basilare, perché altrimenti non funziona nulla.
Per un PC quindi dire Begin o begin non è uguale.
Ma per noi ? la nostra mente è un sistema incredibilmente più complesso e quindi può concepire una informazioni in centinaia di modi diversi.
Se indico un bicchiere vuoto ad esempio cosa voglio dire ?
Che ho sete ? che è un bicchiere ? che è vuoto ?
nessuno lo sa, perché mi sono espresso male.
Se avessi voluto farmi capire avrei comunicato in modo più esaustivo, ovvero dando maggiori notizie possibili sull'argomento.
Comunicare serve dunque ad esprimere un concetto, poco importa il modo in cui tale concetto venga recepito. Il mezzo non ha significato una volta raggiunto lo scopo.
Però stranamente c'è tanta gente che ha deciso di imporre un metodo di comunicazione. Tale metodo dovrebbe ai loro occhi essere una cosa buona perché una volta concepito un metodo universale di comunicazione, il trasferimento dei concetti risulterebbe più facile, come accade per i computer.
Il fatto è che un simile proposito è improponibile, perché la nostra mente è caotica ed ha bisogno di un costante cambiamento.
Per questo motivo la nostra lingua non fa altro che cambiare costantemente. Crescendo cambia il nostro modo di parlare, così come si creano linguaggi di "nicchia" tra amici ed amici, colleghi e colleghi etc.
Dicendo che un "mob epic critta sempre" ad esempio esprimo un concetto ben definito, ma solo per chi gioca a WoW o ad altri giochi online. Dicendo che "un mostro molto potente che si incontra giocando ad un certo videogame ti fa tanti danni oltre quelli realmente dichiarati nella sua scheda" esprimo sicuramente il concetto in modo migliore, ma solo agli occhi di chi sa cosa sia un videogame, un danno ed una scheda. Come vedete la comunicazione deve modificarsi in base al ricevente, e non ad un libro o ad un mandante.
Questo perché è chi esprime un concetto che ha l'interesse maggiore che venga recepito bene, e non il ricevente.
Creare una forma ufficiale di comunicazione quindi è una cazzata, come lo è qualsiasi codice che non prevede imprevisti in un campo composto soltanto da questi.
Ma c'è addirittura gente che critica !!
Incredibile ma alcune persone frustrate vanno in giro a dire alla gente come dovrebbe parlare, o come dovrebbe pronunciare alcune parole. Come ho spiegato il sistema di comunicazione è irrilevante: se ci si capisce allora il sistema usato è quello migliore.
Inutile quindi insegnare l'italiano corretto in un paesino di 20 abitanti che parlano tutti dialetto, ad esempio.
Ed ancora più stupido pretendere che questi stessi cittadini capiscano l'italiano quando si trovano un turista davanti.
non è obbligatorio e non è importante, a meno che qualcuno non ci tenga a comunicare con lui. Ma in tal caso allora siamo tutti in debito perché ci sarà sempre una qualché lingua o terminologia che non conosciamo, ma guarda caso non per questo ci consideriamo ignoranti ...
Bene, questo è tutto. Come saprete ciò che scrivo qui dentro lo scrivo solo per me, ed io mi sono capito benissimo. Questo significa che se anche avessi scritto "ufwchf" e basta, "ufwchf" sarebbe stato un concetto espressamente chiaro ed esaustivo.
Avete capito ? no ? e che mi frega :D
giovedì, maggio 25, 2006
La tentazione
Vedo la solitudine petrosa già vista alla mia sinistra nella visione del battesimo di Gesù al Giordano. Però devo essere molto addentrata in essa, perchè non vedo affatto il bel fiume lento
e azzurro, nè la vena di verde che lo costeggia alle sue due rive, come alimentata da qull'arteria d'acqua. Qui solo solitudine, pietroni, terra talmente arsa da essere ridotta a polvere giallastra, che ogni tanto il vento solleva con piccoli vortici, che paion fiato di bocca febbrile tanto sono asciutti e caldi. E tormentosi per la polvere che penetra con essi nelle narici e nelle fauci. Molto rari, qualche piccolo cespuglio spinoso, non si sa come resistente in quella desolazione.
Sembrano ciuffetti di superstiti capelli sulla testa di un calvo. Sopra, un cielo spietatamente azzurro: sotto, il suolo arido; intorno, massi e silenzio. Ecco quanto vedo come natura.
Addossato ad un enorme pietrone, che per la sua forma, fatta su per giù come mi sforzo a disegnarla: fa un embrione di grotta, e seduto su un sasso trascinato nell'incavo, al punto +, sta Gesù . Si ripara così dal sole cocente.
E l'interno ammonitore mi avverte che quel sasso, su cui siede, è anche il suo inginocchiatoio e il suo guanciale quando prende le brevi ore di riposo avvolto nel suo mantello, al lume delle stelle e all'aria fredda della notte. Infatti là presso è la sacca che gli ho visto prendere prima di partire da Nazareth. Tutto il suo avere. E dal come si piega, comprendo che è vuota del poco cibo che vi aveva messo Maria.
Gesù è molto pallido e magro. Sta seduto con i gomiti appoggiati ai ginocchi e gli avambracci sporti in avanti, con le mani unite ed intrecciate nelle dita. Medita. Ogni tanto solleva lo sguardo e lo gira attorno e guarda il sole alto, quasi a perpendicolo, nel cielo azzurro. Ogni tanto, e specie dopo aver girato lo sguardo attorno e averlo alzato verso la luce solare, chiude gli occhi e si appoggia al masso che gli fa da riparo, come preso da vertigine.
Vedo apparire il brutto ceffo di Satana. Non che si presenti nella forma con cui noi ce lo raffiguriamo, con corna, coda etc. etc.. Pare un beduino avvolto nel suo vestito e nel suo mantellone che pare un domino da maschera. Sul capo il turbante, le cui falde bianche scendono a far riparo sulle spalle e lungo i lati del viso. Di modo che di questo appare un breve triangolo molto bruno, dalle labbra sottili e sinuose, dagli occhi nerissimi e incavati, pieni di bagliori magnetici. Due pupille che ti leggono in fondo al cuore, ma nelle quali non leggi nulla o una sola parola: mistero. L'opposto dell'occhio di Gesù, tanto magnetico e fascinatore anch'esso, che ti legge nel cuore, ma nel quale leggi anche che nel suo cuore è amore e bontà per te. L'occhio di Gesù è una carezza sull'anima. Questo è come un doppio pugnale che ti
perfora e brucia.
Si avvicina a Gesù: "Sei solo?"
Gesù lo guarda e non risponde.
e azzurro, nè la vena di verde che lo costeggia alle sue due rive, come alimentata da qull'arteria d'acqua. Qui solo solitudine, pietroni, terra talmente arsa da essere ridotta a polvere giallastra, che ogni tanto il vento solleva con piccoli vortici, che paion fiato di bocca febbrile tanto sono asciutti e caldi. E tormentosi per la polvere che penetra con essi nelle narici e nelle fauci. Molto rari, qualche piccolo cespuglio spinoso, non si sa come resistente in quella desolazione.
Sembrano ciuffetti di superstiti capelli sulla testa di un calvo. Sopra, un cielo spietatamente azzurro: sotto, il suolo arido; intorno, massi e silenzio. Ecco quanto vedo come natura.
Addossato ad un enorme pietrone, che per la sua forma, fatta su per giù come mi sforzo a disegnarla: fa un embrione di grotta, e seduto su un sasso trascinato nell'incavo, al punto +, sta Gesù . Si ripara così dal sole cocente.
E l'interno ammonitore mi avverte che quel sasso, su cui siede, è anche il suo inginocchiatoio e il suo guanciale quando prende le brevi ore di riposo avvolto nel suo mantello, al lume delle stelle e all'aria fredda della notte. Infatti là presso è la sacca che gli ho visto prendere prima di partire da Nazareth. Tutto il suo avere. E dal come si piega, comprendo che è vuota del poco cibo che vi aveva messo Maria.
Gesù è molto pallido e magro. Sta seduto con i gomiti appoggiati ai ginocchi e gli avambracci sporti in avanti, con le mani unite ed intrecciate nelle dita. Medita. Ogni tanto solleva lo sguardo e lo gira attorno e guarda il sole alto, quasi a perpendicolo, nel cielo azzurro. Ogni tanto, e specie dopo aver girato lo sguardo attorno e averlo alzato verso la luce solare, chiude gli occhi e si appoggia al masso che gli fa da riparo, come preso da vertigine.
Vedo apparire il brutto ceffo di Satana. Non che si presenti nella forma con cui noi ce lo raffiguriamo, con corna, coda etc. etc.. Pare un beduino avvolto nel suo vestito e nel suo mantellone che pare un domino da maschera. Sul capo il turbante, le cui falde bianche scendono a far riparo sulle spalle e lungo i lati del viso. Di modo che di questo appare un breve triangolo molto bruno, dalle labbra sottili e sinuose, dagli occhi nerissimi e incavati, pieni di bagliori magnetici. Due pupille che ti leggono in fondo al cuore, ma nelle quali non leggi nulla o una sola parola: mistero. L'opposto dell'occhio di Gesù, tanto magnetico e fascinatore anch'esso, che ti legge nel cuore, ma nel quale leggi anche che nel suo cuore è amore e bontà per te. L'occhio di Gesù è una carezza sull'anima. Questo è come un doppio pugnale che ti
perfora e brucia.
Si avvicina a Gesù: "Sei solo?"
Gesù lo guarda e non risponde.
martedì, maggio 23, 2006
Pedofilia
Entrando di striscio in un discorso sulla pedofilia, mi sono reso conto di quanta ignoranza ci sia su quessto argomento considerato tabù praticamente da tutti, forse perché rievocante una parte di noi tanto perversa che ci si rifiuta di analizzare ... ecco qui un testo che potrebbe chiarire un paio di punti:
La pedofilia è caratterizzate da fantasie, impulsi sessuali, o comportamenti ricorrenti e intensamente eccitanti sessualmente che riguardano bambini in età prepuberale (prima dello sviluppo fisico delle caratteristiche sessuali di genere). Il pedofilo, infatti, è un soggetto che non ha sviluppato una identità sessuale adulta per cui è rimasto sostanzialmente indifferenziato (per questo non distingue tra vittima maschile o femminile).
Questo fa capire quindi che il dire "Ma perché non va con le prostitute" o "probabilmente se la prende con loro perché non possono difendersi" è una cosa da ignoranti .. non funziona così, la pedofilia non è un atto che ha a che fare con la vigliaccheria.
La pedofilia, statisticamente,insorge nell’adolescenza.
Nell’adolescenza la persona sta cercando di definire la propria identità sessuale e tutto e tutti sembrano concordi nel rendergli la vita difficile il più delle volte con effetti notevoli. Se per un soggetto “normale” questo può significare semplicemente qualche problema più o meno grave, ma superabile in età adulta (magari con l’aiuto di un sessuologo); per chi vive in una situazione difficile (abuso sessuale, maltrattamenti, famiglia problematica, promiscuità sessuale etc) può essere l’avvio di una serie di complicazioni che si possono concludere con una parafilia conclamata in età adulta. Difatti molti pedofili dichiarano di non aver avuto preferenza per i bambini fino alla mezza età: quanti di loro hanno avuto un processo di sviluppo psicosessuale difficoltoso? Quanti di loro avrebbero potuto avere uno sviluppo psicosessuale sano se ci fosse stato qualcuno ad ascoltarlo? Sappiamo ancora poco delle storture psicopatologiche sottese alla pedofilia, ma mi sembra doveroso porsi domande simili, se abbiamo coscienza dei danni sociali, oltre che individuali, prodotti dalla pedofilia. La prevenzione, non ci stancheremo mai di dirlo, è la strada principale per ridurre una serie innumerevole di problematiche (tossicodipendenza, criminalità minorile, stupro etc) che pesano sulla società intera, sebbene questa sembri volerle rimuovere.
Come si può notare quindi, la maggioranza delle malattie mentali sono imputabili alla società. Questo perché è la società stessa che in alcuni punti si storce andando a creare una psiche malata. Possiamo dire che è ovviamente più facile dichiarare "malato" un individuo che non "malata" la società intera, ma anche se lo diciamo, tenersi a mente sempre la verità può aiutare in molti casi ...
Le preferenze sessuali dei pedofili, come abbiamo già detto, possono essere indifferenziate, ma anche rivolte ad un sesso specifico. Il pedofilo rivolto alle femmine preferisce vittime intorno agli 8 – 10 anni e costituisce la maggioranza dei casi; mentre quello rivolto ai maschi può ricercare vittime meno giovani, ma sembra più soggetto a recidiva.
In genere il pedofilo si limita a spogliare la vittima, a guardarlo, a mostrarsi, a masturbarsi in sua presenza, a toccarlo con delicatezza e a carezzarlo. Altri, invece, sottopongono la vittima a fellatio o cunnilingus, penetrano la vagina, la bocca o l’ano con dita, corpi estranei o col pene e usano vari gradi di violenza.
In genere il pedofilo sostiene di voler educare il bambino, di procurargli piacere e che comunque la vittima era sessualmente provocante (cosa ripetuta anche nella pornografia pedofila).
La mente alterata del pedofilo quindi è la causa dell'atteggiamento pedofilo, non la sua "libido incontrollabile" come può accadere per gli stupratori. Il pedofilo non deve resistere quindi ad un impulso incontrollato momentaneo, ma ad un costante impulso non per forza dominante ma costantemente presente. La pedofilia non è un crimine passionale, quindi discorsi come la castrazione, l'evirazione o l'amputazione del pene non hanno senso se non un senso psicologico, ovvero se si tratta di scelte operate dal pedofilo stesso. Un "cura" in tal senso è solo uno sfoggio di ignoranza in materia oltre che di scarsa "umanità".
Le vittime sono, nella maggior parte dei casi, bambini appartenenti alla stretta cerchia familiare, meno frequentemente estranei (con i quali cresce il rischio di essere svelati). La vittima può subire minacce, ma in genere il pedofilo sviluppa strategie di attrazione e controllo molto sottili ed efficaci che gli permettano di “conservare” la vittima e di non essere scoperto.
Difficilmente quindi un pedofilo opererà una violenza fisica sull'individuo. Se queste informazioni venissero divulgate a dovere credo che qualche bambino sarebbe anche in grado di comprendere cosa temere e cosa no.
Il decorso del disturbo è solitamente cronico.
Ovviamente, quindi non vi è cura possibile se non una costante cura psicologica.
C'è chi dice di ucciderli tutto, ma oltre che ad essere contro la pena di morte a me non sembra una soluzione costruttiva. Probabilmente non esiste una soluzione costruttiva di fronte al crimine pedofilo compiuto, ma fa parte della società, nelle sue infinite contraddizioni, continuare a cercarne una, non eliminare le proprie pecche come fossero indipendenti da sè.
La pedofilia è caratterizzate da fantasie, impulsi sessuali, o comportamenti ricorrenti e intensamente eccitanti sessualmente che riguardano bambini in età prepuberale (prima dello sviluppo fisico delle caratteristiche sessuali di genere). Il pedofilo, infatti, è un soggetto che non ha sviluppato una identità sessuale adulta per cui è rimasto sostanzialmente indifferenziato (per questo non distingue tra vittima maschile o femminile).
Questo fa capire quindi che il dire "Ma perché non va con le prostitute" o "probabilmente se la prende con loro perché non possono difendersi" è una cosa da ignoranti .. non funziona così, la pedofilia non è un atto che ha a che fare con la vigliaccheria.
La pedofilia, statisticamente,insorge nell’adolescenza.
Nell’adolescenza la persona sta cercando di definire la propria identità sessuale e tutto e tutti sembrano concordi nel rendergli la vita difficile il più delle volte con effetti notevoli. Se per un soggetto “normale” questo può significare semplicemente qualche problema più o meno grave, ma superabile in età adulta (magari con l’aiuto di un sessuologo); per chi vive in una situazione difficile (abuso sessuale, maltrattamenti, famiglia problematica, promiscuità sessuale etc) può essere l’avvio di una serie di complicazioni che si possono concludere con una parafilia conclamata in età adulta. Difatti molti pedofili dichiarano di non aver avuto preferenza per i bambini fino alla mezza età: quanti di loro hanno avuto un processo di sviluppo psicosessuale difficoltoso? Quanti di loro avrebbero potuto avere uno sviluppo psicosessuale sano se ci fosse stato qualcuno ad ascoltarlo? Sappiamo ancora poco delle storture psicopatologiche sottese alla pedofilia, ma mi sembra doveroso porsi domande simili, se abbiamo coscienza dei danni sociali, oltre che individuali, prodotti dalla pedofilia. La prevenzione, non ci stancheremo mai di dirlo, è la strada principale per ridurre una serie innumerevole di problematiche (tossicodipendenza, criminalità minorile, stupro etc) che pesano sulla società intera, sebbene questa sembri volerle rimuovere.
Come si può notare quindi, la maggioranza delle malattie mentali sono imputabili alla società. Questo perché è la società stessa che in alcuni punti si storce andando a creare una psiche malata. Possiamo dire che è ovviamente più facile dichiarare "malato" un individuo che non "malata" la società intera, ma anche se lo diciamo, tenersi a mente sempre la verità può aiutare in molti casi ...
Le preferenze sessuali dei pedofili, come abbiamo già detto, possono essere indifferenziate, ma anche rivolte ad un sesso specifico. Il pedofilo rivolto alle femmine preferisce vittime intorno agli 8 – 10 anni e costituisce la maggioranza dei casi; mentre quello rivolto ai maschi può ricercare vittime meno giovani, ma sembra più soggetto a recidiva.
In genere il pedofilo si limita a spogliare la vittima, a guardarlo, a mostrarsi, a masturbarsi in sua presenza, a toccarlo con delicatezza e a carezzarlo. Altri, invece, sottopongono la vittima a fellatio o cunnilingus, penetrano la vagina, la bocca o l’ano con dita, corpi estranei o col pene e usano vari gradi di violenza.
In genere il pedofilo sostiene di voler educare il bambino, di procurargli piacere e che comunque la vittima era sessualmente provocante (cosa ripetuta anche nella pornografia pedofila).
La mente alterata del pedofilo quindi è la causa dell'atteggiamento pedofilo, non la sua "libido incontrollabile" come può accadere per gli stupratori. Il pedofilo non deve resistere quindi ad un impulso incontrollato momentaneo, ma ad un costante impulso non per forza dominante ma costantemente presente. La pedofilia non è un crimine passionale, quindi discorsi come la castrazione, l'evirazione o l'amputazione del pene non hanno senso se non un senso psicologico, ovvero se si tratta di scelte operate dal pedofilo stesso. Un "cura" in tal senso è solo uno sfoggio di ignoranza in materia oltre che di scarsa "umanità".
Le vittime sono, nella maggior parte dei casi, bambini appartenenti alla stretta cerchia familiare, meno frequentemente estranei (con i quali cresce il rischio di essere svelati). La vittima può subire minacce, ma in genere il pedofilo sviluppa strategie di attrazione e controllo molto sottili ed efficaci che gli permettano di “conservare” la vittima e di non essere scoperto.
Difficilmente quindi un pedofilo opererà una violenza fisica sull'individuo. Se queste informazioni venissero divulgate a dovere credo che qualche bambino sarebbe anche in grado di comprendere cosa temere e cosa no.
Il decorso del disturbo è solitamente cronico.
Ovviamente, quindi non vi è cura possibile se non una costante cura psicologica.
C'è chi dice di ucciderli tutto, ma oltre che ad essere contro la pena di morte a me non sembra una soluzione costruttiva. Probabilmente non esiste una soluzione costruttiva di fronte al crimine pedofilo compiuto, ma fa parte della società, nelle sue infinite contraddizioni, continuare a cercarne una, non eliminare le proprie pecche come fossero indipendenti da sè.
domenica, maggio 21, 2006
Videocamera
Evviva, finalmente ho la mia prima videocamera tutta mia !
E' piccolina e non è certo una video camera professionale da 2000 euro, però mi basterà
per catturare tutte le immagini che si muovono intorno a me e rivederle mille volte ancora.
Per i prossimi giorni non mi scollerò da quessto apparecchietto neanche per un secondo,
riprendendomi mentre mangio, mentre guido, mentre lavoro, mentre dormo ...
Che ci volete fare ? quando ho una cosa nuova mi ci fisso, soprattutto quando mi paice così tanto.
Magari fra un paio di settimane mi passa e la userò in maniera normale, senza stressare tutti
quelli che mi stanno addosso.
Per ora ho già mantenuto la promessa di qualche giorno fa, in ogni caso, ovvero ho ripreso tutto l'ufficio, anche se con la scarsità di luce che c'era non si vede granchè (il sabato nessuno vuole accendere la luce ;), a parte il bel cartello "vietato l'uso di telecamere" .. alla faccia vostra bastardi !!
E' piccolina e non è certo una video camera professionale da 2000 euro, però mi basterà
per catturare tutte le immagini che si muovono intorno a me e rivederle mille volte ancora.
Per i prossimi giorni non mi scollerò da quessto apparecchietto neanche per un secondo,
riprendendomi mentre mangio, mentre guido, mentre lavoro, mentre dormo ...
Che ci volete fare ? quando ho una cosa nuova mi ci fisso, soprattutto quando mi paice così tanto.
Magari fra un paio di settimane mi passa e la userò in maniera normale, senza stressare tutti
quelli che mi stanno addosso.
Per ora ho già mantenuto la promessa di qualche giorno fa, in ogni caso, ovvero ho ripreso tutto l'ufficio, anche se con la scarsità di luce che c'era non si vede granchè (il sabato nessuno vuole accendere la luce ;), a parte il bel cartello "vietato l'uso di telecamere" .. alla faccia vostra bastardi !!
venerdì, maggio 19, 2006
Iscriviti a:
Post (Atom)



